05 ottobre 2015

Notizie dal fronte. Erdo ribadisce il magistero mentre Benedetto fa capolino...


di Francesco Filipazzi

Il primo giorno di Sinodo è passato e non ci sono state indebite aperture. Anzi, la dottrina di sempre è stata ribadita e la situazione sembra meno drammatica di quanto fosse l'anno scorso. Per ora. Il primo intervento della giornata è stato di Papa Francesco, che con un criptico “questo non è un parlamento, qui non si negozia”, ha poi ribadito che il depositum fidei deve essere una fonte di ispirazione. Nel frattempo si diffondeva la notizia che Benedetto XVI avrebbe raccomandato ai prelati a lui vicini di “rimanere saldi nella dottrina”.
Ma la vera bomba è stata la relazione introduttiva del Cardinal Erdo, relatore generale del Sinodo. Qui urge una divagazione. L'anno scorso il cardinale ungherese era stato al centro del dibattito, perché aveva letto una relazione, preparatagli da monsignor Bruno Forte, nella quale ogni caposaldo della fede cattolica veniva demolito. Sostanzialmente, forse complice la minore dimestichezza con l'italiano, i progressisti avevano dato al povero Erdo una polpetta avvelenata. Quest'anno ovviamente il nostro non ci è cascato. La relazione è consultabile qui.
Riportiamo alcuni passaggi.

Divorziati risposati:
“Alla ricerca di soluzioni pastorali per le difficoltà di certi divorziati risposati civilmente, va tenuta presente che la fedeltà all’indissolubilità del matrimonio non può essere coniugata al riconoscimento pratico della bontà di situazioni concrete che vi sono opposte e quindi inconciliabili. Tra il vero ed il falso, tra il bene ed il male, infatti, non c’è una gradualità, anche se alcune forme di convivenza portano in sé certi aspetti positivi, questo non implica che possono essere presentati come beni.” “Non è quindi il naufragio del primo matrimonio, ma la convivenza nel secondo rapporto che impedisce l’accesso all’Eucarestia.”

Unioni omosessuali:
In ogni caso la Chiesa insegna che: “Non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia”. Nondimeno, gli uomini e le donne con tendenze omosessuali devono essere accolti con rispetto e delicatezza. “A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione”.

Sembra che non ci siano dubbi dunque, sulla direzione che si vuole imprimere al Sinodo. A ciò si aggiunge una dichiarazione ai giornalisti del cardinale di Parigi, Vingt Trois. “Se dal Sinodo vi aspettate un cambiamento spettacolare della dottrina, sarete delusi” e inoltre, sui divorziati risposati “Se pensate che consista nell’aprire indifferentemente l’accesso alla comunione, senza un percorso e una decisione personali, vi sbagliate”. Da notare che in passato Vingt Trois si era espresso in direzioni non molto conformi alla dottrina, ma probabilmente erano solo fraintendimenti.

Al momento non si registra molto altro, se non una rosicata colossale di monsignor Bruno Forte, che ribadisce la possibilità di scindere dottrina e pastorale. Aria fritta insomma.
Vediamo cosa succederà nei prossimi giorni e cosa tireranno fuori dal cappello magico, nei prossimi giorni, i padri sinodali che vorrebbero cambiare tutto.

 

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