12 giugno 2015

La guerra dei pannolini


di Giuliano Guzzo

«Lei penserà a farsi bella, lui a fare gol. Lei cercherà tenerezza, lui avventure. Lei si farà correre dietro, lui invece ti cercherà. Così piccoli e già così diversi». E’ il messaggio della nuova pubblicità dei pannolini Huggies, subito stroncata dai maggiordomi del Pensiero Unico come manifesto sessista per il solo fatto di rammentare – con tutti i limiti che comporta un messaggio di appena 30 secondi – l’evidenza primigenia: nasciamo maschi e femmine, dunque «già così diversi». I sostenitori della “inesistente” teoria del gender probabilmente preferirebbero che nascessimo tutti belli asessuati ma purtroppo la Natura, questa ostinata, la pensa diversamente.

E poiché – com’è costretta ad ammettere anche una come la psicologa Cordelia Fine, che a significative differenze fra maschile e femminile non crede affatto – «finora non esistono ricerche che riconducano il mercato dei giocattoli e dei libri di genere alla successiva discriminazione occupazionale o alla condivisione delle faccende domestiche» (Internazionale, 1049, 1.5.2014, p. 94), è lecito supporre come da uno spot che semplicemente dica «lei penserà a farsi bella, lui a fare gol» non discenderanno discriminazioni, disparità salariali o femminicidi. Detto questo, il fatto che una banale pubblicità di pannolini arrivi a togliere il sonno a certa gente è indicativo del delirio attuale, i cui sintomi abbondano.

Basti ricordare – in aggiunta a quanto già detto – che poco tempo fa il professor Fabio Sabatini, collaboratore di MicroMega, è stato letteralmente bersagliato di critiche per aver osato pubblicare su internet una foto di sua figlia vestita di rosa (cfr. L’incredibile scandalo della tutina rosa di mia figlia, 4.4.2015): il livello ormai è questo. E se pensi a che velocità il mondo occidentale, in pochi anni appena, è precipitato in una simile follia egualitaria e omologante che astutamente si serve della lotta alle disparità fra uomo e donna per lottare contro la diversità fra maschi e femmine, non puoi fare a meno d’impaurirti di brutto pensando che, non vi fosse un problema di taglie, un pannolino lo indosseresti volentieri.

http://giulianoguzzo.com/2015/06/12/la-guerra-dei-pannolini/  

1 commento :

  1. Però io, da donna e madre di figlia femmina, posso dire che la pubblicità dice balle. innanzitutto quei pannolini non sono affatto i migliori, tanto per cominciare... ho un altro figlioletto, neonato (maschio) e lo posso ben dire. Poi, da donna adulta quale sono, vi dico che qui il vero scandalo sta nel proporre una differenza a senso unico tra uomini e donne. Nel 99% dei casi uomini e donne fanno le stesse cose (a parte il parto, prerogativa femminile...), solo le fanno spesso in modo diverso. questa è la realtà che io vivo ogni giorno. Non è vero che solo le donne cercano protezione e vogliono essere belle, anche gli uomini amano sentirsi al sicuro e rendersi attraenti; anche le donne fanno goal, magari non in un campetto da calcio ma nella vita, raggiungendo i prorpi obiettivi. Quello che cambia è il modo di essere, non le cose che si fanno.Queste idiozie, vi prego, lasciamole ai talebani o chi per essi, noi abbiamo avuto Gesù Cristo che è stato il primo "femminista" e dovrebbe darci l'esempio. E viva i pampers, comunque.

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