08 luglio 2015

Il cavallo di Troia e oltre


di Satiricus 

Devo ancora decidere se in me desti turbamento o interesse il proliferare di notizie relative al decadimento totale del gusto sessuale.

Pochi giorni fa, non da ultimo grazie al voto del solito cattolico illuminato, gli USA hanno festeggiato l’imposizione del matrimonio gay in barba a tutti i referendum e le rappresentanze di sorta. Fedeli al principio della libertà sovrana, sovraumana addirittura, infine post e trans-umana. Nel furore generale, mezzo e mezzo tra brivido di onnipotenza e imprudenze dettate dall’euforia, sono subito emerse altre notizie di cui è bene dare nota. 

Nathan Collier, un uomo emancipato, doppiamente offeso dall’oscurantismo della chiesa mormone prima, dall’anti-egualitarismo della Suprema Corte americana poi, ha chiesto che si proceda in nome della giustizia al riconoscimento del matrimonio poligamico. Viceversa molti sarebbero i motivi di danno ed offesa, non da ultimo la sofferenza di una delle mogli - anche se nella conta non è sempre chiaro quale di esse -. Io approvo la richiesta, peraltro mettendo in guardia i pasticceri, che se per aver negato la torta a due lesbiche dovranno sborsare 121.000 euro, figurarsi quanto avranno da risarcire in caso di contenzioso con nuclei familiari di N (N > 2) elementi psicologicamente feriti.

Fin qui si ride e si ride in molti. La seconda è più scottante: i pedofili sono già pronti a portare avanti la causa pro domo sua ricalcando le strategie omosessuali. I moralisti laici che rimproverano ad oggi la Chiesa per aver prodotto e inferto Berlusconi all’Italia, avranno le beneamate palle per rimproverare a chi di dovere (e non è Berlusconi) le nuove deprimenti rivendicazioni? De hoc satis: "Using the same tactics used by “gay” rights activists, pedophiles have begun to seek similar status arguing their desire for children is a sexual orientation no different than heterosexual or homosexuals" (qui).

Infine si resta interdetti per gli scoop, rimane in bilico persino il giornalista chiamato a scrivere la notizia e non sa che tipo di registro usare: ironia? indignazione? ribrezzo? incredulità? curiosità? retorica? Boh. In altri tempi se ne sarebbe piuttosto taciuto, ma non erano i tempi di “Liberiamoci” e del pride. Sia come sia, a Brescia corrono mesi brutti per le bestie, già vittime di sperimentalismi duramente contestati dagli animalisti ai danni della Marshall di Montichiari ed ora nuovamente a rischio, essendo finiti nel mirino di numerosi e spregiudicati zooerasti. “Dalla cieca violenza e dagli abusi sessuali neanche i cani sono immuni. L’ultimo episodio di zooerastia, lo stupro degli animali, si è registrato pochi giorni fa a San Polo. Una vicenda, raccontata dal Bresciaoggi, che oltre a fare ribrezzo inquieta, perché non si tratta di un episodio isolato”. Non è stato ancora rivelato - dettaglio peraltro inutile e indifferente rispetto al trauma causato all’animale - se l’husky biologicamente femmina fosse pure di genere femminile, si presume comunque fosse di orientamento huskofilo e non antropofilo. Al fatto Bresciaoggi dedica un paginone intero, che permette di informare la cittadinanza dell’estensione crescente, a costi relativamente bassi, delle pratiche zoofile. Io, anche in ciò cattolicamente ottuso, inneggio alla castità e, pur sapendo di offendere gli esponenti del neo-marxismo - dichiaro che tra uomo e animale la morale cristiana ammetta solo una relazione in cui i due si sforzino di vivere come padrone e bestia. 

Concludo in modo serio o quasi. Stupido era l’affondo polemista che voleva una connessione colpevolizzante tra omosessualità e pedofilia (eventualmente si riscontra il legame, ma muovendo dai pedofili e non viceversa). Corretta ed evidente mi sembra invece l’osservazione che, laddove si legittimi la sodomia, ogni altra nefandezza è possibile. Infatti, pur non essendo da imputare all’omosessualità - o meglio all’omosessualismo, cioè alla rivendicazione della pratica omosessuale come fatto normale e di diritto -  la volontà espressa di produrre le altre aberrazioni, è lampante che, dovendo l’omosessualismo imporsi a detrimento totale di ogni Legge di Natura, esso si deve ritenere complice dell’aver rotto gli argini.

Sembra di essere tornati ai tempi di Troia - un nome, un fatto, un intreccio sempreverde -: il capriccio del Paride di turno rischia di essere lo sfacelo di tutta la civitas. Solo che stavolta ho il timore ad immaginare l’uso che faranno del fatidico cavallo. 
 

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