17 settembre 2015

La pornografia ci rende migliori… agli occhi di Satana


di Alessandro Rico 

Il 14 settembre è apparso sul sito di Radio Deejay, la stazione di Linus e DJ Albertino, un articolo dal titolo accattivante: «Il porno ci rendepersone migliori». Si cita una ricerca del Journal of Sex Research, che mostra una correlazione tra consumo di pornografia e maturazione di idee gender egalitarian. Non ho indagato sull’attendibilità di questa conclusione, né sull’affidabilità scientifica del metodo utilizzato dagli autori dell’articolo, apparentemente mossi dall’intento di sfatare il mito dell’erotomane maschilista che considera la donna un oggetto. Quel che vale la pena rilevare, in questa sede, è come il blog di Deejay.it abbia condito la notizia, stabilendo una curiosa corrispondenza che fa di femministi e abortisti, perciò stesso, delle «persone migliori». È un dato interessante, che dovrebbe indurre a una seria riflessione quelle anime belle che negano l’esistenza della teoria gender e, vieppiù, di forme subdole di propaganda o malcelati tentativi di lavaggio del cervello. Gli apostoli del nuovo culto che si fa beffe, nell’ordine, della legge divina, della legge naturale e della legge morale, sono ormai arrivati al punto di vendere come una realtà auto-evidente, il fatto che le persone rispettabili debbano promuovere gender equality, aborto e agenda LGBT. Dall’altro lato della barricata, come verità analitica, stanno dunque gli oscuri reazionari che difendono i diritti dei bambini non nati e la famiglia – che definire “tradizionale” è pleonastico, perché la famiglia è una sola e non ha bisogno di qualificazioni.
Non è questa meschina propaganda? Non serve più neppure discutere, o almeno ammettere che su certe questioni esiste nella società un profondo disaccordo. La propaganda, che per definizione deve mistificare i fatti e costruire a tavolino una sua versione, dà già per scontato che i buoni siano i tolleranti simpatizzanti femministi e omosessualisti. Alla faccia della tolleranza, poi: nella guerra totale che hanno dichiarato, costoro sono pronti a coinvolgere anche gli innocenti, arrivando ad alludere, in un articolo anonimo poi opportunamente edulcorato, alla figlia diciottenne di Mario Adinolfi che penzola da un cappio, spinta al suicidio dalla “cultura dell’odio” diffusa dal padre.
Nonostante Deejay abbia già pronunziato la sentenza, mi sento di proporre un’interpretazione diversa della questione YouPorn-femminismo. Ipotizzerei che la pornografia sia un ottimo veicolo per far entrare il diavolo nella propria vita: astrae dalla realtà, proietta in un mondo posticcio, libera le perversioni, illude la mente e ingabbia il corpo. E una volta che il maligno si è fatto strada, non impiega molto a mettere in disordine tutte le nostre credenze sull’ordine della creazione, sulla società e sulla morale. Noi gli apriamo una fessura, lui ci convince a spalancare la porta; il piatto della completa lontananza da Dio è presto servito.

So bene che parlare di Satana a un popolo che è passato per l’immanentizzazione di religioni politiche e proclama il totale disinteresse per la vita dello Spirito, non può che solleticare l’ilarità di chi considera noi cattolici poco più che creduloni lobotomizzati. D’altra parte, è noto che il capolavoro del diavolo è farci credere che non esiste.

 

1 commento :

  1. In pratica il suddetto studio ha dimostrato che chi, per abitudine, assiste a scene di perversione sessuale, inizia a guardare con favore alla perversione sessuale. Ah, bhè, allora...
    PMF

    RispondiElimina