22 ottobre 2014

Le Purghe raggiungeranno nuovi livelli (sanno che sono in una corsa contro il tempo)



traduzione a cura di Franciscus Pentagrammuli

Un paio di giornali italiani (Il Messaggero; Corriere della Sera) lo hanno riferito questo lunedì, così come nel fine settimana. Come punizione per la sua difesa della fede ortodossa contro i tentativi sovversivi ed eretici del suo conterraneo Walter “L'africano buono è quello che sta zitto” Kasper e la sua posizione di ferma resistenza prima e durante il Sinodo, il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, cardinal Mueller, verrebbe spedito in Siberia. No, pardon, in Germania. Ci sono almeno due Sedi maggiori disponibili in Kirchensteuerland: Berlino, vacante, e la sua città natale, Magonza, il cui vescovo, il kasperiano cardinal Lehmann, ha quasi 79 anni. Questo dovrebbe aprire una vasta prospettiva per il largamente rumoreggiato smantellamento completo della Congregazione per la Dottrina della Fede, tale da renderla un ornamento inefficiente.

Mueller non è mai stato un tradizionalista, tutt'altro, ma non v'è dubbio che egli abbia brillato nella sua posizione, perché ha completamente incarnato ciò che essa significa: difendere la Fede Cattolica ed Apostolica della Sede Romana, non le sue proprie idee teologiche. Ma d'ora in avanti persino le semplici parole del chiarissimo e solare documento di Giovanni Paolo II, Familiaris Consortio, sono considerate frasi di buio ed oscurità: nessuno è salvo.
Parlando di papa Wojtyla, tutti gli articoli e le voci convergono in una direzione: il nuovo livello delle presenti purghe non si fermerà ai ratzingeriani (come Burke o Mueller), ma raggiungerà egualmente i wojtyliani. Tutti i polacchi conservatori nella Curia, ed i loro alleati, verranno rimossi con la riforma della Curia. I loro offici potrebbero venire semplicemente estinti o sommersi, e la nuova leadership sarebbe certamente di un nuovo (in realtà, vecchio liberal) tipoQuesto, comunque, ci dà una grande speranza: nessun popolo al mondo ha sofferto più purghe del grande popolo di Polonia. ma sempre essi sono tornati. Sempre. Gli uomini oggi al potere sanno che hanno un tempo relativamente breve (in termini di storia ecclesiastica) per rifare la Chiesa.
Ma ognuno di noi conosce le generazioni di preti ormai anziani. Li conosciamo nelle nostre parrocchie, cappelle ed oratori. Essi non sono semplicemente i figli di grandi famiglie rurali che han finito per entrare in seminario o negli ordini religiosi quasi automaticamente, che hanno formato tante generazioni di grandi preti, ma alcuni dei quali hanno perso la fede (ed anche abbandonato il sacerdozio) nel caos posconciliare. Essi sono uomini che hanno scelto di rimanere fedeli contro ogni più facile e comoda opzione offerta dal mondo contemporaneo, uomini che veramente credono in Dio, che sono stati profondamente ispirati da Giovanni Paolo II, che possono non essere tradizionalisti (come Wojtyla certo non lo era), ma che sono fiduciosamente conservatori.

Gli uomini al potere stanno assumendo un grosso rischio: stai tirando il pendolo dal loro quasi al punto di rottura. Quando si muoverà dal lato opposto, la reazione sarà così e pesante e forte e chiara che essi rimpiangeranno il loro giocare con la Verità Eterna. Liberals, sappiamo che molti di voi non credono in Dio, ma ciononostante Egli esiste, e "Non vi fate illusioni, non ci si può prender gioco di Dio" (Galati, 6,7).

http://rorate-caeli.blogspot.com/2014/10/the-purge-will-hit-new-levels-they-know.html

 

2 commenti :

  1. "Ex captivitate salus" era di Carl Schmitt: la sconfitta, sua e del nazismo, e la pigionia, anglo-americana, lo aveva fatta riflettere; ora una "Ex Polonia salus" suonerebbe un po' comica perché la Polonia non ha vinto molto negli ultimi 500 anni e la prigionia dei prelati polacchi proprio non l'ha vista nessuno

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  2. dagli amici mi guardi iddio24 ottobre 2014 15:43

    diocesi di albenga commissariata da bergoglio
    http://www.ilsecoloxix.it/p/savona/2014/10/22/ARADgXLC-careggio_commissariata_albenga.shtml
    per i presunti abusi o per la vicinanza del vescovo al motu propriu di papa benedetto xvi?

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