02 luglio 2015

La soluzione della crisi greca


di Alessio Calò Cai Agatò 

Durante la prima botta di caldo che ha coinvolto il Belpaese, sono stato come raggiunto da una ventata di freschezza quando ho avuto il piacere di gustarmi per l’ennesima volta il film “Il Marchese del Grillo”, diretto nei primi anni ’80 da Mario Monicelli ed interpretato da un grandissimo Alberto Sordi. Lo saprete, il film racconta alcuni giorni della vita di questo nobile nella Roma papalina del primo Ottocento, che trascorre le sue giornate nell'ozio più completo e che si diverte ad architettare una serie infinita di scherzi che prendono di mira chiunque, dai poveri mendicanti al Santo Padre. La vittima di uno di questi scherzi è un ebanista ebreo, Aronne Piperno, che non si vede pagare un lavoro commissionato dallo stesso Marchese… Ma leggiamo il dialogo del momento del saldo:

Marchese del Grillo: Aronne Piperno! Vieni, vieni, vieni avanti...
Aronne Piperno: Riverisco Eccellenza! 
MG: Aronne tu lavori bene...
AP: Grazie!
MG: ...bella ‘a boisserie, bello l'armadio, belle ‘e cassapanche... Bello, bello, bello tutto... bravo... grazie... adesso te ne poi anna'...
AP: Non ho capito, Eccellenza...
MG: Ah n'hai capito, ho detto: adesso te ne poi anna'!! 
AP: Me ne devo anna'! Ma io c'avrei...
MG: Che c'avresti? 
AP: ...il conticino!
MG: Ah c'hai er conticino? E dammelo ‘sto conticino! 
AP: Ecco!  [il marchese del Grillo strappa in malo modo il conto del Piperno]
MG: Ecco er conticino! Ecco fatto! 
AP: E perché l'ha strappato?
MG: Embè? Che ce faccio?! 
AP: Ma come che ce faccio... E li sordi miei?
MG: Eh... nun te li do. 
AP: Come nun me li da?
MG: E come? Voi sape' la procedura? 
AP: Sì sì sì
MG: Io i sordi nun li caccio e tu nun li becchi. 
AP: Ah ho capito, me vo' fa uno scherzo...
[…] MG: Ecco bravo, chiamalo scherzo. 
AP: Lei è famoso per gli scherzi, ne raccontano tante...
MG: E allora racconta pure questo, Piperno. 
AP: Ho capito, forse Eccellenza vole un po' di sconto.
MG: No! Il Marchese del Grillo nun chiede mai sconti: paga o nun paga... e io nun te pago! [Rivolto all'inserviente] Buttalo fori... 

Beh, avrete già capito tutto: questa è la soluzione della crisi greca: “Io i sordi nun li caccio e tu nun li becchi.” Con un piccolo sforzo di immaginazione è possibile individuare il politico pagliaccesco che potrebbe pronunciare la frase ai mercati finanziari, alla BCE e alla Troika: sarebbe per lui un meraviglioso canto del cigno, se lo volesse. 

Per tornare seri (che tristezza), la Grecia di fatto è insolvente (non lo diamo noi ma gli economisti de lavoce.info), e l'ultima mossa (politica perché finanziaria) spetta alla BCE, la famosa banca centrale indipendente (dalla politica). Divertente, no? Sarebbe anche da segnalare il fatto che la crisi greca non è stata gestita male dagli stati europei, affatto: pensando (in particolare Germania e barboncino Francia) ognuno per i fatti propri (ed anche qui è divertente la parola Unione davanti ad Europea), prima hanno pensato di tirarla per le lunghe per permettere alle proprie banche e amici di salvarsi (grazie ai soldi stampati dalla BCE di Draghi), adesso fanno azzardo morale (ricordiamo che l'azzardo morale non lo fanno solamente i paesi del sud), essendoci l'indipendente BCE di Draghi* che salverà capra e cavoli (è prestatrice di ultima istanza, o no?). Come ha scritto Cingolani su formiche.net, è molto probabile che la questione si risolva come si è fatto con Cipro: "un periodo intermedio in cui viene rinegoziato sia il debito sia il programma, con un controllo dei capitali e di fatto un doppio regime monetario [ndr: è nominalmente ma non più sostanzialmente nell'area euro] che consenta di ripulire i bilanci delle banche, delle famiglie e delle imprese. Noi creditori (cioè intendo anche noi contribuenti italiani) finiremmo per perdere dei soldi, ma il costo verrebbe spalmato su molti anni, senza un aggravio immediato e con la certezza di essersi tolti il dente cariato". Avete più sentito parlare di Cipro?

* Draghi: quello osannato da tutti i media, quello che (dopo aver fatto quello che ha fatto in Italia) ha centralizzato il controllo delle banche europee (nelle sue mani) facendo esplodere la normativa bancaria, per far lavorare le società di consulenza (amici di Draghi), favorire le banche grosse (amici di Draghi) che si possono permettere di interpetare come gli pare la normativa, e segare le banche piccole, soprattutto le non allineate (ne scrissi a suo tempo). Quello che ha salvato l'Europa insomma, sempre dalla sua posizione di indipendenza, scevro da conflitti di interesse.

 

0 commenti :

Posta un commento