21 novembre 2014

In Te si rallegra, o piena di Grazia, tutto il Creato…


di Roberto De Albentiis

Il 21 novembre, in ricordo della Dedicazione a Costantinopoli (543) di una chiesa dedicata a tale festa e mistero, si ricorda la Presentazione (o, per usare la terminologia greca, Ingresso) della Vergine Maria al Tempio, una delle Dodici Feste del calendario bizantino e una delle ultime feste mariane dell’anno liturgico; tale festa, di derivazione primariamente orientale, trae origine dalla Tradizione, devozionale e agiografica (il Vangelo di Giacomo, non canonico ma certo non apocrifo e men che meno eretico o gnostico) e poi patristica e liturgica.

Secondo tale Tradizione l’Ingresso di Maria al Tempio di Gerusalemme, in ringraziamento della Sua Concezione e Nascita, avvenne tra le torce accese delle giovani e dei notabili ebrei del tempo e con il coro degli Angeli, e così non poteva che essere per la Madre della Luce e per la Regina degli Angeli! In questo giorno, inoltre, per consuetudine, si festeggia sempre Maria Santissima sotto il titolo di Madre della Salute, e davvero lo è, Madre della salute del corpo e dell’anima, perché Madre del Salvatore!
La festa, di derivazione popolare, fu però consacrata e sugellata dalle decisioni regie e imperiali: in Oriente, da parte dell’Imperatore Giustiniano il Grande (venerato dalla Chiesa d’Oriente anche per questo motivo), in Occidente da parte del Re di Francia Carlo V; i Papi Gregorio XI, Sisto IV e Sisto V sanciranno la sua definitiva adozione.

Da questa bella festa possiamo trarre almeno tre spunti: per quanto riguarda il primo, fin dalla Sua infanzia (ma, sulla scorta di alcuni autori, possiamo dire addirittura fin dalla Sua Concezione) Maria dedica tutta Se Stessa a Dio Padre e Creatore nella preghiera; Maria, la Tuttasanta, la Madre di Dio, è superiore alla Legge, e tuttavia le si sottomette, come Cristo le si sottometterà con la Sua Circoncisione e come Maria e San Giuseppe le si sottometteranno con la Presentazione al Tempio del loro Figliolo. Il Cuore Immacolato, l’esistenza tutta di Maria sono dedicati a Dio quali fossero un Tempio, sia così anche per noi, perché anche noi siamo Tempio dello Spirito Santo, come scrive l’Apostolo ai Corinzi!
Secondo aspetto: questa festa ha un carattere primariamente popolare, è il popolo devoto che per primo la crede e la celebra, quel popolo semplice per cui Cristo era venuto e cui aveva predicato e operato prodigi; oggi, probabilmente, questo stesso popolo, con cui comunque tanti uomini di Chiesa e teologi a là page si sciacquano la bocca, verrebbe disprezzato e ignorato, le sue preghiere (in primis il Rosario) e le sue attese (vedasi gli interessi suscitati dalle più varie apparizioni mariane) tenute per fuori dal tempo e non al passo con la società moderna. Se ragionassimo con il metro “democratico” (eppure quanto era vicina e ascoltatrice del suo popolo quella Chiesa pre-moderna!) oggi non celebreremmo una così bella e importante festa mariana!
Terzo e ultimo aspetto: questa festa ha un carattere anche politico, perché sono un Imperatore (addirittura santo) e un Re a promuoverla e a diffonderla non solo come devozione personale ma anche come atto pubblico: già Dom Prosper Gueranger, nel XIX secolo, si lamentava e rammentava con nostalgia i tempi e i modi di Re Carlo V, che dovremmo dire oggi, quando i governanti e i politici che pure si dicono cattolici hanno vergogna a parlare chiaro contro il divorzio e l’aborto, figuriamoci se proponessero l’istituzione civile di una festa religiosa o la Consacrazione dello Stato a Cristo o a Sua Madre! Eppure i regni di Giustiniano e Carlo il Saggio furono ricchi e prosperi ed entrambi passarono alla storia come uomini saggi e grandi! 

Possa la Madre di Dio aiutarci a trasformare i nostri cuori, su esempio del Suo, e a dedicare a Dio, quale Tempio, la nostra esistenza, e per questo, assieme alla Chiesa, cantiamo in questo giorno: “Oggi è il preludio del beneplacito del Signore, e il primo annuncio della salvezza degli uomini. Agli occhi di tutti la Vergine si mostra nel Tempio di Dio, e a tutti preannuncia il Cristo.”

 

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