19 maggio 2015

Laici liberi tutti!


di Alessio Calò

Premetto che la riflessione che segue è il frutto di una militanza cattolica quadriennale, oltre ad essere il sunto di un pensiero condiviso con vari amici che ho potuto conoscere grazie a tutte quelle iniziative (marce, conferenze, blog, manifestazioni, studi) che hanno permesso e permettono a molti cattolici di combattere la buona battaglia. E comunque si tratta di una riflessione aperta alla discussione e al ripensamento.
Espongo questi pensieri anche perché, oltre al fatto di dover ogni tanto imbrattare lo schermo del pc (sennò con che faccia chiedo i contributi ai miei collaboratori di C&dM?), nei giorni scorsi si sono presentati due eventi che mi hanno - come dire - scosso, e - cosa rara - trovo anche un po' di tempo per scrivere.
Il primo riguarda l'annuncio di Mario Adinolfi di terminare la pubblicazione cartacea del suo giornale, La Croce Quotidiano, sul quale molti di noi avevano fatto affidamento (seppur con qualche critica, più o meno condivisa) come strumento "propagandistico". Non ho mai avuto paura di dire a chi mi chiedeva un parere su questa iniziativa che si trattava di una sorta di "bollettino della parrocchia Italia", ma questi sono i nostri "strumenti insufficienti", ai quali magari andrebbero aggiunti preghiera-digiuno-astinenza, come ci chiede Nostra Signora. Ringraziamo comunque Marione per averci provato e gli acciamo l'ennesimo in bocca al lupo per continuare a portare avanti il progetto, con la speranza di raccogliere (se non far rinascere) quel Popolo in cammino, al quale temo attendano almeno 40 anni nel deserto (una manciatina di manna ogni tanto faccela avere però - dico alla Trinità...). 40 anni ben meritati comunque, visto il letargo in cui ci siamo rintanati...
Il secondo fatto concerne il "liberi tutti" che il Santo Padre (Dio lo benedica e lo custodisca!) ha annunciato lunedì scorso. Beh, tanta roba, come dice quel mio amico, "Ciccio spakka sempre di brutto"! Per un anticlericale come me questo è proprio un invito a nozze: "i laici che hanno una formazione cristiana autentica, non dovrebbero aver bisogno del Vescovo-pilota, o del monsignore-pilota o di un input clericale per assumersi le proprie responsabilità a tutti i livelli".

Voi direte: ma che ci azzecca il giornale di Marione con il discorso del Papa alla CEI?
Beh, in realtà c'azzecca, nel senso che a mio modesto avviso Marione aveva colto in qualche modo, anticipandola, la spinta che Francesco ci ha dato (ma che in realtà non è la prima che un Papa fa alla cristianità): uscire dalle sagrestie (se non dalle catacombe) e farci un po' sentire. Se San Paolo scriveva ai Filippesi che i pagani si vantano di cose di cui dovrebbero vergognarsi, noi certo non dovremmo vergognarci di cose di cui dobbiamo vantarci. Tutto qua. Anche perché lì fuori sono cattivi e agguerriti e usano tutti i mezzi per farci tacere (e, come ha spiegato Introvigne, si passa dall'intolleranza alla discriminazione, fino alla persecuzione). Sarà il caso di rispondere in qualche modo.
L'intuizione di Marione mancava però di quello che il Santo Padre chiama "formazione cristiana autentica", ovvero una minima base teologica (con annesse conoscenze filosofiche storiche liturgiche ecc) che permetta di parlare una lingua comune e quindi di essere un unico popolo, che sa quello che vuole e converge verso di esso (inefficace ed effimero fare le sentinelle se poi chi veglia non sa cosa sia la Natura del matrimonio, o di fare politica se il proprio modus operandi è la "laicità"). Questa formazione non può più essere diretta dai piloti sopra-menzionati (tanto meno da politici sedicenti cattolici), ma va realizzata dal basso, a partire da associazioni di persone ben formate impegnate a formarne altre. Ecco, quella cultura che non abbiamo coltivato nel post-Concilio (post-Concilio inteso come periodo successivo agli anni '60), in quanto eravamo impegnati a fare i falò con gli scout e a cantare le canzonette con quelli dell'ACR (ma gli esempi potrebbero continuare), sarà il caso di riprenderla un po', con la speranza di poter intercettare qualche persona di buona volontà e di aumentare di numero. Ci sono già delle realtà che stanno portando avanti questa linea, e altre che stanno nascendo. Vedo anche che ci sono delle associazioni (tanto per citarne una, l'Osservatorio Van Thuan) che organizzano delle scuole di Dottrina Sociale, o che cercano di collaborare con altre associazioni per fare sistema. Questi tentativi davvero riempiono il cuore, e danno anche speranza.
Buon lavoro, Raga.

 

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