02 novembre 2014

L'ultima cima


di Cecilia McCamerons

Se oggi crocifiggo un sacerdote in pubblico, avrò successo e otterrò dei premi importanti... Se invece parlo bene di un sacerdote, metteranno in croce me… Allora ho un problema… Perché ho incontrato un prete bravissimo e mi piacerebbe raccontarlo.”

Con queste sue parole il regista Juan Manuel Cotelo apre questo frizzante film-documentario su don Pablo Domínguez Prieto, un sacerdote spagnolo, classe 1966, che pare non avere niente di particolare – “non è pedofilo, dongiovanni, ladro, missionario nella giungla, esorcista” 
 è solo un buon prete.
Cosa ci sarà di così interessante? Dice il regista: “Mi sono rifiutato di conoscere quel sacerdote… ma l’ho conosciuto! E dodici giorni dopo, è morto. Potevo scordarmi di lui per sempre… però mi ha incuriosito… e ho voluto raccontarlo. Così mia madre potrà dirmi, una volta di più: «Non so, figlio mio, perché vuoi cacciarti in questi problemi»
.” Don Pablo è infatti morto in montagna a soli 42 anni scalando il Moncayo, l’ultima cima spagnola che voleva conquistare, e il regista lo ha conosciuto ad una sua conferenza solo dodici giorni prima di questa sua scalata.


Un bel lungometraggio che parla anche grazie ai volti dei numerosi amici e conoscenti che raccontano don Pablo, con uno stile allegro e semplice, capace di mantenere viva l’attenzione dello spettatore che si sente coinvolto in questa storia fino alla fine.
Questo giovane don quindi era “solamente” un sacerdote innamorato di Dio e contagiava gli altri con la sua allegria.


Un film che fa venire voglia di diventare santi, che mette in luce la meraviglia della vocazione sacerdotale, che ci ricorda di pregare tanto per i nostri sacerdoti, così spesso criticati ma così spesso lasciati soli.

P.S. Ottimo anche per cineforum, proiezioni parrocchiali e per i ragazzi che frequentano il catechismo.

Il DVD si trova nelle librerie cattoliche.

Il link al sito ufficiale con trailer e altre informazioni.

 

0 commenti :

Posta un commento