13 giugno 2015

L'atlantismo come male maggiore


di Francesco Filipazzi

L’ambiente cattolico generalmente si entusiasma poco per la geopolitica. Un occhio di riguardo viene certamente riservato a tutti quei luoghi dove i cristiani sono perseguitati, ma in genere sulle varie crisi locali e globali si tende a non infervorarsi, in quanto il Vaticano riesce sempre ad esprimere una linea coerente e spesso più corretta di molte potenze. Anche la ricerca di un leader che guidi il mondo non interessa, in quanto il leader c’è ed è il Papa, emissario dell’unico vero riferimento, che è Cristo. Lascia quindi molto perplessi la posizione di certi cattolici (fortemente influenzati da anni e anni di sudditanza verso un padrone d’oltremare), che ad ogni colloquio o incontro di Papa Francesco con il leader russo Putin hanno una crisi di nervi violenta, che li porta a scrivere vagonate di articoli di critiche alla politica russa, rispolverando una visione del mondo antica e vetusta, risalente a prima della caduta del Muro e cercando di far passare l’idea che la Russia di oggi sia l’Urss di ieri. Addirittura questi signori, atlantisti fino al midollo, si arrischiano nel parlare di “mondo libero”, indicando con questa espressione il mondo occidentale, oggi guidato dall’abortista e genderista Obama.

Evitando di entrare nel merito delle più o meno legittime critiche a Putin, che non ha bisogno di noi per difendersi, vorremmo ricordare a lorsignori un paio di cose, riguardo il loro “mondo libero”, al loro atlantismo, agli illuminati Stati Uniti d’America e alla conciliabilità fra il cristianesimo e la concezione del mondo espressa negli ultimi 40 anni dalla “patria delle mille opportunità”. Non stiamo qui parteggiando per Putin e sappiamo che i cervelli rattrappiti di qualcuno non lo capiranno, perché le persone che cercano di fare discorsi leggermente più elevati, generalmente non trovano posto nelle menti manichee dei pasdaran di una o dell’altra parte.
A questi signori quindi iniziamo a ricordare che l’abominevole e satanica rivoluzione dei costumi che ha rovinato il mondo occidentale nasce proprio negli Stati Uniti. I fiumi di droga che hanno rovinato i cervelli di milioni di persone hanno la loro sorgente nella cultura hippie, nell’LSD e nella marijuana e i modelli fallimentari della droga libera sono stati importati in Italia dopo essere stati testati proprio negli Stati Uniti.
La rivoluzione sessuale nasce negli Stati Uniti e si porta dietro la cultura dell’anticoncezionale, del controllo delle nascite e quindi dell’aborto. La prima clinica per il controllo delle nascite non per niente viene aperta nel 1916 negli USA.
La distruzione dei modelli familiari nasce nel mondo anglosassone, con in testa gli States, dove ormai da decenni non esiste più una vera idea di matrimonio, così come ormai non ci sarà più in Italia.
Da Lady USA abbiamo acquistato anche, senza bisogno di trattati di libero scambio, la cultura omosessualista e la teoria del gender, che i signori atlantisti sembrano avversare così tanto, ma a quanto pare pur di dimostrarsi supini ai liberi americani, sono pronti a dimenticare.
Che dire poi (e qui davvero cadono tutte le foglie di fico di questi signori) dell’ideologia che vorrebbe fare della pedofilia un orientamento sessuale normale, al pari di quello eterosessuale? Ovviamente anche queste teorie demoniache nascono nel brodo primordiale degli Stati Uniti e pian piano vengono assorbite anche da questa parte dell’oceano.
Fino a qui abbiamo parlato principalmente di morale sessuale e per non fare la figura dei bacchettoni, proseguiamo parlando dell’idea di uomo che viene espressa dalla meravigliosa cultura americana. La parola consumismo è forse quella che meglio esprime lo stile di vita dell’americano medio e, sinceramente, non ci pare un vocabolo molto in linea con il Vangelo. La cultura consumista e materialista, quella dei disumani ipermercati, del cibo buttato via, dell’obesità dai tre anni in su e via dicendo, è quanto di più lontano ci sia dal messaggio cristiano. L’uomo consumatore è ciò che noi dobbiamo combattere ed evitare a tutti i costi e riconoscere che questo modello nasce proprio nella patria del progresso a tutti i costi, è un primo passo per cercare di tornare indietro.

Forse questo a lorsignori non basta, perché in effetti Putin mette a tacere gli oppositori politici e di tanto in tanto utilizza la forza militare, mandandoci di mezzo qualche civile. Eppure la vita dei civili non sembra così importante, quando si tratta delle migliaia di vittime civili provocate dalle bombe americane nelle guerre per il petrolio. L’aggressione all’Iraq che ha provocato una scia di sangue, cristiano e non, che si allunga di giorno in giorno, non grida forse vendetta a Dio? Le guerre “giuste” che hanno massacrato donne e bambini sono accettabili in base a chi lancia il missile? Sembra un ragionamento un po’ relativista, eppure la vita di una persona, per certa gente si valuta in base a chi la toglie.

Detto ciò, dobbiamo quindi stare con la Russia o con gli Stati Uniti? La risposta è semplice. Noi stiamo con la Chiesa di Cristo, Putin e Obama se vogliono si pentano e si aggreghino.

 

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