04 maggio 2015

Cabalismo queer


di Satiricus

Ha costruito un mostruoso congegno che chiama Macchina Retorica… tenta di realizzare il sogno del cabalista. Attraverso quella macchina infernale ricerca l’esaurimento delle possibili combinazioni del linguaggio per far sì che ogni senso sia consumato e che nessun senso resti nel mondo… Quell’uomo sarebbe realmente pericoloso se fosse fuori di qui, credetemi, e magari sovvenzionato da qualche Stato i cui re siano governati dal demonio. (Iannaccone, La Cospirazione, 259)


Non nego che il mio sogno sarebbe approfondire le piste dell’esoterismo, ma non ne ho mai avuto il tempo. Per cui sono rimasto stupito da questo romanzesco accenno di Iannaccone attorno al sogno del cabalista. Chissà che sia l’occasione per scoprire qualcosa di più.


Interrogo una fonte di fiducia e mi rimanda, a titolo di esempio, al sogno di Camillo Giulio Delminio - uno tra i tanti, a quel che intuisco -: “il C. inseguiva il sogno di unificare cose parole e arti in una enciclopedia del sapere, ch'egli intendeva proiettare ad extra in una memoria materializzata nelle forme d'una "fabrica" artificiale e organizzata in un sistema di luoghi rigorosamente ordinati. Questa sistemazione dello scibile, condotta secondo i principi della retorica classica e della memoria artificiale, doveva costituire per il C. la novità mirabile ed arcana, la chiave universale con cui attingere con somma facilità ogni linguaggio e ogni scienza".


Interessante. Esaurire il sapere universale. Il che, nel caso di sfiducia metafisica, significherebbe semplicemente impossessarsi di tutte le nozioni e della capacità di collegarle tra loro a piacimento. Sapere tutto lo scibile, questo equivarrebbe ad esaurire il senso della realtà. E a comandarla. Il tutto mi ricorda qualcosa. Mutatis mutandis, fatti i conti con il crollo post-moderno delle Grandi Narrazioni, delle visioni olistiche, della fede tradizionale e via discorrendo, dove potremo ritrovare un riflesso attuale del sogno del cabalista? Chi oggi ritiene di poter dominare la natura e di poterne esaurire ogni significato, andando ad impossessarsi delle cellule-base del reale e venendo a combinarle a piacimento, fino ad esaurirne ogni possibile incastro? Ricordo di aver già studiato qualcosa di simile, né si trattava di cabale. Erano le teorie lucidissime di J. Butler, espressione del femminismo più radicale e queer.


La teoria di fondo dell’autrice è semplice e geniale, la sua consonanza col cabalismo è impressionante. La Butler accusa ogni metafisica di fornire una visione statica della verità, e di qui a sua detta viene una sacralizzazione ed una giustificazione del potere, sempre destinato a discriminare una classe di deboli a vantaggio dei sedicenti detentori del vero. Nulla di nuovo, da Hegel in qui l’avevamo già sentita questa teoria. La Butler procede, con acume coerente e radicale sottopone a medesima critica sia il marxismo che il femminismo classico: nell’uno e nell’altro caso non siamo riusciti ad impedire soprusi e discriminazioni, come mai? Dobbiamo concludere che anche in essi rimanga un residuo di metafisica. Più precisamente, sebbene nelle prime fasi del marxismo e del femminismo si siano espresse dinamiche liberanti, col tempo sono venute a prevalere anche in essi le strutture veritativo-metafisiche e i conseguenti abusi. A questo punto, con coraggiosa linearità, la Butler mette in discussione la novella opzione omosessualista (siamo negli anni Novanta), intuendo che anche in questo caso, ad un primo periodo di apparente liberazione, sarebbero seguite le consuete cristallizzazioni discriminanti. Qui si instaura la proposta bomba, semplice e chiarissima: l’unico modo per impedire il rigurgito metafisico è ostacolare la cristallizzazione dei ruoli e delle idee, come? bisognerà elevare un nuovo paradigma, queer, il paradigma del mutamento continuo. Non è questione di maschio, femmina, omosessuale o transessuale. Ogni persona deve essere disposta, se non di fatto almeno di principio, a rimettere in discussione il proprio genere; bisogna ammettere che gli individui non siano più un solo genere, ma siano capaci di mutare periodicamente genere nel corso della propria vita. Questo impedirà il cristallizzarsi di ruoli e dei relativi sfruttamenti. La decostruzione dell’identità come garanzia assoluta di una soteriologia immanentista atea e materialista.

Semplice. Forse un po’ idiota, ma semplice e apparentemente plausibile. Così plausibile che per molti oggi sta divenendo un must, per gli altri una moda contro la quale è inutile scomodarsi. E terribilmente cabalistico. Il queer realizza a modo suo il sogno del cabalista, la combinazione di tutte le possibili varianti della realtà, anzi della stessa identità umana. Certo si tratta di una identità senza profondità metafisica, senza spirito, senza anima, senza natura, né legge di natura.

Ma questo è inevitabile. In caso contrario avremmo a che fare con una spiritualità inesauribile e quindi con la confutazione del sogno esoterico e - vogliamo dirlo? - luciferino. Come a ribadire, altro che programmi contro la discriminazione, dietro al dibattito sulla Gender Theory c’è tutta una concezione sulla storia, sull’uomo, su Dio e sul fine di tutte le cose. I cattolici, almeno loro, ne tengano conto.

 

2 commenti :

  1. Onore al camerata Satiricus!

    EMR

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  2. Con poche semplici nozioni metafisiche e di esoterismo, che mi rendo conto non siano graditissime negli ambienti cattolici tradizionalisti cui pure appartengo, è abbastanza semplice comprendere questi fenomeni.

    È ad esempio estremamente chiaro che i maggiori errori del mondo moderno derivano da tradizioni spirituali eretiche, in particolare l'ebraismo e calvinismo, o da esoterismi degenerati come la massoneria o i rosicruciani.
    Quando una verità viene pervertita, ad esempio il cristianesimo nel calvinismo, dall'errore si genereranno tendenze sempre più nefaste che avranno sembianze di parodia della verità originale.
    Così, a partire dalla riforma protestante e passando per la rivoluzione francese e tanti altri eventi, la solidarietà del cristianesimo si è trasformata nel patetico umanitarismo sentimentalistico dei progressisti.

    Nel caso degli ebrei è evidentissimo come essi siano in posizioni di preminenza in tutti i movimenti sovversivi degli ultimi secoli dal comunismo in Germania e Russia, agli ambienti della pornografia, ai pionieri del femminismo e dei movimenti dei sodomiti.
    Più che di complotto giudaico si tratta della natura conseguenza di ebrei completamente sradicati sia dal compimento della loro religione (avendo rifiutato il Messia).
    Questi ebrei pertanto sono mossi da una interpretazione invertita, da una parodia della loro metafisica e portano avanti simili cabalismi dissolventi.
    A tutti gli effetti questo ebraismo deviato è un mezzo di propagazione della sovversione mondiale in tutti gli ambiti della vita.

    In poche parole si tratta di una parodia satanica della "missione degli ebrei"


    -Eremita

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