01 ottobre 2015

Il convegno "Permanere nella verità di Cristo".



di Fabrizio Cannone 

Ieri pomeriggio, 30 settembre 2015, si è tenuto un importante convegno presso la Pontificia Università di S. Tommaso, detta l’Angelicum, con il titolo di Permanere nella verità di Cristo. Il tema del Convegno era la difesa della famiglia cristiana ed anche dello stesso “matrimonio naturale” all’alba della seconda fase del Sinodo dei Vescovi, che si aprirà il prossimo 4 ottobre.
Il titolo del Convegno, organizzato da La Nuova Bussola Quotidiana, il Timone e l’Homme Nouveau, faceva riferimento ad un importantissimo libro uscito nel 2014 presso le coraggiose edizioni Cantagalli di Siena. In quell’autorevole testo, illustri prelati e scrittori cattolici spiegarono le ragioni per cui le tesi innovative del card. Kasper in materia di indissolubilità e di accesso all’eucaristia per i divorziati risposati, se accettate dal Sinodo, avrebbero costituito un errore e una palese discontinuità con la tradizione dottrinale e disciplinare della Chiesa cattolica.
Ieri si era nella stessa logica del libro, pur tenendo conto delle novità che l’attualità ecclesiale spesso offre, e non sempre purtroppo in un senso favorevole al Vangelo e al senso della fede.

Riccardo Cascioli ha moderato e diretto il Convegno spiegandone le ragioni e gli scopi. Tra questi non figura di certo l’opposizione “latente” o “silente” al Papa e/o al Sommo Magistero della Chiesa, come ha preteso qualche avversario del dogma dell’indissolubilità; ma al contrario i convegnisti e il numeroso pubblico presente in sala desiderano battersi proprio per la difesa del perenne Magistero della Chiesa e dello stesso Pontificato Romano il quale nel magistero e nell’insegnamento coerente e chiaro trova il suo apice e il suo ruolo più alto.
Il primo oratore è stato il Card. Carlo Caffarra, teologo e moralista tra i più sicuri ed equilibrati in Italia oggi. Sua eminenza ha sottolineato il valore intrinsecamente sacramentale di ogni (vero…) matrimonio cristiano tra battezzati, senza poter separare l’aspetto spirituale-teologico e quindi canonico, dall’aspetto meramente secolare o civile. Ha criticato tale infausta dissociazione, iniziata o meglio ricominciata a partire dal teologo Vasquez di Alcalà. Netta l’opposizione del Caffarra nei riguardi di alcuni passaggi dell’Instrumentum Laboris approntata a Roma in vista del Sinodo. Il cardinale ha dichiarato ad esempio che il n. 137 del documento, in cui si offre una ermeneutica scorretta del valore perenne della mai troppo lodata Humanae vitae (del beato Paolo VI), è “errato da ogni punto di vista”. Solo la ripresa del valore sacramentale e assiologico del matrimonio cristiano salverà la famiglia dagli assalti radicali della post-modernità.
Dopo il card. Caffarra si è avuta la prolusione del Card. Burke, patrono dell’Ordine di Malta ed ex presidente della Segnatura Apostolica in Vaticano. Sua eminenza ha svolto una relazione di taglio canonistico facendo un rilievo di fondo: senza la giustizia, garantita dal Codice e dalla legge in genere (ecclesiastica e civile), non può esistere vera misericordia. La legge infatti, lo ius dei latini, è sinonimo di iustitia, e senza giustizia i diritti e i doveri dei membri di qualunque collettività non vengono tutelati e parlare di misericordia in un contesto del genere è ambiguo e fallace. Secondo Burke si confondeno spesso e non solo nella stampa laica (per non dire nella stessa Chiesa) le norme variabili del diritto canonico-ecclesiastico con le norme, ben più autorevoli e sante, del diritto divino. Che la comunione eucaristica possa farsi tre ore o un’ora dopo l’ultima refezione ciò deriva evidentemente dal diritto canonico; ma che il matrimonio rato e consumato non possa essere sciolto da nessuno, è invece di diritto divino. Lo stesso pontefice poi è sottomesso al diritto divino, e non ne è in alcun modo superiore, tanto meno un Sinodo o un Concilio, ancorché legittimi e autorevoli. La potestas del Pontefice, ha concluso il cardinale, da difendere certamente contro ortodossi e novatori, è plena ma non absoluta.
Molto interessante è stato poi il contributo di mons. Cyril Vasil, segretario per la Congregazione per le Chiese orientali e specialista dell’ortodossia. Il presule ha mostrato, a livello sia storico sia teologico, l’inanità del cosiddetto “divorzio ortodosso”. Nessuna vera ragione storica, teologica, biblica o etica giustifica tale multisecolare prassi orientale. Detta prassi divorzista è mantenuta (in modo lassista) solo per il perpetuarsi di una tolleranza verso le seconde (o le terze) nozze che è sorta a causa di interferenze del diritto comune sulla chiarissima legge naturale e divina, assolutamente ribadita da Cristo e unanimemente affermata dai Padri della Chiesa, anche orientali. Mons. Vasil ha fatto notare quanto la mentalità divorzista orientale sia negativa oggi anche nel rapporto tra cattolici ed ortodossi: molti ortodossi credono sciolto il loro primo matrimonio (magari per l’adulterio del congiunto o altri futili motivi) e abitando in Europa occidentale attentano un secondo matrimonio, spesso con rito cattolico, con un battezzato fedele a Roma. Immani i disguidi, le incomprensioni e le difficoltà sul piano pastorale, ecumenico e teologico e proprio negli ambienti ecumenici (o ecumenisti…) questa difficoltà della giustificazione del divorzio presso i cristiani d’Oriente non viene mai affrontata. Questa mentalità orientale, assieme all’autocefalia delle chiese dette ortodosse, viene presa oggi a modello e questo è a danno della fedeltà sine glossa che si deve al Maestro.

Il senso del Convegno, al di là delle singole prolusioni, è stato quello della chiarezza e della bellezza della fede cattolica. I veri cattolici, specialmente oggi, nell’epoca liquida in cui tutto si confonde, anche il bene e il male, il vero matrimonio (monogamico eterosessuale e a tempo indeterminato) ed i vari pseudo-mantrimoni alla moda, chiedono chiarezza al Papa e alla santa Madre Chiesa. La comprensione verso le situazioni difficili o immorali ci vuole senza dubbio, ma essa non può scavalcare e annullare la Parola di Dio e l’insegnamento di Cristo, nel cui cuore si trovano infiniti tesori di scienza, di sapienza e di misericordia per tutti gli uomini.

 

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