21 giugno 2015

"Laudato si' ", enciclica contro i vitelli d'oro della modernità


di Lùthien Tinùviel


“Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden perché lo coltivasse e lo custodisse” (Genesi 2,28).

Fin dal principio, Dio affida la Terra e quanto in essa contenuto all’uomo, confidando nella sua cura e responsabilità; la Creazione divina appare da subito come qualcosa di bellissimo, di perfetto, ricca di vita e risorse: un dono prezioso per l’ultimo elemento del Suo progetto, il Suo preferito, l’uomo. Insieme alla Terra, Dio dona ci dona un bene forse ancor più prezioso: la Libertà. Già nella Genesi, il primo libro della Bibbia, Dio rende l’uomo libero: gli mostra l’albero della conoscenza del bene e del male, gli dice di non mangiarne, ma lo lascia libero di scegliere. Allo stesso modo l’uomo è libero di scegliere cosa fare dei doni che Dio gli ha conferito con la creazione; c’è sempre l’indicazione paterna, ‘affinché lo coltivasse e lo custodisse’, ma non vi è nessuna costrizione: sta all’essere umano riconoscere la grandezza e perfezione di quanto ricevuto e agire di conseguenza, custodendo e salvaguardando la bellezza del Creato.
Sembra strano, pertanto, su queste basi, leggere le numerose critiche che sono sorte alla notizia della pubblicazione dell’enciclica ‘Laudato si’ di Papa Francesco, accolta da alcune parti – interne al panorama cattolico - quasi alla pari di una bestemmia.
In un forsennato quanto ingiustificato bisogno di ‘agere contra’, sono sorte innumerevoli voci di ‘protesta’ contro quanto scritto dal Papa, voci che si rivelano del tutto infondate a fronte di una corretta lettura di quanto contenuto nell’enciclica. Il Papa è stato accusato di essere comunista, socialista, animalista e poco ci mancava che venisse accusato anche di essere fruttariano e anti-specista. Tutto questo perché, secondo una certa ala “conservatrice” il Papa può e deve occuparsi solo di merletti e liturgia. Eh, già! Perché la lucida analisi di Francesco sulle bieche dinamiche del mercato capitalista odierno e sulle sue terrificanti conseguenze a livello globale forse è scomoda per più di qualcuno tra i benpensanti sepolcri imbiancati.
Leggere che “Il mercato da solo non garantisce lo sviluppo umano integrale e l’inclusione sociale” o anche che “Le comunità indigene non considerano la terra un bene economico ma un dono di Dio, uno spazio sacro” è certamente un’eresia, una blasfemia!
Il Papa, invece, con questa enciclica ha compiuto un lavoro davvero magistrale: ancora una volta, non ha temuto di schierarsi contro il politically correct e non ha esitato a individuare nella nostra società moderna e occidentale il Male che sta portando alla rovina dell’Uomo nei suoi rapporti interpersonali (“È la cultura del relativismo a spingere le persone ad usarsi a vicenda e a trattarsi come meri oggetti.”) e nei suoi rapporti con l’ambiente, nostra culla e fonte di nutrimento (“La terra è essenzialmente una eredità comune, i cui frutti devono andare a beneficio di tutti” “L’ambiente umano e l’ambiente naturale si degradano insieme.”). Come fa notare in maniera impeccabile Papa Francesco, quello che sta succedendo al nostro pianeta è diretta conseguenza delle nostre azioni e del nostro stile di vita: “Molte cose devono riorientare la propria rotta, ma prima di tutto è l’umanità che ha bisogno di cambiare” “Più il cuore della persona è vuoto, più essa ha bisogno di oggetti da comprare, possedere e consumare” e in questo il Papa fa un appello alla nostra Fede, perché “Vivere la vocazione di essere custodi dell’opera di Dio non costituisce un aspetto secondario dell’esperienza cristiana.”
Essere cristiani, pertanto, significa anche cercare di distaccarsi da una politica dell’accumulo e dell’individualismo che ci viene quotidianamente imposta dall’alto come unico stile di vita; significa fermarsi, pensare, ammirare la Creazione e riscoprire il nostro ruolo di custodi; significa trovare un ‘modo alternativo di intendere la qualità di vita’ improntato ai principi cristiani; significa rallentare il ritmo di consumo e produzione per dar vita a un’altra modalità di progresso e sviluppo, non più condizionata e piegata alle fredde regole del mercato, ma caratterizzata da uno sviluppo a misura d’uomo, che tenga conto anche della sacralità della terra che ci è stata messa a disposizione da Dio. Perché è questo il punto cardine del messaggio del Papa: trovare un approccio integrale che coniughi la lotta contro la povertà e la custodia della natura (“Dobbiamo ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri.”), al fine di glorificare la Creazione divina e trasmettere un pianeta abitabile all’umanità che verrà dopo di noi.
“In gioco c’è la nostra stessa dignità”: con queste poche parole, il Papa si rivela ancora una volta un grande comunicatore, ci dà uno schiaffo, ma con affetto paterno; mette la questione sul piano della ‘dignità’; la soluzione al problema sta nel nostro essere più profondamente umani, nel nostro riconoscere il nostro ruolo di figli di Dio, nell’accettare la dignità che ci è stata conferita dal nostro creatore; è tutto questo che ci offre la possibilità di trovare un’alternativa, la forza di alzare la testa e ribellarci al giogo che ci viene imposto dalla nostra società contemporanea, per dar vita a una ‘coraggiosa rivoluzione culturale’, in cui il progresso dell’umanità e della storia vengano prima del progresso della scienza e della tecnica. Per far ciò è fondamentale sviluppare una coscienza dei propri limiti, cercare di liberarsi dal principe dei peccati, la superbia, per riscoprirsi non più narcisistiche divinità onnipotenti e autosufficienti, ma fragili creature, dove “creazione è più che dire natura, perché ha a che vedere con un progetto dell’Amore di Dio”. Solo così forse riusciremo a liberarci dagli interessi del mercato divinizzato, nuovo vitello d’oro al quale sacrifichiamo la nostra dignità in cambio di un presunto benessere improntato al solo possesso materiale, per ritornare finalmente alla semplicità e bellezza del Vero messaggio evangelico e a laudare il Signore per i magnifici doni che ci ha fatto.
 

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