07 settembre 2015

Medjugorije, considerazioni inapparenti


di Satiricus

Dopo anni di tifo a favore del fenomeno Medjugorije, mi ritrovo ultimamente a rivedere le mie posizioni. La ragione è semplicissima, ed è la medesima che mi portò alcuni anni fa - grosso modo mentre aprivo questo portale periferico - a mutare le mie istanze liturgiche e teologiche: la Chiesa ci chiede prudenza ed obbedienza.
Barile lo ricorda ed appunta in due post pressoché identici del 25 giugno e del 4 settembre:
“Per il resto, considerato che le “apparizioni” non constano di nessuna soprannaturalità, darà fatto divieto ai fedeli di partecipare alle “estasi” dei sei “veggenti” e a questi ultimi sarà proibito di divulgare i testi dei messaggi che riceverebbero dalla Madonna. Un altro NO riguarderà la Parrocchia di Medjugorje, intitolata a San Giacomo, che non diventerà Santuario mariano, come invece avrebbero voluto proprio i sei “veggenti”. È comunque probabile la nomina di un Legato Pontificio che, in rappresentanza del Papa, verifichi il rispetto delle regole, sul posto. Ma non solo: i Vescovi non dovranno accogliere nelle loro Diocesi i “veggenti” per pubbliche adunanze e testimonianze, come avvenuto sino a poco tempo fa, ma limitarsi ad assicurare l’accompagnamento da parte di un sacerdote, ai pellegrini che si recheranno a Medjugorje. I pellegrini stessi, andando a Medjugorje, non dovranno riconoscere, con la loro presenza, l’autenticità delle apparizioni ed evitare qualsiasi contatto con i “veggenti”, concentrandosi solo sulla preghiera e sull’accostamento ai Sacramenti”.
I rimedi sono pezze, nel tentativo di arginare una diga irrefrenabile: per quale motivo i fedeli dovrebbero chiedere i sacramenti a Medjugorije se non perché ne attestano la presenza misterica?
Ma quali sono le ragioni contro la plausibilità di Medjugorije? A riguardo la fonte che prediligo - e che su tutti gli altri temi non mi ha mai deluso - è E. Michael Jones, di cui vorrei segnalare l'intervista sul canale catto-trash di Church Militant.

Il video di Jones sostiene una cosa cui non avevo pensato mai: che le dimissioni di Bennedetto XVI siano dovute alla lobby Medjugorije. Se così fosse, saremmo davanti a uno scenario decisamente allertante. Nell'impossibilità di poter dire di più, mi atterrò al suggerimento classico della morale: in dubio abstine. Me ne tiro fuori. Inabile a giudicare i contenuti, prendo però un paio di lezioni relative all'importanza del diritto e della obbedienza. Entrambe le ricorrenze sono disattese oggigiorno, talvolta in modo paradossale: due esempi. Socci attacca il Papa in punta di diritto (sul mio blog ho ripreso con approvazione questa metodologia), ma su Medjugorije è succube. La Roccia - come ho scritto per C&dM - sostiene il Papa sempre, ma pubblica con la medjugorijofila Shalom. La macchina Medjugorije è potente, un po' come i Neocatecumenali, e come costoro è una potenza nata a colpi di trasgressioni ed infrazioni, sull'onda di emotivismi popolari. Per questi e per gli altri fenomeni simili si giungerà al bivio, quando cioè dovranno scegliere si lasciarsi ricondurre alla piena obbedienza petrina, di cui il CJC è massimo custode nella pratica operativa, o se correre dietro ai santoni ereticali di turno. Nihil novi sub sole. Restiamo con Geremia nelle nostre carceri tradizionaliste - la cui esiguità e impotenza è buon sintomo di sanità - a contemplare lo sfacelo.
Una chiosa pungente: i due casi allarmanti da me citati sono cresciuti anche per la connivenza di Pastori, cui evidentemente le lusinghe e il concorso di popolo sono parsi più significativi delle indicazioni vaticane. Non è curioso che simili magagne tocchino al Papa dei bagni di folla? E' di buon auspicio?

 

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