02 aprile 2015

Dieci anni (fa) e non sentirli

di Giuliano Guzzo
Oggi sono dieci anni esatti dalla morte di san Giovanni Paolo II (1920-2005), che è stato, per molti, il papa della giovinezza; ma anche quello della gioventù – fu lui ad ideare le oceaniche GMG -, e quello della freschezza di un Cristianesimo autentico, che visse ed abbracciò sino alla morte. C’è stato un periodo, quand’ero bambino, che non pensavo neppure a Giovanni Paolo II come ad un papa bensì come al papa – cioè al solo possibile – tanto erano forti il legame e la familiarità con lui. 
Poi compresi che prima o poi anche Karol Wojtyła se ne sarebbe dovuto andare e benché lo abbia fatto non giovanissimo, e peraltro dopo una lunga malattia, se ci penso ancora oggi provo nostalgia. Certo, i suoi scritti e le sue encicliche sono disponibili e risultano, oltretutto, sempre più attuali; i filmati dei suoi discorsi pure. 
Però il dispiacere di non averlo più, mi visita ugualmente e senza interruzione. Ed è un dispiacere davvero enorme, arginato solo dalla consapevolezza che si tratta, in fin dei conti, di un inganno perché no, lui, Giovanni Paolo II, non se n’è davvero andato. D’altra parte, il suo esempio è stato troppo alto per finire disperso fra i ricordi e troppo grande per essere inghiottito dall’oblio. E se tanti – giovani e meno giovani – le porte a Gesù le hanno spalancate sul serio ed oggi soffrono un po’ meno di vertigini guardando alla santità, il merito è tutto che non solo ha indicato la strada, ma l’ha percorsa. Fino all’ultimo metro.

http://giulianoguzzo.com/2015/04/02/dieci-anni-fa-e-non-sentirli/
 

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