26 agosto 2015

Leggenda e Fede alla Sacra di San Michele


di Francesco Filipazzi

Una leggenda narra che l’Arcangelo Michele durante la prima lotta contro Lucifero, sferrasse un colpo di spada così potente da fendere il suolo per migliaia di chilometri. La fenditura oggi non c’è più, ma la “linea sacra di San Michele” esiste ancora e, in maniera davvero singolare e incredibile, unisce in linea retta tre santuari dedicati al culto micaelico.
La linea se prolungata sulla cartina, giunge fino a Gerusalemme e tocca altri luoghi importanti del culto di San Michele in Cornovaglia e in Irlanda. Esattamente a metà fra il francese Mont Saint Michel e il pugliese Monte San Michele sorge, in provincia di Torino, la Sacra di San Michele, antico monumento che domina la Val di Susa sul monte Pirchiriano.
La datazione della prima costruzione è incerta. Si sa che il luogo era utilizzato dai romani prima e dai longobardi poi come presidio di controllo della valle. Negli ultimi decenni del decimo secolo iniziò la costruzione della Sacra che divenne poi un convento di monaci benedettini. La struttura sopravvisse nei secoli, grazie ad interventi di manutenzione, ospitando la residenza monacale e il culto di San Michele. Nel XVII secolo venne abbandonata, per essere riportata in auge da Carlo Alberto di Savoia a partire dal 1836. Oggi è luogo di pellegrinaggio e turismo.
La struttura è conservata quasi intatta e la sua visione, sin dalla valle, evoca nella mente la grandezza e la magnificenza del Medioevo. L’impatto visivo è tale che Umberto Eco, nello scrivere “Il nome della rosa” fece muovere i suoi personaggi in uno scenario molto simile a quello della Sacra.

Alcune raffigurazioni ancora conservate
Va da sé che nella zona, intrisa di magia, sorgessero leggende e tradizioni popolari. Si tramanda ad esempio che una bella ragazza di nome Alda, in fuga da una banda di razziatori che stavano mettendo a ferro e fuoco la Val di Susa, si rifugiasse in una torre annessa alla Sacra, oggi Torre della Bell’Alda, per non subire oltraggi da quei briganti. Pur di non finire nelle loro grinfie, raccomandò la sua anima alla Madonna e si gettò giù dalla torre, ma venne tratta in salvo da due angeli inviati da Nostra Signora a salvarla. Successivamente nessuno credette al racconto e dunque, per provarne la veridicità, Alda si rigettò dalla torre ma, essendo quel gesto fatto solo per mettersi in mostra, nessuno andò a salvarla e la poveretta si spiaccicò al suolo.
Altre leggende sono narrate e altre molto probabilmente sono andate perdute. Ciò non toglie che la Sacra sia un luogo meraviglioso che merita una visita, soprattutto in estate quando la natura intorno è lussureggiante e il sole illumina quelle mura antiche sorte mille anni fa.

*già pubblicato su Barbadillo.it
 

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