27 maggio 2015

Terra di Maria


di Giuseppe Signorin

Il buon giorno si vede dal parcheggio. Se si trova posto per la propria Panda davanti all’unico cinema del paese, dove di solito nemmeno a bordo di una formica si può sperare di intravedere un buco dove metterla, significa che le cose partono bene. D’altronde, un cinema che decide di proiettare per diversi giorni di fila il secondo docu-film del geniale regista spagnolo Juan Manuel Cotelo, “Mary's Land - Terra di Maria”, non può che iniziare anche lui a dispensare miracoli.

Dopo “L’ultima cima”, il documentario più visto di sempre in Spagna grazie al solo passaparola e alla figura simpaticissima e santa di don Pablo Dominguez, con Terra di Maria Cotelo veste i panni dell’avvocato del diavolo e indaga su una serie di conversioni e di personaggi radicalmente cambiati dall’incontro con la Madre di Dio. C’è “un tempo per piangere e un tempo per ridere”, recita l’Ecclesiaste. In Terra di Maria i due tempi si alternano di continuo fino quasi a confondersi, come quando fuori piove e c'è il sole. (Io ovviamente da vero maschio selvatico per non piangere prendevo in giro mia moglie che piangeva).

Impressionante la capacità di sintesi e visione d'insieme del regista: dalla creazione del mondo ai giorni nostri, una Chiesa viva riunita attorno al nome della Madre perché solo la Madre può portarci in maniera santa al Figlio. Tanti i personaggi "interrogati" dal regista/avvocato del diavolo, da un infermiere messicano che come secondo lavoro gira di bordello in bordello portando immagini sacre e rosari e dicendo agli ultimi degli ultimi che Dio li ama alla follia, a un'ex soubrette di Las Vegas, Lola Falana, nota anche nel nostro paese, ammalata ma innamorata di Maria, passando per medici ex abortisti ed ex modelle oggi paladini della preghiera e della vita. Fino ad arrivare a Medjugorie - vertice del film.

Un'opera estremamente personale e allo stesso tempo estremamente umile. In realtà le due cose non sono in contrapposizione, come a volte si può pensare: Cotelo usa il suo talento, la sua personalità e il suo senso dell'umorismo perché lui è stato fatto così e così rende gloria a Dio e serve i fratelli. Altrimenti Dio l'avrebbe fatto in maniera diversa.
Per concludere: film da vedere, rivedere e mettere in pratica

https://mienmiuaif.wordpress.com/

 

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