13 ottobre 2015

Plinio Corrêa de Oliveira a vent'anni dalla morte

di Federico Catani
Vent’anni fa, il 3 ottobre 1995, moriva a San Paolo del Brasile (dove era nato nel 1908) Plinio Corrêa de Oliveira, il più grande pensatore controrivoluzionario del XX secolo, erede della scuola di Joseph de Maistre, Juan Donoso Cortés e di tanti altri che si sono opposti al nuovo corso scaturito dalla Rivoluzione francese. In questa sede ci sia consentito scrivere un brevissimo, incompleto e scarno profilo di questa figura così importante per chi ancora oggi voglia andare contro corrente in questo mondo ormai in putrefazione e così violentemente anticristiano.  

Dopo aver militato in gioventù tra le file delle Congregazioni Mariane, nel 1932 il dottor Plinio, (come era chiamato e conosciuto) promosse la formazione della Lega Elettorale Cattolica, nelle cui fila fu eletto deputato all'Assemblea Federale Costituente. In qualità di parlamentare, riuscì ad ottenere importanti vittorie per il mondo cattolico.
Nel 1933 divenne direttore del giornale «O Legionário», organo ufficioso della diocesi paulista, che riuscì a trasformare nel maggiore settimanale cattolico del Paese, dimostrando che la vita interiore, fatta di orazione, è fondamentale, ma va coniugata con la militanza. Sulla terra, infatti, sta la Chiesa militante, pronta a combattere per portare a tutti Cristo, sia ai singoli, sia alla società.
Nel panorama politico internazionale degli anni Trenta, si mantenne sempre in una posizione tanto anti-comunista quanto anti-nazista, denunciando la comune radice hegeliana dei due totalitarismi e rivendicando invece un Cattolicesimo pieno ed integrale, non subalterno ad alcuna ideologia politica dominante in quel periodo: solo l’ordine cattolico e la civiltà cristiana sono l’ideale da inseguire.
Nominato nel 1940 presidente dell'Azione Cattolica di San Paolo, Plinio Corrêa de Oliveira subito notò come in certi settori del movimento stesse prendendo sempre più spazio la corrente cattolico-democratica e neo-modernista, che lavorava per traghettare il mondo cattolico verso il progressismo. Fu così che nel 1943 pubblicò il suo primo libro, «In difesa dell'Azione Cattolica», in cui svelò quel che stava accadendo e ne prese nettamente le distanze. Riuscì ad aprire gli occhi a molti. Purtroppo però, come si vedrà chiaramente durante e dopo il Concilio Vaticano II, nella Chiesa la confusione sarebbe aumentata sempre più negli anni a venire.
Nel 1951 fondò il mensile «Catolicismo», che diresse fino alla fine dei suoi giorni. Come per il «Legionario», anche intorno al nuovo periodico si coagulò una corrente d'opinione che presto divenne un polo importante nel contesto brasiliano.

Ma il suo capolavoro il dottor Plinio lo scrisse nel 1959 (completato poi nel 1977): si tratta di «Rivoluzione e Contro Rivoluzione». Il libro analizza le diverse fasi della crisi secolarizzante che ha colpito l'Occidente cristiano fino ai nostri giorni e tratteggia un programma di restaurazione della Cristianità. Ne riassumiamo con estrema sintesi e semplicità il contenuto. Il processo di distruzione della civiltà cristiana occidentale è avvenuto in quattro “rivoluzioni”, ovvero drastiche rivolte contro l’ordine legittimo costituito: la prima è stata di tipo religioso, e si è avuta con la Rivoluzione protestante, preceduta e preparata dall'Umanesimo e dal Rinascimento; la seconda è stata di tipo politico, ovvero la Rivoluzione francese; la terza ha avuto carattere socio-economico, ed è stata la Rivoluzione bolscevica, che ha diffuso il comunismo nel mondo; la quarta, infine, è stata di tipo culturale e così si è avuto il Sessantotto. In quest’ultima rivoluzione siamo pienamente immersi e, anzi, stiamo andando persino oltre: dalla mera rivoluzione sessuale, infatti, si è giunti ad una vera e propria rivoluzione antropologica, che ha intaccato la stessa natura umana: come spiegare altrimenti i fenomeni della teoria gender e del matrimonio gay?
Corrêa de Oliveira individua le due cause principali che costituiscono la molla del processo rivoluzionario nell’orgoglio e nella sensualità. La "Contro-rivoluzione", invece, è il contrario della rivoluzione e consiste nella restaurazione dei valori e della civiltà cristiani, tra i quali in particolare il principio di autorità e di gerarchia contro l'ugualitarismo, prodotto dell'orgoglio umano, e la morale cristiana contro il liberalismo, considerato prodotto della sensualità.
Il Medioevo è ovviamente considerato il periodo storico più pienamente cristiano, il periodo in cui i princìpi del Vangelo hanno retto gli Stati, secondo le celebri asserzioni di Papa Leone XIII. Ciò che vi è da difendere e imitare del Medioevo non sono, evidentemente, aspetti contingenti e ormai superati, quanto piuttosto il modo di intendere la vita e il fatto che la società fosse permeata di Cristianesimo: si è trattato dell’epoca in cui più concretamente e più pienamente ha avuto realizzazione la regalità sociale di Cristo. E verso un nuovo Medioevo, ancora più splendente e più integralmente cattolico, dobbiamo mirare: con l’aiuto di Dio e il nostro sforzo, un’epoca di trionfo della Chiesa arriverà, come del resto promesso dalla Madonna a Fatima nel 1917.

Il dottor Plinio non ha però solo ripetuto quanto già detto dalla scuola controrivoluzionaria europea, ma ha dato il proprio originale contributo. Ad esempio prestando molta attenzione alla “dimensione tendenziale”. Il suo studio degli ambienti, delle fisionomie, dei tratti umani, del portamento, dell’abbigliamento, del linguaggio, e poi ancora dell’arte, dell’architettura e dell’urbanistica sono fondamentali per capire quali tendenze riflettono, quali idee e quali attitudini psicologiche sottendono. È evidente infatti che lo stile artistico medioevale indica un certo modo di vivere e di pensare; quello di oggi ne indica un altro, radicalmente opposto.  

Nel 1960, Corrêa de Oliveira fondò la Società Brasiliana per la Difesa della Tradizione, Famiglia e Proprietà (TFP), associazione che poi si diffuse in tutto il mondo aprendo varie sedi. Così, il dottor Plinio passò a dedicare la sua vita integralmente alla direzione della TFP brasiliana e all'orientamento delle altre sezioni, svolgendo una continua opposizione alle diverse manifestazioni del progressismo rivoluzionario.
Non è possibile qui esaminare tutta la sua dottrina. Venti libri, più di 2.500 saggi ed articoli, più di ventimila conferenze ed interventi in commissioni di studio, riportate in oltre un milione di pagine, attestano la sorprendente prolificità di questo pensatore ed uomo d'azione brasiliano e non possono essere trattati degnamente in pochissimo spazio.
C’è da dire però che quanto il dottor Plinio ha insegnato è attualissimo. Quando ad esempio parlava di “trasbordo ideologico inavvertito”, delineava un processo che oggi vediamo pienamente all’opera nelle discussioni in tema di famiglia e di diritti civili: attraverso “parole talismano” come “misericordia” o “amore”, si approda a posizioni semplicemente folli ed eretiche.

Tra le “gesta” di  Plinio Corrêa de Oliveira e dei suoi sodali ne menzioniamo solo una. Nel 1990, lanciò la TFP brasiliana nella campagna "Pro Lituania Libera", ricevendo immediatamente l'adesione delle altre TFP. In tre mesi si raccolsero 5.212.580 firme in sostegno all'indipendenza della Lituania: una sottoscrizione che entrò nel «Guiness dei Primati». Di lì a poco, la Lituania ottenne la libertà ed il mostro sovietico crollò.

Molte polemiche sono state fatte e si continuano a fare in merito alla TFP. Spesso se ne parla come si trattasse di una setta. Si può essere più o meno d’accordo sulle idee di cui gli eredi del dottor Plinio sono portabandiera. Si può dissentire o acconsentire su certe posizioni o sfumature. Ma nulla di quello che le TFP fanno è in contrasto col Magistero della Chiesa. Nulla è al di fuori dell’ortodossia cattolica. Quanto alle calunnie, basti citare un caso risalente a qualche mese fa. Nel suo «Rapport 2008», la Miviludes (Mission interministèrielle de vigilance et de lutte contre les dérives sectaires), organismo ufficiale dello Stato francese, aveva inserito un paragrafo nel quale si faceva presente ai Ministri del Governo che la TFP francese era stata oggetto di diverse processi di carattere civile e penale. Faceva pure presente che la TFP francese era stata qualificata, in un altro Rapporto del Governo, come “setta”. Ebbene, la TFP ha trascinato in Tribunale il direttore della Miviludes, Georges Fenech, accusandolo di diffamazione e di calunnia. Tra processi e appelli, il caso è arrivato fino alla Cassazione, e poi alla Court d’Appel, massima autorità giudiziaria in Francia, che ha emesso la sentenza definitiva: la Miviludes ha calunniato e diffamato la TFP francese e dunque è stata condannata al risarcimento.


Da bambino, visitando l’Europa e le vestigia della sua storia gloriosa, il piccolo Plinio Corrêa de Oliveira rimase estasiato e, quasi illuminato, capì quale sarebbe stata la sua missione nella vita. Ricordando quel periodo, scrisse: "Quando ero ancora molto giovane, considerai rapito le rovine della Cristianità; ad esse affidai il mio cuore, voltai le spalle al mio futuro, e di quel passato carico di benedizioni feci il mio avvenire". C’è bisogno di chi continui a fare lo stesso. 

(La Croce quotidiano, 1 ottobre 2015)
 

3 commenti :

  1. da wikipedia:

    "Il 18 aprile 1985 la Conferenza Episcopale Brasiliana dichiarò in un comunicato stampa che per "il carattere esoterico, il fanatismo religioso, il culto nei confronti del capo e fondatore, l'abuso del nome di Maria Santissima" il movimento Tradizione, Famiglia e Proprietà, fondato e presieduto da Corrêa, non era in comunione con la Chiesa cattolica"

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  2. Sempre da wikipedia:
    La Nota della CNBB fu resa pubblica il 19 aprile 1985 con la veste di comunicato stampa e non di decreto ecclesiastico. Il giorno dopo, la TFP brasiliana pubblicò una risposta alla Nota nella quale faceva presente, in modo rispettoso, che per convalidarne il contenuto "è indispensabile specificare fatti ed esibire prove", il che non fu mai fatto. In Brasile, l'episodio fu presto dimenticato.

    Oltretutto, la TFP ha ricevuto attestati di stima da cardinali come Stickler e da insigni teologi. Oggi vanta l'amicizia, tra gli altri, del card. Burke, di mons. Schneider e di mons. Laise.

    FC

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    1. Il cardinale Stickler ad esempio ha parlato della TFP come un motore pulsante della Chiesa ben dopo il 1985, ad esempio. Inoltre come abbiamo già scritto, fior di cardinali intrattengono rapporti con la TFP anche oggi. Ergo, il "non è vero" è piuttosto autorevole.

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