06 luglio 2015

Grecia. Finisce il regime dei prestatori di denaro.


di Francesco Filipazzi

Il referendum greco, a prescindere dai giudizi che si possono dare nel merito, porta con sé delle conseguenze collaterali che meritano attenzione, in quanto il rapporto fra stati membri e organismi dell'Unione Europa ne esce cambiato. 

Figli schiavizzati dai debiti dei padri
 
Fino ad oggi ciò che usciva dalle aule sorde e grigie di Bruxelles aveva la valenza di un editto imperiale, di fronte al quale nessuno poteva opporsi, che fosse un privato cittadino o un primo ministro regolarmente eletto. Tutti dovevano chinare la testa di fronte a istituzioni sconosciute e lontane che, nonostante più volte i popoli si siano espressi contrariamente alle loro linee (si pensi ai francesi che hanno cestinato la costituzione europea) hanno sempre proseguito imperterriti, grazie alle burocrazie e alle classi politiche asservite dei singoli stati, nel loro progetto anti democratico.
La stessa introduzione dell'Euro non fu democratica, ma frutto di manovre di palazzo, dove i popoli che si erano scelti rappresentati sbagliati si sono trovati in difetto. L'Italia di Prodi in primis. L'Unione Europea quindi nasce e cresce con logiche contrarie alla volontà popolare, schiacciandone ogni anelito di libertà e pianificando l'economia del continente in maniera sovietica, cancellando i diritti dei lavoratori e degli imprenditori, distruggendo la classe degli agricoltori e dei pescatori, pianificando l'ingresso di milioni di immigrati al solo scopo di procurare manodopera a basso costo alle multinazionali. Gli unici a prosperare sotto il governo di Bruxelles sono stati e sono i banchieri, i prestatori di denaro. Gli stati moderni sono infatti progettati e strutturati in modo tale da produrre anno dopo anno debiti enormi che difficilmente possono essere pagati.
L'Italia ha un debito di oltre 2 mila miliardi di euro, la Francia sfiora i 3 mila, mentre la Germania nei prossimi anni arriverà a 4 mila. Oltre oceano, per fare un esempio, troviamo gli Stati Uniti che hanno un debito di 18 mila miliardi di dollari. Ogni stato moderno quindi è indebitato fino al collo per generazioni e generazioni. Le banche sono le principali creditrici degli stati e le classi politiche che hanno creato i debiti in questione sono state fautrici della schiavitù monetaria odierna. Certo, questo ha permesso a molti di vivere al di sopra delle proprie possibilità, ma indebitando i propri figli, nipoti e bisnipoti i quali dovranno pagare i debiti dei loro antenati
In uno scenario del genere un qualsiasi stato non ha libertà di movimento e deve sottostare al circolo vizioso del debito, per non fallire e non creare il caos. La stessa Angela Merkel non è altro che un ostaggio delle banche tedesche e tutto ciò che la cancelliara fa, è in funzione del loro interesse.
Si è creata insomma una daneistocrazia, un regime di prestatori di denaro, prefigurato e descritto da Ezra Pound decenni fa. 

Fine del modello daneistocratico
 
Il modello sopra descritto è dunque messo in discussione da Alexis Tsipras e dal suo referendum. Il popolo greco ha semplicemente stabilito che un debito con tassi simili a quelli dell'usura, strutturato in modo tale da non essere pagabile, non è sostenibile. Le misure lacrime e sangue proposte dall'Unione Europea, costituite dalla creazione di altri debiti per pagare i debiti, a fronte di rendere la Grecia simile più a un vasto campo di prigionia che a un paese civile, non sono accettabili se il popolo non le vuole.
Si badi bene, Tsipras per come pone la sua dialettica, volta comunque alla richiesta di denaro, non è assolutamente un elemento risolutivo al problema, ma la sua richiesta di democrazia e il sostegno popolare ricevuto, costituisce la novità di tutto il processo.
L'UE e l'euro non sono compatibili con la democrazie e al solo sentire parlare di parere del popolo, i burocrati stanno male, svengono. Però non possono ignorare che da oggi è passata l'idea che il “ce lo chiede l'Europa” tanto sbandierato in questi anni dai servi dell'usura internazionale non ha più diritto di cittadinanza. Da oggi la cara “Europa” (termine peraltro abusato, perché l'Europa è la nostra Patria, non certo questo schifo) continuerà a chiedercelo, ma noi possiamo anche dire di no. 

Conseguenze indirette

Come detto, da oggi con le direttive europee possiamo benissimo fare un falò, il che torna utile nella nostra battaglia all'ultimo sangue contro tutte le imposizioni anti umane e anti etiche che arrivano dalle aule sorde e grigie.
Qualche tempo fa siamo stati bombardati dai media con i vari “ce lo chiede l'Europa” in merito ai matrimoni gay e diritti vari, perché un paese civile e al passo con i tempi, degno di far parte dell'Ue deve per forza piegarsi alle direttive centraliste anche in campo etico e morale. Dobbiamo per forza, visto che “ce lo chiedono” piegarci al genderismo più bieco, indottrinare i figli nelle scuole pubbliche permettendo loro di essere praticamente violentati, permettere l'abominevole pratica dell'utero in affitto e chissà quali altre porcherie si inventeranno.
Tutto perché la religione di stato della daneistocrazia è il culto del gender, in cui il corpo diventa oggetto di consumo comprato e controllato dal capitale. Bene, da oggi a questi “richiedenti”, possiamo rispondere con una bella pernacchia rifilando loro un bell'OXI in mezzo ai denti. E' stata abbattuta la prerogativa di vita e, soprattutto, di morte su centinaia di milioni di persone da parte di quattro grigiocrati. Finalmente.
 

4 commenti :

  1. Il risultato del referendum ci dice soprattutto che i greci sono proprio alla canna del gas.
    Hanno chiesto ai greci poveri e disoccupati se vogliono fare altri sacrifici.
    Quei greci, che evidentemente sono ormai la maggioranza, ovviamente hanno detto di no.
    Da questo momento, la Grecia e' perduta.
    Chi e' già alla canna del gas, trascinerà con se anche quelli che ancora riuscivano a sopravvivere.
    L'opera nefasta di Tzipras si compirà fino al baratro finale.

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    1. e per chi avrebbero dovuto votare i greci, per Samaras? Per quelli che hanno malgovernato finora?

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    2. Tzpras ha fatto tanto casino e poi si è messo in fila verso bruxelles nulla di nuovo.

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  2. Il governo greco è una banda di buffoni, hanno fatto un referendum spendendo 30MLN di euro e poi in teoria firmeranno un accordo molto più pesante.

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