07 gennaio 2015

Charlie Hebdo: una messa a punto

di Paolo Maria Filipazzi 
Sto pranzando con la televisione accesa. Il tiggì dà notizia di un attentato terroristico nel cuore di Parigi: due tizi armati di kalashnikov hanno assaltato la redazione di “un giornale” facendo fuori 11 persone, fra cui due agenti ed un passante. Mi faccio attento. Arriva una precisazione: “un giornale” sarebbe in realtà la rivista “satirica” Charlie Hebdo, ed i due avrebbero compiuto la strage per “vendicare il Profeta”. A quel punto parte la filippica: è un attacco a tutto l’Occidente, si è voluto colpire un giornale che era baluardo del pensiero laico ed illuminista, che si era battuto per la libertà di critica. Al che, lo confesso, mi è partito un sano e schietto: “Ma mi faccia il piacere!”. Una breve messa a punto mi sembra dunque doverosa. 

Ok, la violenza va condannata e mi dispiace per le persone morte. Andiamo avanti.

Charlie Hebdo NON è la rispettabile rivista che ci stanno dipingendo in queste ore i media. Si tratta, in realtà, di un parente del nostro italico Vernacoliere. Solo un po’ più schifoso. Il pezzo forte di tale rivista “satirica” sono le bestemmie, di cui le pagine e copertine della pubblicazione da anni traboccavano. Contro tale “linea editoriale” si erano ripetutamente levate proteste da parte di associazioni ebraiche e cattoliche, ma, come si sa, per dei progressisti, vale a dire per dei violenti, le civili proteste a mezzo stampa sono qualcosa di cui sghignazzare. Qualche problema in più, va da sé, l’avevano avuto coi musulmani, che, come si sa, contrariamente a noi pigri e semi-apostati cristiani da strapazzo, quando tocchi loro Maometto ed Allah si incazzano di brutto. Al che era stato tutto un florilegio di intellettuali salottieri e radical-chic che erano “scesi in campo” per difendere il “diritto di critica” e lodando il “coraggio” di questo giornale “scomodo”. Nel 2011 qualcuno aveva pure tirato contro la redazione, nottetempo, nel 2011, una bomba “dimostrativa”. Per la gioia dei vernacolieri d’Oltralpe, improvvisamente trasformatisi in eroi dell’Occidente. Il che li aveva ringalluzziti, e giù altre bestemmie. Alla fine si son presi delle fucilate, come era da mettere in conto.

Al che ci tocca, non senza un certo rossore, ribadire le solite cose, già ripetute su Campari dall’amico Facchini qualche anno fa: è inutile che noi cattolici ci scandalizziamo per la blasfemia anti-cristiana e poi, come a volte accade, reagiamo con un “ben gli sta” o con una compiaciuta complicità quando le bestemmie colpiscono l’Islam. Per le jene del laicismo Cristianesimo ed Islam sono due facce della stessa medaglia, entrambe forme di opposizione all’ideologia secolare che, negando Dio, nega l’uomo e lo porta al di sotto della bestia. E se noi cristiani, fedeli al Vangelo, anche se sentiamo pruderci le mani, alla fine porgiamo l’altra guancia, possiamo anche comprendere, pur nella condanna della violenza, come si senta un musulmano di fronte ad una vignetta di Maometto nudo in posa ammiccante: esattamente come ci sentiamo noi quando una vignetta analoga viene pubblicata avendo per oggetto Cristo o la Madonna.

Se un giornaletto di bestemmie e pornografia adesso, diventa, un baluardo del pensiero laicista ed illuminista, c’è da chiedersi se il pensiero illuminista e laicista non sia letame allo stato puro. Se la bestemmia viene scambiata per “diritto di critica”, e non viene più riconosciuta per quello che è, vale a dire come una forma vile di violenza, un attacco contro la libertà dei credenti, vuol dire che siamo sprofondati in una fogna. Se la rappresaglia di due killer contro un giornaletto poco di buono anziché essere relegata, come dovrebbe, nelle pagine della cronaca nera, fra i tanti fatti delittuosi che capitano quotidianamente nei bassifondi di una metropoli come Parigi, diventa un “attacco all’Occidente”, manco fosse l’11 settembre, ci sorge il sospetto che l’Occidente stesso ormai non sia altro che i bassifondi del pianeta. Se un gruppo di imbrattacarte che si è visto, per sua disgrazia, ritorcere contro anni ed anni di vigliaccate, volgarità e violenze (perché la violenza non è solo quella fisica…), si vede elevato al rango di schiera di “martiri della libertà” vuol dire che abbiamo perso tutti il cervello.

E tutti dovrebbero farsi due domande: la “destra” che si lamenta perché gli immigrati non accettano i “nostri valori”, farebbe bene a chiedersi quali siano, a questo punto, i “nostri valori”. La “sinistra” che farnetica di “integrazione”, dovrebbe spiegare a tutti in cosa gli immigrati dovrebbero “integrarsi”. Forse ci accorgeremmo che, se molti immigrati, specie musulmani, non si “integrano”, se cresce fra i musulmani in Europa la simpatia per l’integralismo e qualcuno finisce per passare alle vie di fatto, ciò non è sicuramente giustificato, ma non accade nemmeno perché i musulmani sono di per sé cattivissimi. Gli è che, per chi è abituato a considerare la religione come la stella polare della sua vita, un mondo in cui la massima espressione di progresso è considerato la bestemmia è l’Inferno sulla terra. E qualcuno potrebbe anche sospettare che la bufala progressista dell’ “integrazione” celi, dietro di sé, un truffa per fare all’Islam ciò che l’Occidente ha già fatto al Cristianesimo: stuprarlo ed ucciderlo. Sarebbe un’impressione totalmente errata? 

E l’Occidente in guerra contro il terrorismo, non farebbe meglio a chiedersi se quest’ultimo non trovi terreno di facile proselitismo grazie anche al fatto che, oggettivamente, l’Occidente stesso fa schifo?  

44 commenti :

  1. Sottoscrivo in pieno, penso e prego solo un po' di più per quei poveri poliziotti messi di guardia a una fogna, per quei poveri disgraziati che nella fogna sguazzavano ed ora sono al cospetto del Giusto Giudice (che abbiano potuto pentirsi in tempo), infine per quei carnefici, che il sangue delle loro vittime sia seme di pentimento e conversione a Gesù

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  2. sottoscrivo quanto scritto dall'egregio filippazzi

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    1. e adesso andiamo alle Crociate...invadiamo e bombardiamo la Siria sotto la guida illuminatadelo Cid (Gli Stati Uniti d'America)

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  3. Non posso condividere questa volta. Qualsiasi paragone tra Cristianesimo e islam è improponibile.

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  4. La satira, il cui limite è il codice penale e la diffamazione, è l'espressione massima della civiltà in cui un sorriso, per quanto amaro, seppellisce una questione, una frase, un atteggiamento o una persona. Rispondere alla satira pura con i tribunali (come il nostro amato Massimo D'Alema) è già molto grave ed indice di estrema debolezza. Rispondere con con i kalashnikov è, letteralmente "fuori dalla grazia di Dio". Non c'è scusante per chi ha eseguito l'azione. Non è uno scontro tra civiltà, ma comunque un atto orribile di terrorismo ideologico.

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    1. La satira, appunto, non il dileggio e l'insulto.
      Va da uno a bestemmiargli i morti, e per di più per puro divertimento: vuoi che ti ringrazi pure? che ti faccia il sorriso e che rida con te dei suoi cari defunti? Andrà come minimo dalla risposta a tono al pugno in faccia. Ed anche se sarà da condannare per il pugno, sarà forse da biasimare?

      La strage è sicuramente da condannare, e da compiangere i poliziotti e il passante uccisi, ma i vignettari bestemmiatori non mi fanno alcuna pietà.
      Io non mi sento affatto Charlie, non voglio esserlo!

      Francesco S.

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    2. l'atto in sé certamente lo é e non é in nessun modo giustificabile ma bisogna anche considerare il lato della provocazione

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  5. La ricordate la favola di cappuccetto rosso? Ecco. Noi non diciamo che il lupo ha fatto bene (visto che quella è la sua natura), ma pensiamo che cappuccetto rosso sia stata poco prudente (ed essendo una virtù potrà migliorare).

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    1. vabbè, allora lasciamo il bosco in balia dei lupi e rintaniamoci in casa... abbiate il coraggio di prender le distanze da un articolista che ha "pisciato fuori dal vaso"..

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    2. quindi i giornalisti dovevano chiudere il giornale e disegnare fiori in modo da non infastidire l'ennesimo culto? O forse da fastidio che gli stessi giornalisti disegnassero anche il Papa, Gesù e quant'altro in un'ottica che vira verso il "hanno fatto male ma i giornalisti se la sono cercata". la libertà di un gruppo sociale FINISCE al confine con la libertà di un altro gruppo sociale. La società non è tenuta a promuovere tutte le credenze, tutti i culti, tutti i sottogruppi sociali. La società è tenuta solo a dare loro la libertà di essere e di fare che è la stessa libertà di essere e di fare che la società è tenuta a dare a chi critica, prende in giro in maniera non violenta e rispettosa delle regole quegli stessi culti. Questo è il vero rispetto. Questa è la vera libertà. Non esiste che chi vuole fare delle vignette debba essere tacciato di "imprudenza". Non esiste in nessuna società civile. Esiste al massimo a Corleone.

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    3. Alla prudenza associamo anche la lotta contro i lupi, chi ha detto che ci rintaniamo?

      Rimaniamo inoltre in attesa che la satira verso gli omosessuali venga liberalizzata ;)

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    4. Insultare qualcuno su ciò che di sacro ha nella vita significa restare fuori dalla libertà dell'altro?
      Perché se è così forse qualcosa mi sta sfuggendo.
      Che poi ci sia qualcuno più permaloso di altri, è un'altra questione.

      Francesco S.

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  6. Vorrei far notare che un giornale non proprio sulle nostre stesse posizioni come il "Financial Times" ha commentato l'accaduto dicendo che i "giornalisti" di Charlie Hebdo sono stati degli stupidi. Paolo Maria Filipazzi

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    1. Se un'idea è scema lo è anche se la scrive il Financial Times o Topolino. I "giornalisti" di CharlieHebdo hanno fatto ciò che volevano fare e hanno fatto bene. Se una vignetta su Maometto da cosi fastidio da arrabbiarsi o da uccidere è un problema di chi legge o di chi uccide non dei giornalisti francesi. Fa un pò ridere che il Financial Times assuma una posizione più simile all'omertà mafiosa del "fatti i cavoli tuoi e non rompere le scatole agli altri" che ad un'analisi oggettiva del fenomeno.

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    2. "I "giornalisti" di CharlieHebdo hanno fatto ciò che volevano fare e hanno fatto bene". Argomentazione inconsistente da parte di uno che non sa cosa sia la libertà (e manco la logica). Se tutti quelli che fanno ciò che vogliono fare fanno bene, che critichi a fare?

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  7. La satira di Charlie Hebdo era greve e spregiudicata. Ma se migliaia di parigini si sono riversati in piazza per lo sdegno vuol dire che c'è qualcosa di molto più importante che è andato perduto con questo tremendo atto di vigliaccheria.
    Il post di Filipazzi è la prova che non solo le teocrazie islamiche sono spaventose ma anche quelle sognate da chi le vuole sotto il vessillo di Gesù Cristo.
    La tradizione occidentale è tollerante anche con l'eccesso, Filipazzi è invece antioccidentale.

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  8. Good article.

    Some traditionalist blogs are saying that the workers of Charlie-Hebdo are "martyrs of European civilization":

    http://ab2t.blogspot.be/2015/01/lattentat-charlie-hebdo-chaud.html?spref=fb
    http://mundabor.wordpress.com/2015/01/07/charlie-hebdo-wake-up-or-die/

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  9. Gent. mo Sig. Filipazzi, grazie di aver scritto questo articolo, che condivido in pieno.
    Rimango solo molto perplesso quando scrive: "Se la rappresaglia di due killer...": qui, infatti, si tratta di due killer che hanno compiuto un gesto in nome dello stesso Dio di non so quante migliaia, se non milioni, di persone in tutta Europa e che hanno messo in pratica alla lettera alcuni proclami dei mesi scorsi ("uccidere i miscredenti in qualunque modo"), quindi mi perdonerà se secondo me la strage di ieri non può essere ridotta ad una mera vicenda di cronaca nera e riporta in primo piano, purtroppo con il sangue, il problema del terrorismo di matrice islamica presente in casa nostra e la questione del rapporto con l'islam, moderato e non.
    Cordiali saluti e ancora grazie per l'articolo
    Edoardo

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  10. Grazie Paolo Maria,
    dopo l'articolessa di ieri so. Il Termidoro é in atto tuttora. Non un qualsiasi regime di terrore. Ma quello di Robespierre. L'illuminista in lei, la fa equivocare tra disegno divino e Storia. Per cui i terroristi diventano strumenti di Allah, il quale come Dio non ha corpo né membra, per cui si serve di altri per agire. La sua intelligenza con il nemico, non dell' Occidente ma del Soprannaturale, le fa adorare così tanto la Storia da rigurgitare un sommario dispiacere nell' apprendere di 12 vite umane trucidate, tra le quali i giornalisti di una pubblicazione che la Storia giudica non rispettabile al cospetto non della Morale quanto di una un Giudizio, non divino ma laicissimo. Il Giudizio in cui si classifica l'11 Settembre degno di passare alla Storia per l'Attacco all' Occidente. Il 7 gennaio neppure alle cronache. La sua modernità é una delle doglie dell' Occidente di cui si schifa. Consiste nel trascinare il Divino in questo Divenire di morti per i quali non mi sorprenderebbe che lei provasse un sommario dispiacere anche verso i crisriani trucidati da strumenti della Storia. Non di Allah. O del suo Dio.

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  11. Il sig Paolo Maria Filipazzi è liberissimo di esprimere il suo pensiero, e ci mancherebbe altro, ma siccome anche io sono libero ritengo che la sua sia PORNOGRAFIA e non le vignette di un pugno di poveri cristi, morti anche, per le idee del sig Filippazzi e di quanti, senza vergogna alcuna, tendono a minimizzare ....

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  12. hominem occidere non est doctrinam tueri,sed hominem occidere. Ruggero Romani

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  13. Le consiglio una lettura: la forza della ragione.O.Fallaci.

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    1. e lei si legga Sebastiano Castellione.

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  14. Non sono affatto d'accordo. Il rispetto di una società nei confronti di un sottogruppo non è nella professione delle idee di quel sottogruppo ma è nel renderlo libero di professarle, allo stesso modo quel sottogruppo rispetta la società professando le proprie idee senza infastidire gli altri. In tutto ciò le critiche, le prese in giro e tutto il resto sono, giustamente, libere e, quando danno adito a violenza sono un problema di chi fa l'azione perchè rompe il rispetto che deve alla società in cui si trova. . Il fatto che CharlieHebdo sia più simile al Vernacoliere che al al Corriere della Sera è solo un artifizio retorico per criticare una satira che non piace ma che ha tutto il diritto di essere perchè piace a qualcuno e quel qualcuno ha il diritto di leggerla fosse anche la cosa più squallida della terra. Questa è la vera libertà. Se domani nascesse un culto dell'immagine delle API la società di certo non dovrà ritirare i libri sulle API dalle librerie, non sarebbe rispettoso nei confronti di chi vuole leggerli. Sarà quel culto ad adeguarsi alle diverse sfaccettature della società continuando a professare le sue idee che, ripeto, non devono essere "rispettate" dalla società in quanto tali ma ne deve essere rispettata la libertà di professione. Questa è vera libertà. Questo è vero rispetto.

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  15. la cosa più bella è che se la testata fosse stata italiana e le vignette fossero state ideate da disegnatori italiani in questo momento ci staremmo beccando botte di deficienti, imbecilli ed irresponsabili da 3/4 di mondo. Condivido in ogni punto l'articolo!

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  16. In tutto questo battibecco mi resta una domanda...ma cos'è, se c'è, che questo Occidente ritiene debba essere tutelato? Mi pare di capire, NIENTE. A questo porta il relativismo. "Convertitevi, e credete al Vangelo!". "Dio non è Dio dei morti [né degli assassini, morti dentro], ma dei vivi". Amare il prossimo è poi anche capire quanto può far male una penna, pur detestando le idee o la religione altrui.

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  17. E questi sarebbero i cattolici: da una parte a difendere la vita umana dall'ovulo all'ultimo rantolo (in nome di Dio, a quanto pare), dall'altra ad avanzare giustificazioni per chi uccide a salvaguardia della sensibilità religiosa (uccide, non tira petardi). Non c'è sensibilità religiosa che valga una vita umana. Questo pensiero religioso dovrebbe occupare con più tenacia le menti di tutti.

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    1. ti sbagli, questi non sono cattolici.

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    2. Nessuno qui vuole giustificare la strage, come nessuno qui vuole giustificare la bestemmia e il dileggio.
      Non è che se prima ho una schifezza quando arriva una schifezza più grossa la prima diventa bella ed auspicabile. La prima schifezza, anche quando ne arriva una più grande, sempre schifezza rimane.
      Qui, in nome dell'orrore suscitato dalla strage si suscita il terrore e, soprattutto, si vuol far passare le bestemmie e gli insulti perpetrati da Charlie come cose buone. Ed è notizia di oggi che gli altri giornali francesi stanno facendo una gara di solidarietà per sostenere le prossime uscite di questa cartaccia, fino al punto che se fino a ieri rischiava la chiusura per bancarotta, ora grazie alla strage la redazione può prevedere un più roseo futuro: per il prossimo numero, infatti, è prevista una tiratura di un milione di copie contro le ordinarie 60.000. Chi è, a questo punto, che specula su quei morti?

      Francesco S.

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  18. "Non c'è sensibilità religiosa che valga una vita umana" . Giusto, quindi è bene fare qualche precisazione logica, non religiosa: 1) La vita di un nuovo individuo umano inizia con la fecondazione, cioè con l'identificazione cromosomica di un nuovo essere, non con "l'ovulo"...né con lo spermatozoo! 2) Non si difendono "i rantoli" ma le persone. 3) Non si difendono neanche...i ragli, semmai la vita di quelli che fanno gli asinelli... Io NON sono Charlie perché non bestemmio, GIAMMAI giustifico chi uccide i bestemmiatori!

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  19. Piango tutti i 12 morti, confido per tutti nella Misericordia di Dio, ma affermo anch'io che la libertà deve avere dei limiti: quella della libertà degli altri!
    Je ne suis Charlie, pur piangendo Charlie!
    Daniela

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    1. Charlie Hebdo: Chiaramente ispirati dal razzismo a 360 gradi del Talmud giudaico e le sue varie interpretazioni dei rabbini, Lo stato francese che permette l'esistenza di "satira" in nome della "Liberta"! Banda di ebrei che si illudono essere "popolo amato da dio". Vergogna alla Francia, che permette sul suo territorio una mini-hollywood ebraica nella forma di caricaturisti antiGoyim. Ma quale dio di loro convenienza. Aveva ragione Marlon Brando.

      http://archiviostorico.corriere.it/1996/aprile/07/Marlon_Brando_furente_Quegli_ebrei_co_0_9604074094.shtml

      Questi caricaturisti non si sono mai azzardati a ridicolarizzare la loro appartenenza etnica, religiosa e di tradizione giudaica.

      Sembra che i caricaturisti ebrei hanno veramente preferito continuare, esposti piutosto d'essere brutalmente ammazzati, invece di cambiare mestiere, di tacere. alla fine ecco che tacciono per sempre.Altri sopravissuti continuano ancora a deridere i Goyim, senza aver appreso lezione del passato. Gli e' stata offerta di ritornare al loro paese. Forse potrebbero essere meno vulnerabili al martirio della loro "liberta" che hanno voluto ad imporre all'Europa e alla civile Cultura Occidentale.

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  20. Giusto pregare per i morti.
    Giusto pregare anche per gli assassini.
    Quello che colpisce me è che, nel mondo della comunicazione, non solo per i vivi, ma anche per i defunti, certi morti contano molto più di altri.
    12 vittime in un attentato a Parigi per i media contano MOLTO di più di migliaia di cristiani ammazzati, magari con figlie stuprate e date in moglie a qualche musulmano, in Medio Oriente o in Asia. E contano INFINITAMENTE di più dei bambini uccisi con l'aborto, o anche di malati, anziani, ed ora in certi paesi anche bambini, uccisi con l'eutanasia cui sono stati condotti a consentire (ma non sempre) con chissà quali mezzi.
    Solo in Italia, ogni giorno che il Signore manda abbiamo l'equivalente di almeno 25 attentati di Parigi, compiuti ai danni di bambini innocenti ed indifesi, nel grembo materno. Qualcuno ha mai notato niente di questo sui giornali o alla TV?
    Mario

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    1. Non c'entra niente, qui si parla di morti per attentati terroristici proprio perchè servono a sfruttare il meccanismo del terrore.

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    2. CENTRO!!! Sono bombe atomiche che ogni anno cancellano in Italia l'equivalente di un capoluogo di provincia...da 36 anni! Come diceva la B. Madre Teresa, con l'aborto non c'è pace possibile! Per questo il mio lutto per le stragi è sempre relativo... o costante!

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    3. L'aborto non è terrorismo, non serve a creare paura: potrà creare rabbia agli antiabortisti ma sciuramente non è terrorismo. Chi crede che sia terrorismo ha decisamente deragliato, così tanto da voler fare un minestrone insensato in nome del vittimismo.

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    4. "L'omicidio non è terrorismo, non serve a creare paura: potrà creare rabbia agli antiomicidi ma sicuramente non è terrorismo. Chi crede che sia terrorismo ha decisamente deragliato, così tanto da voler fare un minestrone insensato in nome del vittimismo."
      ...Sono ignorante, tanti ragionamenti non li capisco: se ti ammazzano non vivi più, prima o dopo nato non cambia. L'infinita pietà per l'omicida (insegno in carcere, so cosa dico) non toglie niente all'omicidio.
      Avete notato quanto poco si è parlato di persone ammazzate e quanto di attentato a questa libertà e a quell'altra?!? Per forza! Nel nostro mondo la vita umana è una variabile dipendente! L'indignazione a intermittenza lo dimostra...

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  21. «Voi, i cristiani, gli ebrei, i musulmani, i buddisti, gli scintoisti, gli avventisti, i panteisti, i testimoni di questo e di quello, i satanisti, i guru, i maghi, le streghe, i santoni, quelli che tagliano la pelle del pistolino ai bambini, quelli che cuciono la passerina alle bambine, quelli che pregano ginocchioni, quelli che pregano a quattro zampe, quelli che pregano su una gamba sola, quelli che non mangiano questo e quello, quelli che si segnano con la destra, quelli che si segnano con la sinistra, quelli che si votano al Diavolo, perché delusi da Dio, quelli che pregano per far piovere, quelli che pregano per vincere al lotto, quelli che pregano perché non sia Aids, quelli che si cibano del loro Dio fatto a rondelle, quelli che non pisciano mai controvento, quelli che fanno l’elemosina per guadagnarsi il cielo, quelli che lapidano il capro espiatorio, quelli che sgozzano le pecore, quelli che credono di sopravvivere nei loro figli, quelli che credono di sopravvivere nelle loro opere, quelli che non vogliono discendere dalla scimmia, quelli che benedicono gli eserciti, quelli che benedicono le battute di caccia, quelli che cominceranno a vivere dopo la morte… Tutti voi, che non potete vivere senza un Papà Natale e senza un Padre castigatore. Tutti voi, che non potete sopportare di non essere altro che vermi di terra con un cervello. Tutti voi, che vi siete fabbricati un dio “perfetto” e “buono” tanto stupido, tanto meschino, tanto sanguinario, tanto geloso, tanto avido di lodi quanto il più stupido, il più meschino, il più sanguinario, il più geloso, il più avido di lodi tra voi.
    Voi, oh, tutti voi NON ROMPETECI I COGLIONI!
    Fate i vostri salamelecchi nella vostra capanna, chiudete bene la porta e soprattutto non corrompete i nostri ragazzi»

    François Cavanna, co-fondatore di Charlie Hebdo Officiel.

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    1. Ora questo baldo verme col cervello (ipse dixit) morto il 29/1/2014 potrà riconsiderare con più elementi la questione. Che Dio abbia accolto una sua lacrimuccia nascosta in punto di morte: all'infinita Misericordia (che idea per un verme?!! Da dove verrà?) basta una lacrima di pentimento per lavare una intera vita, in quanto il... detersivo è il Sangue stesso di Dio.

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    2. E voi, il cui insaziabile e crudele dio siete voi stessi e il vostro io, a cui sacrificate senza batter ciglio le vostre persone, le vostre case, le vostre famiglie, assieme alle persone, case e famiglie di tutti gli altri, senza escludere neanche il vero Dio: perché ci rompete i co...ni se degli schifosi vi ammazzano per le vostre schifezze? Eppure li dovreste comprendere e capire perché voi gli siete più vicini di qualunque altro. In fondo, similes cum similibus congregantur!

      Francesco S.

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    3. Le pecore hanno sempre bisogno di un "buon-pastore" e di cani di guardia per brucare l'erba. Ci sono stati e ci saranno sempre tanti uomini-pecore nei posti più sperduti della terra o di una grande metropoli che resteranno sempre con la schiena torta davanti ad uno stregone o ad un capo-religioso.
      roberto kalos

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  22. La satira di Charlie Hebdo era greve, spregiudicata e provocatoria. In Francia dove si contano milioni di musulmani, gran parte dei quali non di alta cultura, un affronto del genere continuato e spacciato per libertà d'espressione, può rappresentare una bomba! Comprensibile quindi la reazione del Presidente e del popolo francese scesi in piazza per gridare al mondo contro questo questo brutale e inaccettabile attentato. Condivido però quanto scrive il Filippazzi che scrive:
    "per chi è abituato a considerare la religione come la stella polare della sua vita, un mondo in cui la bestemmia è considerata massima espressione di libertà e progresso, può risultare l’Inferno sulla terra. E qualcuno potrebbe anche sospettare che la bufala progressista dell’“integrazione” celi, dietro di sé, un truffa per fare all’Islam ciò che l’Occidente ha già fatto al Cristianesimo: stuprarlo ed ucciderlo."
    Il mondo sta cambiando rapidamente: bisogna saper stare al passo con ragionevolezza, dialogo e rispetto del prossimo da una parte ma anche misure di difesa adeguate e tempestive dall'altra. In questo la vecchia Europa è ancora giovane e spaventata. Ma con l'auto di tutti può farcela.

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  23. tre giovani hanno messo ferro e fuoco la francia, se fossero stati trenta vedevamo i carri armati nelle strade? se fossero stati trecento avrebbero lanciato una bomba atomica? servizi e polizia francesi inadeguati. i pseudo giornalisti morti hanno seminato e sparso odio per i diversi da loro con le loro vignette e hanno raccolto odio. amen per loro. luca torino

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