22 agosto 2015

Emmanuel Ratier. In memoriam


di Pino Zonfrilli

Il 19 agosto scorso, all’improvviso, mentre era in vacanza con la famiglia, è venuto a mancare per un arresto cardiaco Emmanuel Ratier, probabilmente il più valido giornalista identitario e anticonformista della destra francese. Nato ad Avignone quasi 58 anni fa, Ratier ha speso la sua intera esistenza alla causa della patria e del bene comune, dedicandosi intensissimamente a due attività coraggiose e speculari: la militanza nazionalista e il giornalismo di ricerca e di documentazione
Fin da giovanissimo e per tutta la vita ha collaborato con i vari gruppi della destra radicale, mostrando una purezza d’intenti e uno spirito di devozione alla causa fuori dal comune. Per molti anni è stato nell’ambito del Front National di Jean Marie Le Pen, il quale in un tweet ha definito la morte del giornalista come una “perdita immensa per la causa nazionale”. Negli ultimi anni ha pubblicato validissimi libri sulla politica francese, tra cui una colossale Encyclopédie politique française in due tomi. Nel 2005, già autore affermato, ha perfino aperto una libreria nel pieno centro di Parigi, libreria che costituiva uno dei punti di riferimento dei giovani anticonformisti parigini e che gli antifas colpirono due volte, facendo danni ingenti e spaccando le vetrine.
Ma laddove il caro Ratier è stato e resterà una figura in un certo senso mitica e misteriosa, è il mondo del giornalismo e della documentazione. Dopo essersi diplomato nel 1981 come giornalista professionista, il nostro ha poi avuto moltissime esperienze di lavoro nella stampa francese, sia della destra radicale che anche nella stampa moderata, mostrando una capacità di scrittura fuori dal comune. Nei primi anni ’80 inizia a pubblicare sul Figaro, su Valeurs actuelles, Magazine Hebdo, etc. Dal 1984 collabora con Minute, di cui diventa redattore capo. Scriverà anche negli anni ’90 su Spectacle du Monde, National Hebdo e sul Crapouillot.
Nel 1996 inizia la sua impresa più gloriosa e invero unica e titanica. Fonda a Parigi il quindicinale Faits et Documents, la migliore rivista anti-sistema, per profondità di analisi e documentazione di prima mano, sia in Francia sia probabilmente in Europa. Questo quindicinale rappresenta un unicum nel suo genere. Dal primo numero all’ultimo, per quasi 20 anni, sempre nello stesso formato e cogli stessi colori, Ratier vi ha pubblicato migliaia di documenti interni del potere e dei gruppi di pressione, che più volte cercarono di farlo tacere. Avendola conosciuta e letta sin dai suoi albori, possiamo dire che si tratta di qualcosa di unico e probabilmente di irripetibile. Ogni quindici giorni Ratier redigeva, completamente solo, 12 pagine di notizie brevi, informazioni politiche, culturali, economiche e finanziarie, oltre a temutissimi dossier sulle principali figure della politica e dell’establishment francese. Questo materiale, pubblicato in quasi 20 anni di lavoro, ha qualcosa di strabiliante, come incredibile è la sua documentazione archivistica e la sua preparazione politologica, cose queste ultime riconosciute anche da quotidiani avversi alla destra come Le Monde o Libération. Ogni numero di Faits et Documents comportava altresì due pagine intere dedicate ai libri di formazione del militante nazionalista e anti-conformista. Attraverso queste pagine si può dire senza tema di errore che Emmanuel Ratier ha contribuito da par suo a formare una generazione: formazione intellettuale esigente, radicale, scientifica, variegata (dalla politica internazionale all’economia e alla cultura anche religiosa e letteraria, con un occhio speciale rivolto alle lobby e ai grandi gruppi mass mediatici).
Il caso ha voluto che la morte di Ratier sia avvenuta proprio dopo l’uscita del numero 400 della rivista. In una sorta di breve editoriale scriveva così: “Ecco il n. 400 di Faits et Documents. Una avventura cominciata il primo marzo del 1996. Grazie a tutti coloro che mi hanno sostenuto in questo lungo lavoro di memoria. Spero che sarete numerosi a partecipare alla cena per amici del 19 settembre [2015] in cui svelerò i miei nuovi obiettivi”…
Certamente i suoi obiettivi avevano a che fare con delle nuove pubblicazioni, essendo il nostro infatti uno dei più grandi esperti al mondo di massoneria e dei centri di potere, come la potentissima lobby francese Le Siècle.
Chi ha avuto il piacere di conoscerlo, come il sottoscritto, a Parigi proprio nell’anno della fondazione della sua rivista, non può che auspicare che il Signore, che scruta meglio di noi le reni ed i cuori, lo abbia già accolto nel suo regno di pace, in cui chi si è sacrificato per il bene comune della patria, avrà quell’onore che in terra nessuno gli ha tributato.

 

0 commenti :

Posta un commento