06 giugno 2015

Per guidare il mondo con il polso di Maria


di Federico Catani 
“Sulle tracce di Maria nella storia” è stato il tema del II Incontro di Cultura cattolica organizzato il 29 maggio dall’ “Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuan” e dall’associazione “Amici del Timone-Roma” presso la parrocchia di S. Maria Assunta a Rocca di Papa. I relatori, il dott. Giuseppe Brienza per l’Osservatorio e il prof. Gianluca Agostini per Il Timone, hanno voluto leggere alcune vicende storiche alla luce delle apparizioni mariane. Obiettivo dell’iniziativa è stato mostrare come la Madre di Cristo sia “Regina dei profeti”, perché nelle sue manifestazioni mostra agli uomini ed alle Nazioni anche il cammino della storia. Spesso, presi come siamo dalla fretta quotidiana, non riusciamo ad avere uno sguardo soprannaturale sui fatti che accadono. La nostra visione della realtà è troppe volte superficiale e solo orizzontale, mentre un cattolico consapevole dovrebbe saper interpretare i segni dei tempi. Il che ovviamente non significa adeguarsi a tutte le mode, quanto piuttosto saper decifrare tutto alla luce del Vangelo. Viviamo in tempi di crisi generalizzata ed è sempre più frequente ascoltare voci apocalittiche che annunciano catastrofi e cataclismi e magari anche la fine del mondo. E se di fronte alla crisi valoriale non si deve cedere allo sconforto né diventare millenaristi, è altrettanto certo che occorre fuggire pure da uno stolto ottimismo di stampo buonista tipico di certo mondo cattolico che decanta continuamente le “magnifiche sorti e progressive”. D’altra parte, la mentalità irenista ed eccessivamente dialogante non è conforme al Catechismo e al Magistero dei Papi, che da sempre hanno messo in guardia dai nemici della Chiesa. Le apparizioni mariane degli ultimi secoli hanno confermato tutto ciò. Dopo la Rivoluzione francese e il suo portato di secolarizzazione sempre più violenta, infatti, la Madonna sembra aver aumentato la sua sollecitudine materna verso l’umanità peccatrice.
L’apparizione mariana più importante della storia è senza dubbio quella di Fatima (1917), che continua ancora a far parlare di sé. Nel suo intervento, Brienza si è concentrato proprio su questa manifestazione straordinaria. Il messaggio dato a Fatima ha al centro il ruolo di Mosca sullo scacchiere internazionale. Da Stato ateo e propagatore del male, se venisse consacrata al Cuore Immacolato di Maria, la Russia diventerebbe la costruttrice di una pace mondiale e di un nuovo ordine cristiano, in cui tornerebbero a venir rispettati i diritti di Dio e della Chiesa. Brienza ha ricordato come “dalle recenti statistiche risulta che la Russia è l’unico Paese industrializzato in cui negli ultimi anni stanno aumentando le persone che professano una religione”. E il presidente Putin pare stia favorendo questo nuovo corso. Il messaggio di Fatima, secondo Brienza, potrebbe “rilanciare un possibile ruolo del presidente russo per la rinascita religiosa non solo della propria compagine sociale ma, grazie al rapporto con la Roma petrina, anche dell’intero Occidente”. Tutto ciò, però, nel caso in cui il Paese venisse consacrato e si convertisse al Cattolicesimo. I segnali sono incoraggianti. Infatti, “la nuova Russia rappresenta oggi l’unica potenza che si difende dal relativismo morale imperante in Occidente, accettando l’influsso della Chiesa, intesse rapporti di positiva collaborazione con altri grandi popoli asiatici, proclama la sua avversione alla preponderanza della grande finanza”. Peraltro, in passato alcuni effetti si sono già visti. Quando S. Giovanni Paolo II consacrò il mondo a Maria, nel 1984, suor Lucia, la veggente superstite di Fatima, dichiarò che in quel modo si era evitata una guerra atomica che sarebbe scoppiata nel 1985. Non solo. Nel 1981 c’era già stato l’attentato al Papa da parte di Alì Agca su mandato del KGB e Giovanni Paolo II si era salvato per miracoloso intervento della Madonna. Inoltre, non si può non notare che l’URSS si è sciolta l’8 dicembre 1991 (festa dell’Immacolata Concezione) e la bandiera sovietica venne ammainata dal Cremlino il giorno di Natale dello stesso anno. Solo coincidenze? Non si vede piuttosto in tali eventi l’opera della Beata Vergine Maria? Citando don Ennio Innocenti (cf. Fatima, Roma, Mosca, Sacra Fraternitas Aurigarum Urbis, Roma 2015) sacerdote studioso della questione fatimita, se la consacrazione non avvenisse, l’alternativa tragica alla pace sarebbe quella “terza guerra mondiale” che, secondo Papa Francesco, si comincia a intravedere. “È possibile – ha concluso Brienza - pensare ad un ruolo della Russia per la salvezza dell’identità cristiana del vecchio continente? E, soprattutto, per la liberazione dei popoli europei dalla grinfie di un’Unione Europea sempre più laicista?”.
Il prof. Gianluca Agostini, invece, ha incentrato il suo intervento ripercorrendo per sommi capi il ciclo delle principali manifestazioni mariane che dal XIX secolo giunge fino ai nostri giorni. Si parte dal 1830, quando in Rue du Bac, a Parigi, la Madonna apparve a suor Caterina Labouré e le ordinò di coniare la celebre Medaglia Miracolosa. Curioso notare che l’apparizione precedette di una sola settimana la rivoluzione che avrebbe spazzato via l’antica monarchia di Francia, il cui ultimo Re non aveva aderito alla richiesta di Gesù, manifestata attraverso Santa Margherita Maria Alacoque di consacrare la nazione al suo Sacro Cuore. Inoltre, la Madonna profetizzò con quaranta anni d’anticipo la rovinosa esperienza della “Comune” parigina del 1871 e le persecuzioni che all’interno di quella esperienza subirono in modo particolare i consacrati.
Poi, sempre in Francia, la Madonna è apparsa nel 1846 a La Salette a due ragazzi poverissimi, Massimo e Melania. La Vergine si rivolse loro con un linguaggio estremamente semplice: pianse e parlò del Figlio terribilmente adirato con il popolo francese e pronto a castigarlo severamente se non si fosse convertito, tornando alle più elementari pratiche cristiane. Tra i rimproveri di Maria, quello per il mancato rispetto del riposo festivo (che direbbe oggi?). La Madonna profetizzò anche le persecuzioni che il Papa e la Chiesa avrebbero sopportato (pensiamo al Risorgimento), la dissoluzione morale del mondo e anche dei religiosi e la nascita dell’Anticristo. L’apparizione venne riconosciuta dal vescovo di Grenoble nel 1851; al contrario, non sono stati approvati i segreti che la Madonna avrebbe affidato ai due veggenti, sebbene in privato Pio IX ci credesse. Riguardo le celeberrime apparizioni a Bernadette Soubirous a partire dall’11 febbraio 1858, a Lourdes, basti ricordare che la Madonna si rivelò come l’Immacolata Concezione, volendo approvare personalmente il dogma che il Beato Pio IX aveva proclamato l’8 dicembre 1854.
Si arriva così al XX secolo. Il 12 aprile 1947, la Madonna apparve a Roma, a Bruno Cornacchiola, protestante avverso alla Chiesa e al Papa. Gli rivolse un messaggio indirizzato a tutti i fedeli, con il quale chiedeva con insistenza la recita del Rosario. La Vergine incaricò inoltre il Cornacchiola di trasmettere a Pio XII un messaggio segreto. Ella volle anche svelare la sua glorificazione: "Il mio corpo non poteva marcire e non marcì. Mio Figlio e gli angeli mi vennero a prendere al momento del mio trapasso". La definizione solenne del dogma dell’Assunzione corporea di Maria in cielo venne effettuata da Pio XII il 1° novembre 1950. Nel 1945, la Madonna è apparsa a Ida Peerdeman, ad Amsterdam. Era la prima di 56 apparizioni avvenute sino al 1959. L’origine soprannaturale dei messaggi è stata riconosciuta nel 2002 dal vescovo diocesano. La Madonna si presentò con il nuovo titolo di “Signora di tutti i Popoli. In una profetica e impressionante visione, mostrò la situazione della Chiesa e del mondo nella seconda metà del Ventesimo secolo. Maria ad Amsterdam chiese esplicitamente un nuovo dogma a Lei riferito. Si tratta di un qualcosa di unico. In nessun altro luogo del mondo aveva mai chiesto nulla di simile. Dovrebbe essere l’ultimo e più grande dogma della storia mariana: Maria Corredentrice, Mediatrice e Avvocata. Una verità che permetterà, stando alle parole della Madonna, un nuova venuta dello Spirito Santo.
Altra apparizione ricordata da Agostini è quella di Akita, in Giappone (1973), dove la Beata Vergine Maria ha minacciato ancora una volta un grande castigo per l’umanità, parlando inoltre delle divisioni, della corruzione e delle persecuzioni che in un futuro prossimo avrebbero interessato la Chiesa ad opera del Maligno.
A partire dal 1981, poi, a Medjugorje la Madonna non cessa di apparire e lasciare messaggi, presentandosi come la “Regina della pace”. Le apparizioni, le più investigate dell’intera storia delle manifestazioni mariane, continuano ancora oggi. In esse Maria ha rinnovato l’invito alla conversione e alla penitenza per mezzo della preghiera e del digiuno. Ha inoltre trasmesso dieci “segreti” sul futuro dell’umanità che una dei veggenti ha il compito di divulgare al mondo tre giorni prima del loro verificarsi. Da notare, come ha fatto Agostini, che, dieci anni dopo la prima apparizione, ebbe inizio la sanguinosa guerra civile che sconvolse la ex Jugoslavia per il decennio a seguire.
Contestualmente alla prima manifestazione di Medjugorje, la Madonna apparve, sino al 1989, a Kibeho, in Rwanda, invitando alla conversione e preannunciando i massacri della guerra tra le etnie hutu e tutsi. Eventi simili sono innumerevoli. L’insegnamento da trarne, secondo Agostini, è semplice, anche se di difficile realizzazione: dobbiamo convertirci e cambiare vita, individualmente e socialmente, altrimenti verremo puniti. La Madonna ce lo ricorda continuamente perché ci ama e non vuole che ci perdiamo. Fino a quando l’umanità continuerà ad abusare della pazienza e della misericordia di Dio?
 (“La Croce quotidiano”, 30 maggio 2015)
 

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