15 novembre 2014

Lunga vita alla porno-kompagna Nappi!

di Marco Mancini

Fino a qualche tempo fa era conosciuta esclusivamente come attrice porno e molti di noi (me compreso) non ne avevano mai sentito parlare. Poi è assurta al ruolo di profetessa della liberazione sessuale, nemica di ogni “dogma morale” e di ogni tabù (“tutte le donne dovrebbero essere troie”). Ma Valentina Nappi, classe 1990, ha pian piano allargato il suo giro d’orizzonte, estendendolo dal tema sessuale all’intero scibile umano, forte di una discreta infarinatura filosofica. In breve è divenuta una vera e propria maîtresse à penser della sinistra radicaloide, fino ad ottenere una collaborazione con Micromega. E pare – speriamo di non essere smentiti – che le elucubrazioni siano proprio farina del suo sacco, con buona pace dei maligni che, soprattutto all’inizio, tendevano a considerarla un personaggio eterodiretto, trascurando come i germi del ceto medio semicolto possano annidarsi anche in una fanciulla avvenente, per quanto di facili costumi.

Dicevamo della rubrica su Micromega. Nelle ultime settimane, la nostra Valentina si è distinta per una colorita polemica con Diego Fusaro, giovane filosofo allievo di Costanzo Preve e volto televisivo noto per le sue idee “non conformi”, ispirate al superamento della dicotomia destra-sinistra in nome della lotta al Capitale. Qui poco ci interessano i risvolti più mediatizzati e volgarotti della querelle, sui quali ciascuno potrà informarsi autonomamente. Ci interessa invece la sua scaturigine, ossia un post della Nappi significativamente intitolato “Oggi il fascismo si chiama anticapitalismo”.

Al netto di qualche scopiazzatura dal Dizionario di storiografia Paravia/Bruno Mondadori (qui per il confronto), la tesi espressa dalla Nostra è molto chiara: il fascismo è, storicamente come nelle sue versioni odierne, lotta della piccola e media borghesia contro il grande capitale e, in ultima analisi, contro la modernità. Chi vuole essere coerentemente antifascista, dunque, deve rallegrarsi, alla maniera di Marx, dei progressi del “grande capitale finanziario globale”: esso non è certo il bene, ma è una tappa necessaria verso l’approdo finale, cioè la socializzazione dei mezzi di produzione (“il processo di centralizzazione dei capitali è infatti condizione necessaria per un autentico progresso storico“, scrive la maîtresse). Il vero antifascista, dunque, non può essere anticapitalista: anzi, l’anticapitalismo, fenomeno regressivo e anti-moderno, è fascista.

Di fronte a tali argomentazioni, la critica di Fusaro coglie certo nel segno, quando osserva come la “sinistra dei costumi”, ossia quella della libertà sessuale e dei diritti civili, risulti pienamente funzionale alla “destra del denaro”, ossia alle logiche di riproduzione del grande capitale, specie finanziario. Ma, per così dire, essa risulta un’arma spuntata nei confronti della Nappi, che rivendica apertamente tale relazione. Particolarmente illuminante è il sottotitolo di una sua recente intervista: “Vivo per il sesso e l’UE”. Quale migliore rappresentazione plastica della diade “sinistra dei costumi, destra del denaro”? Sul sesso, non credo sia il caso di dilungarsi. Sulla UE, invece, bisogna dire qualcosa: Valentina ha correttamente individuato, nel processo d’integrazione europea e in particolare nell’unione monetaria, un poderoso strumento di “centralizzazione dei capitali che schiaccia la piccola e media borghesia (le quali reagiscono col fascismo, che oggi si chiama per esempio Le Pen)”. Un processo al quale, da comunista “atea, scientista, tecnocratica”, ella guarda col favore di cui si è detto prima.

E qui giungiamo alla ragione del titolo di questo articolo. A me, in fondo, la Nappi sta simpatica. Non è solo questione di amare (in senso evangelico) i nostri nemici, ma anche e soprattutto di riconoscerne l’utilità per la nostra causa. Diciamolo pure: nessuno prima d’ora aveva rivendicato con tanta onestà intellettuale la natura centralizzatrice e livellatrice del progetto europeo e, in generale, della post-modernità tecnocratica.

Altro che la burocratica langue de bois dei tecnocrati di Bruxelles, altro che il fantasioso ed ingannevole “sogno europeo” di cui hanno discettato e discettano i Prodi, i Ciampi, i Napolitano e i Renzi! Qui si parla chiaro, signori: “schiacciare la piccola e media borghesia”, “comunismo ateo, scientista e tecnocratico”. Questo è il futuro con il quale noi, che come Fusaro siamo “comunitaristi anti-moderni” e quindi inguaribilmente “fascisti”, dovremo fare i conti. Un futuro in cui non ci sarà più spazio per la storia, le specificità culturali, la religione, la famiglia. Soprattutto, nessuno spazio per le differenze: una società caratterizzata, come nell’inquietante Nuovo Mondo profetizzato da Huxley, dalla pianificazione tecnocrarica e centralizzata, in ultima analisi un mondo senza vera libertà. Che non è quella – evocata ed esaltata dalla Nappi con tono vagamente loliteggiante – in virtù della quale “i ragazzi a scuola mettono i piedi sul banco e fanno scoppiare le gomme da masticare in faccia agli insegnanti” (sic!). Il Nuovo Ordine Mondiale, spauracchio dei complottisti di ogni lido, è già realtà, sotto la penna della nuova porno-sacerdotessa di Micromega.

Lasciamo dunque che Valentina Nappi esponga i suoi programmi per il futuro, lasciamo che la gente ascolti qual è l’approdo finale della post-modernità: è una terapia d’urto che forse farà ravvedere qualcheduno. Fate leggere la Nappi alla vostra parrucchiera piccolo-borghese, che magari vede di buon occhio eterologa e nozze gay: capirà che i "diritti civili" e il suo strangolamento economico si tengono insieme. Fatela leggere a tanti politici sedicenti cattolici, come il patetico Mauro che tempo fa mandò a quel paese gli euroscettici: liberazione sessuale e UE, caro Mario, vanno a braccetto. Più la Vale parla, meglio è. Anzi, fosse per me la inviterei direttamente a Tv2000: tanto, più inappropriata di Luxuria non potrà mica essere.

 

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