14 maggio 2015

BENEDICTA: Marian Chant from Norcia


di Giuseppe Signorin 

Non di sole recensioni vive l’uomo, tanto meno di recensioni di video promozionali. Ma il video in oggetto, per bellezza ed efficacia, è un’eccezione. La citazione di sant’Agostino che appare in sovrimpressione, bianco su nero, all’inizio, dice già tutto: “la bellezza è sempre antica e sempre nuova”. Si capisce subito di che pasta sono fatti i Monks of Norcia. Il nome fa molto gruppetto indie del tipo che abbiamo messo su improvvisando io e mia moglie, ma in realtà si tratta di altro, di meravigliosi canti gregoriani per la Mamma Celeste. Roba sacra, quindi. Roba per palati forti. Io e mia moglie ci occupiamo di cosucce quotidiane, possiamo permetterci di muoverci con più approssimazione (forse dobbiamo). Ma qui in gioco c’è ben altro. Niente di “passato”: il video “promozionale” (se così si può definire) che anticipa il disco “Marian Chantfrom Norcia”, mostra come i monaci di Norcia sappiano raccontarsi con un linguaggio di grande impatto. Anche il sito ufficiale testimonia la stessa attenzione nel comunicare con bellezza ed efficacia, con un linguaggio antico e nuovo. Insomma, viene voglia di farsi monaci, viene voglia di ascoltarli, questi canti gregoriani per la Mamma. Danno l’idea di roba buona, roba fatta bene, con arte. Non sono uno di quelli che ascoltano solo gregoriano, anzi. Anche per i momenti liturgici: apprezzo alcuni pezzi di Kiko Arguello per chitarre classiche e percussioni, alla ricerca di sonorità e modalità di lode vicine alla tradizione ebraica e ai primi secoli del cristianesimo; apprezzo alcuni brani minimali per voce chitarra e violino che si sentono a Medjugorie, magari durante le emozionanti Adorazioni serali all’aperto; apprezzo alcuni gospel o canti africani (e non penso sia una coincidenza se dove fioriscono queste esperienze estetiche legate alla fede, aumentino anche i fedeli). Ogni modo tocca qualche tasto della tastiera di Dio. Nessuno li tocca tutti. Dio ha fatto i monti e le margherite, i chihuahua e i San Bernardo. Non penso si debba lodare sempre e tutti allo stesso modo. Dipende dalla persona, dal momento, dal luogo. Però nella lode ci dev’essere arte. E per questo motivo non riesco a farmi andare giù molti brani pop, quasi sanremesi, che troppo spesso si sentono in chiesa. Lì c’è qualcosa che non va. Lì si pensa forse di avvicinarli, i fedeli, ma temo si facciano piuttosto fuggire a gambe levate, come succede da anni e sta ancora succedendo in troppe parrocchie. Poi il Signore è infinitamente più grande di me e pur di riuscire a comunicare con persone impregnate della non cultura di oggi, sfrutta probabilmente qualsiasi mezzo. Questo non lo so dire. Però anche solo vedere il video di presentazione dei Monks of Norcia e del loro album mariano di prossima pubblicazione per i tipi della De Montfort Music, fa bene al corpo e allo spirito. Per non parlare della birra che producono.


 

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