12 maggio 2015

Marcia Per la Vita, la battaglia continua


di Francesco Filipazzi
Anche quest’anno il popolo della Marcia per la Vita si è riunito per percorrere le vie di Roma e ribadire il proprio no alla cultura della morte, all’aborto e all’eutanasia, alla teoria del gender, all’utero in affitto e a tutte quelle storture che alcuni vorrebbero imporre alla maggioranza della popolazione, nonostante siano condivise da un esiguo numero di persone. 
Secondo gli ultimi dati, in 40 mila hanno preso parte all’iniziativa, creando un corteo variopinto di famiglie, associazioni, ordini religiosi, sacerdoti e soprattutto ragazzi, provenienti da tutta Italia che, nonostante non facciano parte di gruppi organizzati arrivano con mezzi propri sul posto, per sentirsi parte del Popolo della Vita. La forza e lo spirito della Marcia stanno proprio in questo particolare. Stiamo infatti parlando di un evento che coinvolge persone di tutte le età e di tutti i ceti sociali, superando ogni tipo di steccato, in un clima di fratellanza e amicizia che altrove non si riesce a trovare. Un laboratorio sociale che andrebbe probabilmente studiato, soprattutto di fronte all’avversione che questo evento festante e gioioso genera nelle persone che stanno “dall’altra parte”, persone che non riescono a concepire che qualcuno nel 2015 sia “ancora” contro l’aborto e l’eutanasia.
Ebbene, nel 2015 possiamo dire che esistono ancora milioni di uomini e donne che non sono stati indottrinati e che, nonostante l’ammorbamento mediatico, continuano a non essere minimamente permeabili alle argomentazioni di chi ha fatto, soprattutto dell’aborto, una conquista sociale e culturale da rivendicare addirittura come simbolo di civiltà. Oggi purtroppo, in questa dittatura del Pensiero Unico, dichiararsi a favore della Vita è sintomo di arretratezza ed oscurantismo e quindi chi osa non allinearsi alla “cultura dello scarto” rischia di essere messo da parte in molti ambienti. I 40 mila di domenica sono quindi da considerarsi persone coraggiose, che sfidano un regime strisciante fatto di dogmi ribaltati e di false verità. 
Proprio in questi giorni sul suo blog, Magister rimarca che Papa Francesco negli ultimi mesi si è espresso più volte contro l’aborto e l’eutanasia, ma i media l’hanno oscurato, perché ormai la sovversione è arrivata addirittura ad inventarsi un Pontefice su misura. Francesco ha però salutato dall’Angelus la Marcia, come nei due anni precedenti, puntualmente ignorato dai media che propagandano morte ventiquattro ore su ventiquattro. Gli stessi media che oscurano sistematicamente i massacri dei cristiani nel mondo.
Nonostante l’avversione, apparente e rumorosa, dell’ambiente esterno, dunque, il Popolo della Vita prosegue nella sua battaglia contro le forze del male, sospinto dalla forza del Vangelo. Gesù ha infatti prescritto di vivere nel mondo, ma di non farsi contaminare da esso. I marciatori, nel loro piccolo, ci provano, combattendo una battaglia epocale da cui dipendono i destini dell’umanità.
Come ricordano gli organizzatori, a noi è richiesto di combattere, Dio ci darà la vittoria.
 

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