15 ottobre 2014

Santa Teresa d’Avila, il Dottore Perfetto


di Roberto de Albentiis

Santa Teresa di Gesù (questo il “vero” nome religioso di Santa Teresa d’Avila), Dottore della Chiesa e mistica, la cui teologia era incentrata tutta sul Cammino interiore di Perfezione, fu una delle più grandi e belle figlie della Chiesa Cattolica della Riforma (quella volgarmente chiamata Controriforma, e che invece fu la sola, vera, unica Riforma della Chiesa di quel periodo) e del Siglo de Oro spagnolo.

Si sa poco della sua infanzia; nata ad Avila nel 1515 da una numerosa e devota nobile famiglia, entrò molto giovane (e nonostante la contrarietà del padre) presso il Monastero dell'Incarnazione, retto dalle monache carmelitane.
A causa di un lungo periodo di malattia (dovuto probabilmente alle rigorose penitenze cui si sottoponeva) era più libera negli orari e nelle visite rispetto alle altre consorelle, e riuscì così a creare una fitta rete di amicizie e corrispondenze, alcune delle quali dureranno per tutta la vita; una volta rimessa, però, decise di dedicarsi ancora di più alla preghiera, e durante una contemplazione ebbe una prima esperienza mistica, che definì successivamente una "seconda conversione".
Iniziò un periodo di intensa vita spirituale, accompagnato però, anche, da incomprensioni e vere e proprie persecuzioni; fu amica e figlia spirituale dei Santi Francesco Borgia (feste, 30 settembre e 3 e 10 ottobre), Pietro d'Alcantara (feste, 18 e 19 ottobre) e Giovanni della Croce (feste, 24 novembre e 14 dicembre), e dagli incontri e dai colloqui con loro ebbe l'idea della riforma dell'Ordine Carmelitano.
Iniziando da Avila, dove fondò il Monastero di San Giuseppe delle neonate Carmelitane Scalze, intraprese una grande opera di fondazione in tutta la Spagna, parallelamente ad una grande intensificazione delle penitenze e della vita mistica e interiore (visioni, Transverberazione - festa, 26 agosto - , locuzioni interiori, bilocazione).


La sua festa principale si celebra oggi (giorno in cui morì, nel 1582), mentre altre due feste sono il 26 agosto (in cui si ricorda la sua Transverberazione) e il 5 ottobre (antica data in cui veniva commemorata).
A pochi, anzi, pochissimi cristiani, e perfino a pochi santi, sono date da Dio, come dono, le visioni e le estasi, che noi, d’altra parte, non dovremmo ricercare; soprattutto, c’è qualcosa di molto più grande delle visioni e delle estasi: la Santa Comunione, la Divina Eucaristia, che, peraltro, Santa Teresa riceveva con devozione e amore.

Cosa può insegnarci Santa Teresa, se a noi visioni ed estasi non sono toccate in sorte dal buon Dio come Suo regalo? Dalla vita di Santa Teresa possiamo trarre, tra i tanti (l’amore per Dio, la dedicazione alla preghiera o alla propria conversione e riforma personale) due spunti: il primo è la santità. Santa Teresa è santa, si è santificata durante tutta una vita, e nel farlo si è avvalsa della collaborazione, dell’amicizia e della direzionedi altri santi, e che santi, poi! Francesco Borgia, Pietro d’Alcantara, Giovanni della Croce…
Secondo spunto: l’ecclesialità. Santa Teresa non si affida alle sue visioni (che potrebbero essere fallaci), né le usa per garantirsi prestigio o fama personali, ma anzi, le sottopone e le dona alla Chiesa, di cui è devota figlia. Non si può essere cristiani senza Chiesa Cattolica, non si può essere cattolici senza obbedire alle gerarchie, ai vescovi e al Papa; così hanno insegnato i Padri (Ignazio, Clemente, Ireneo), così hanno insegnato i Papi (tra gli ultimi, San Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, Francesco), così ha insegnato e vissuto Santa Teresa d’Avila. Possiamo fare nostra la sua santa lezione.

Visti i tempi duri che stiamo vivendo, sia nella società che, anche nella Chiesa, possiamo cantare anche noi, con lei: "Nada te turbe, nada te espante... solo Dios basta".

 

1 commento :

  1. veramente teresa de cepeda y ahumada era di origine ebraica...
    Ruggero Romani

    RispondiElimina