22 luglio 2015

Gheddafi contro il gender


di Pino Zonfrilli

Le edizioni romane del benemerito Circolo Proudhon ci hanno offerto recentemente la traduzione in italiano di un libretto a dir poco sorprendente, scritto originariamente nel 1975 niente meno che dal Colonnello Gheddafi! (Muammar Gheddafi, Libro verde, Circolo Proudhon, Roma, 2015, pp. 138, € 10).
Non ci interessa minimamente ripercorrere qui la vita e le opere del Caudillo libico per presentare il testo in questione. Anzi vogliamo cogliere l’occasione di fare un chiarimento di ordine generale per evitare gli equivoci a proposito del rapporto tra la vita di un uomo e le sue opere (letterarie, ma anche mutatis mutandis politiche, economiche, sociali, etc.). Il peggiore criminale può essere un ottimo poeta così come un politico coerente e capace può essere un marito pessimo. C’è chi può negare queste banali evidenze?
Però! Il relativismo dominante genera mostri di ogni tipo e anche mostri che col relativismo stesso non hanno nulla di compatibile (salvo forse l’erroneità). Così proprio mentre si dice che “tutto è permesso”, slogan che dai rivoluzionari borghesi del ’68 è passato a simbolo delle attuali democrazie d’Occidente, si censura si vieta si proibisce, a volte con un accanimento da stato totalitario... Mai come oggi sono in voga, nella politica anzitutto ma anche nella storia e nella scienza, le verità metafisiche a priori e i conseguenti manicheismi. La reductio ad hitlerum dell’avversario funziona sempre e certi personaggi storici (o perfino certe epoche, magari durate due decenni…) sono giudicati, come se fossero dei blocchi omogenei a-temporali, quali “mali assoluti”. Scomodando così, e incomodando per la verità, la filosofia l’etica e la teologia… Se Hitler però fosse un male assoluto (privo quindi di ogni barlume di luce di verità di positività) dovremmo fare in tutto l’opposto di quello che egli ha fatto, e sforzarci di pensare il contrario di quello che egli ha pensato.
Se quindi Hitler ha ammesso il matrimonio monogamico dovremmo legalizzare il poligamico (o abolire il matrimonio); se Hitler ha punito il furto, lo stupro e l’omicidio, noi dovremmo renderli leciti e legali; se Hitler ha fondato scuole e università, noi dovremmo sopprimere le nostre, e così via nella strada dell’assurdo. Principio: Nessun uomo, meglio nessun ente (ciò che ha l’essere), può comporsi solo di male (cf. s. Tommaso, Summa contra Gentiles, libro III, cap. 4: Il male nelle cose non è intenzionale; cap. 7: Il male non è un’entità positiva; cap. 10: Come la causa del male non sia che il bene; cap. 11: Come il male risieda nel bene; cap. 12: Il male non può distruggere totalmente il bene. Già soltanto i titoli dei capitoli della Summa sono una risposta agli eterni dubbi dell’uomo, meglio ancora sarebbe studiarne il contenuto).
Gheddafi poi non è stato una fotcopia di Hitler (non esistono per fortuna fotocopie umane); ma è stato descritto in modo simile al dittatore tedesco dalle potenze dominanti dell’Occidente democratico, come la Francia, la Gran Bretagna  e l’America le quali, autorizzate assurdamente dagli enti pacifisti Onu e Nato, hanno liquidato tra il marzo e l’ottobre del 2011 la Repubblica Libica, procurando migliaia di vittime innocenti.
Tutto questo però poco o nulla ha a che vedere con ciò che scrisse il Raìs molti anni prima in un libretto che si poneva come un testo di riferimento della visione politica della nuova Libia. Il libretto in questione è diviso in tre parti: la base politica (pp. 27-56), la base economica (pp. 57-81) e la base sociale (pp. 83-126). La terza parte è senza dubbio la più interessante e in essa abbiamo ricavato quei passaggi che vorremmo proporre al lettore e che dimostrano che le teorie tipicamente cattoliche sul diritto naturale e le differenze complementari tra i sessi non sono costruzioni culturali e ideologiche, ma fatti universali e inoppugnabili. Tanto più inoppugnabili quanto più universali, e tanto più universali se sostenuti sia dal Magistero cattolico che dal Presidente nazionalista-islamico-socialista di un paese culturalmente né cristiano né europeo.
Dopo aver scritto che “L’uomo e la donna, dal punto di vista umano, ovviamente sono uguali”, in quanto “La donna mangia e beve come mangia e beve l’uomo. La donna odia e ama come odia e ama l’uomo. La donna pensa, apprende e capisce come pensa, apprende e capisce l’uomo” (p. 99), il Raìs si sofferma lungamente sulle differenze e il loro significato. Si chiede: “Perché non sono stati creati solo uomini oppure solo donne?”. E si risponde in modo cristallino: “Deve assolutamente esservi una necessità a favore dell’esistenza di entrambi, e non soltanto dell’uno, o soltanto dell’altra. Dunque ciascuno dei due non è l’altro, e fra i due vi è una differenza naturale, la cui prova è l’esistenza dell’uomo e della donna assieme nel creato” (p. 100). Non so quanti teologi esprimerebbero oggi il concetto colla medesima chiarezza. Non parliamo poi degli ideologi del gender! Solo per questa affermazione lo risusciterebbero per rifarlo nuovamente a pezzi. La femminilità della donna e la virilità dell’uomo, infatti “creano differenze congenite, per le quali è impossibile che l’uomo e la donna siano eguali” (p. 102).
Per lunghe pagine il Caudilllo libico pare confutare 40 anni prima le ignominiose teorie del gender oggi imposte dai poteri forti all’intero mondo. “Ciascuno dei due nella vita ha un ruolo o una funzione diversa dall’altro, in cui non è assolutamente possibile che il maschio subentri alla femmina: ossia non è possibile che l’uomo assolva a queste funzioni naturali in luogo della donna” (p. 102).
Gheddafi si dice avverso acché gli asili nido “si sostituiscano alla madre” (p. 103): “Vale a dire che il bambino va educato dalla madre e deve crescere in famiglia in cui vi sono amore materno, paterno e fraterno e non in una sorta di stazione come quella per allevare il pollame” (p. 103). Eh no, caro Gheddafi! E ai diritti dei gay alla “paternità” non ci pensi? Addiritura, dici che “La madre che rinuncia alla maternità verso i suoi figli contravviene al suo ruolo naturale nella vita” (p. 105) ?! Ma ti rendi conto? Se non ti avessero ucciso come un cane, meriteresti l’arresto per violazione dei diritti umani!
“Femmina significa che essa ha una natura biologica diversa da quella dell’uomo, per il fatto che egli è maschio (…). Il maschio nel regno animale e vegetale è stato creato forte e rude per natura, mentre la femmina nei vegetali e negli animali è stata creata bella e delicata per natura. Queste sono realtà naturali ed eterne con cui sono stati creati gli esseri viventi chiamati uomini, animali, piante” (p. 108).
E la società laica e democratica del XXI secolo che ha ribaltato la civiltà umana chiamando bene il male e male il bene e azzerando la storia e la cultura dei popoli in nome del femminismo, dell’omosessualità e del gender? “Tutte le società oggi guardano alla donna né più né meno che come ad una merce. L’Oriente guarda ad essa come oggetto di godimento suscettibile di vendita e di compera. L’Occidente guarda ad essa come se non fosse femmina” (p. 111). Al contrario, “l’uomo e la donna devono sempre eccellere nel loro ruolo. Altrimenti sarebbe la regressione, l’atteggiamento in contrasto con la natura e distruttivo della regola della libertà, ed in contrasto con la vita e la sopravvivenza” (pp. 109-110).
Quanto alla democrazia, secondo il Raìs, ovunque “si instaura una dittatura sotto l’apparenza di una falsa democrazia. Questa è la verità sui sistemi politici dominanti nel mondo contemporaneo” (p. 28). Per cambiare rotta, non bastano nuove costituzioni: “la costituzione è una legge statutaria elaborata dall’uomo” (p. 47), la quale “non ha altra giustificazione che la volontà di dominare il popolo da parte di chi detiene il potere, sia questi un individuo, un parlamento, una classe, un partito” (p. 48).
Ciò che ci vuole per una inversione di rotta che recuperi l’essenza della civiltà è una legge che sia “il criterio per distinguere il vero dal falso, il giusto dall’ingiusto, come pure i diritti e i doveri dei cittadini. La libertà sarà sempre minacciata fino a quando non ci sarà una legge sacra e fondata su norme stabili” (p. 49). Come quelle eterne e immutabili sul matrimonio, la famiglia, l’educazione, la moralità, il bene comune, etc. etc.

 

0 commenti :

Posta un commento