18 novembre 2014

Dedicazione delle Basiliche dei santi Pietro e Paolo


di Franciscus Pentagrammuli 

Terribilis est locus iste, hic domus Dei est, et porta caeli, et vocabitur aula Dei: così recita l'introito della Messa in Dedicatione Ecclesiae nel rito romano. 

Oggi, nella data tradizionale fissata dal beato Pio IX nel 1854, la liturgia commemora la dedicazione delle Basiliche di San Pietro e di San Paolo: con le basiliche di Santa Maria Maggiore (dedicazione il 5 agosto) e del Salvatore in Laterano (dedicazione il 9 novembre), esse formano l'insieme delle quattro basiliche patriarcali romane, che negli anni giubilari i pellegrini devono visitare per acquistare la grande indulgenza concessa dai papi ogni venticinque anni.

Dopo il martirio, i resti dell'apostolo Pietro furono sepolti nei pressi della via Cornelia, sepoltura poi segnalata ai fedeli da una edicola eretta da papa Anacleto, e che rimase fino al terzo secolo il luogo di sepoltura dei papi. L'imperatore Costantino fece costruire la prima basilica vaticana sopra questo stesso luogo: in essa fu incoronato Carlomagno, in essa si cantava la grande litania del 25 aprile, in essa, al termine delle Quattro Tempora, si celebrava la vigilia delle ordinazioni. Restaurata e rinnovata dopo la distruzione ad opera dei saraceni (806), la basilica soffrì dell'abbandono durante la cattività avignonese, tanto che Nicola V decise di demolirla per ricostruirla nuovamente: opera questa che impegnò i successivi pontefici da Giulio II fino ad Urbano VIII, che il 18 novembre 1626 consacrò la nuova basilica terminata.
Fu alla fine del medioevo che i papi, abbandonato il palazzo del Laterano, si stabilirono nel palazzo vaticano, facendo della basilica di San Pietro il centro di grandi solennità. Questa sostituzione fu resa definitiva dal Concilio del 1870, e le cripte della basilica accolgono oggi, oltre alle sepolture di tutti i papi da Innocenzo XI ad oggi, anche quelle di molti papi medievali, ivi trasferiti dalla basilica lateranense.

Presso la via Ostiense, invece, fu sepolto il corpo dell'apostolo Paolo, martirizzato alle acque Salvie, ed ivi sempre il papa Anacleto eresse un piccolo oratorio, simile a quello vaticano. Gli imperatori Costantino prima, e Valentiniano poi, edificarono la basilica, ultimata da Teodosio ed Onorio, e cinta di mura nel IX secolo per preservarla dalle incursioni saracene.
Così rimase la basilica fino alla notte fra il 15 ed il 16 agosto 1823, quando un incendio la distrusse.
L'intera Cristianità, e persino eretici ed infedeli, partecipò con donazioni alla riedificazione della basilica paolina, fino a che il 5 ottobre 1840 Gregorio XVI poté consacrare il transetto e l'altar maggiore, edificato sopra la tomba dell'Apostolo. In occasione della definizione del dogma dell'Immacolata Concezione di Maria (8 dicembre 1854), 185 cardinali, arcivescovi e vescovi assistettero il 10 dicembre alla dedicazione della nuova basilica, fatta dal beato papa Pio IX.
Il 27 agosto 1893 Leone XIII elevò la festa a rito doppio maggiore per la Chiesa universale.

Fonte: Guéranger.


 

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