30 settembre 2014

Omofobia, l'abietta mania (I parte)


di  don Mauro

Mentre le Sentinelle in Piedi vegliano silenziose nelle piazze italiane, accusate per ciò stesso di essere fasciste e discriminanti, i fautori della gender theory possono permettersi di diffondere video aggressivi e offensivi a danno di chi non la pensi rigidamente come loro. L’omofobo è imputato. E’ il caso del video diffuso su You Tube “Questa fobia è una abietta mania”.
Siamo tutti maniaci. Ma sarà vero? Proviamo a vedere cosa sostengono i protagonisti del video.


Iniziamo con il capitolo intitolato “Sessualità” (0.21 – 1.47), affidato alle dichiarazioni di Marzio Barbagli, massimo studioso italiano di criminalità, sociologo attento alle variazioni della situazione familiare italiana negli ultimi decenni, il quale purtroppo in ambito filosofico oscilla tra inesattezze e frizioni. E’ inesatto infatti ritenere che quella di “natura” e “contro-natura” sia una affermazione che «nasce dall’etica sessuale cristiana, secondo la quale gli atti sessuali che non hanno per finalità principale la procreazione sono atti sodomitici e contro natura». E’ inesatto non solo perché il capitolo del contro-natura non si limita al caso sodomita, ma soprattutto perché di Legge Naturale parlarono, cinquecento anni prima di Cristo e dei cristiani, sia alcuni sofisti che i grandi Platone e Aristotele. Chiesa, peccato, oscurantismo medievale e simili frattocchie non hanno dunque a che vedere col problema del contro-natura. Per quanto odiamo i preti, la questione di ciò che è naturale e di ciò che non lo è resta aperta e dibattuta. Laicamente ed aspramente. Continua il professore: «Quest’affermazione si basa sull’ignoranza, ma ha una lunga storia che è una storia di fraintendimenti». Quali? Non si sa. Su tutti, ipotizzo, il fraintendimento che dei figli non possano nascere in modo naturale da una coppia di omosessuali.

Vi è poi un’ulteriore precisazione, sulla quale però attesto che si incagliano anche molti sacerdoti e teologi. Sostiene Barbagli: «c’è questa idea del contro natura che evoca un’immagine di mostri». E’ la stessa visione che divulgavano i miei docenti in seminario, sostenendo che le rigide partizioni della metafisica scolastica ingenerassero sorte di odi e discriminazioni a livello morale e sociale. Qui urgerebbe un corso di epistemologia, anzi di più, un ripasso del concetto di intenzionalità secondo Husserl. Altra cosa è affermare che alcuni gesti, metafisicamente analizzati, siano contro natura, altra cosa è ritenere mostri coloro che compiono tali gesti. Ci soccorre un po’ di santa teologica tradizionale: il peccato originale vuole che molte cose da noi ritenute normali, siano in realtà abnormi. Abnormi rispetto al progetto creativo originario. Abituali e insuperabili per l’uomo in assenza della Grazie divina. Stando al di qua del teologico e delle sottigliezze scolastiche: un coltello usato per martellare un chiodo è contro natura, né per ciò quel coltello parrà mostruoso. Casomai sprecato ed infruttuoso. Frustrante, ecco.

Infine qualche frizione. L’esperto di criminalità dichiara: «noi sappiamo che questi atti vengono commessi da tanto tempo anche da eterosessuali e quindi… gli atti contro natura sarebbero la maggior parte». L’esperto di criminalità saprà bene che la criminalità è diffusa pressoché da sempre e dovunque: può questo successo statistico giustificare e rendere plausibile la criminalità? Spero che Barbagli risponda di no. Che dunque? L’uomo è fatto per il crimine? Spero che Barbagli rimarchi il suo no. «È evidente quindi che la natura non c’entra nulla»? C’entra la natura, eccome se c’entra. E’ la natura dell’uomo chiamato a giustizia, che per qualche strano motivo si trova incapace di rispettare e tutelare questo imprescindibile e profondo valore dell’umanità, la giustizia appunto. E la sessualità. Unicuique suum. E qual è il suum dell’omosessualità? L’amicizia, non la pratica sessuale.

Aggiungo solo che il sodomita diviene mostro a sé prima che ad altri. Soprattutto quando questi altri hanno ormai abbandonato in massa la via della santificazione cristiana: «la totalità delle persone che vivono nel nostro paese seguono un’etica diversa da quella cristiana».
Buona nuova, quest’ultima. C’è ancora molto lavoro appassionante per gli evangelizzatori. Barbagli si annoti: al cattolico non fanno tema le statistiche, ci basta la Sua Grazia, nella nostra debolezza è la Sua forza.

 

8 commenti :

  1. scusa, ma "i grandi Platone e Aristotele" così come i filosofi greci non eran pederasti?

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    1. E basta con 'sta storia, che ne abbiamo le p***e piene!
      E studiate un po' di più la storia, no?

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  2. Lo chieda a Colafemmina. Rimangono dei grandi filosofi, come ammette la comunità mondiale. E rimane che abbiano avviato il dibattito sulla legge naturale una manciata di secoli prima dell'avvento di Cristo e del pensiero cristiano. DMB

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    1. la legge naturale di Platone ed Aristotele comprendeva anche la pederastia?

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  3. Di certo Aristotele fu a favore della schiavitù. Ma questo non fa problema, non solo perché condotta personale e valore intellettuale non sono legate in modo rigidamente biunivoco, ma soprattutto perché lo stesso Aristotele, mentre ritiene con sicurezza e inflessibilità i principi della propria dottrina etica, riconosce che il riconoscimento e il vaglio dei contenuti della medesima possano ammettere ripensamenti e affinamenti nel corso del tempo. In soldoni: il principio della natura è insindacabile, la scelta pro-schiavitù è invece opinabile. Ma chi può opinarla? Il saggio e non il vizioso. Ma chi è il saggio? Arduo a definirsi. Facilissimo invece da individuare il vizioso. Ma lascio a voi di fare i nomi. DMB

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    1. quindi il diritto naturale allo schiavismo e all'esser pederasti si è mutato nei millenni?

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    2. No. Leggiti la Etica Nicomachea con un buon commentario e potrai capire. Buono studio. DMB

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    3. no, non leggo roba di pederasti. grazie

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