17 ottobre 2015

Sinodo o carrambata?


di Francesco Filipazzi
 
Mancava solo Raffaella Carrà. Un padre sinodale ha raccontato, giovedì, la storia strappalacrime di un bambino che ha spezzato la sua ostia, per darne una parte al padre divorziato e risposato, durante la sua Prima Comunione. 


Una storia alquanto ridicola, ma che dà la misura di quanto le argomentazioni degli “aperturisti” siano ormai così labili, che per loro urga il ricorso ai sentimentalismi. Un gesto infantile, di un bambino, che diventa teologia, segnando però l'ennesimo auto gol di una compagine di personaggi ormai alla frutta. Se una rivendicazione può essere giustificata, a furor di media solo con una storiella, forse di rivendicazione infantile si tratta. Va detto che ormai auto ridicolizzarsi in ambito progressista è un'abitudine. L'altra carrambata allucinante e allucinata di monsignor Charamsa probabilmente entrerà nei manuali del “come farsi del male”. 

Così come l'intervista di Repubblica a una coppia di neocatecumenali pubblicata ieri (fruibile qui). I due coniugi hanno 12 figli e secondo il sottotitolo dell'articolo dichiarano: “sappiamo che la nostra è una scelta particolare, ma ora la Chiesa apra anche ai divorziati”. Carramba che sorpresa! I neocatecumenali cattivi che hanno partecipato al family day guidati dall'oscurantista Kiko, guardate che bravi. 


Peccato che i due coniugi nell'intervista dicano semplicemente che: “Per noi è importante il tema dell'accoglienza. Veniamo dal Cammino neocatecumenale e alle nostre comunità si avvicinano divorziati risposati, persone che hanno problemi affettivi e combattimenti interiori. Anche se non possono accedere ai sacramenti non si sentono esclusi e questo aiuta anche a risolvere i problemi. Abbiamo visto molti riconciliarsi”.
Come vedete, cari lettori, la grancassa mediatica cerca di sparare ancora qualche colpo, ma a quanto pare il Sinodo è andato a monte, per i progressisti. Quella che doveva essere una riflessione sulla famiglia negli anni 2000 e nei decenni che verranno, è diventata una farsa su divorziati e unioni gay. Dando ancora una volta un'immagine meschina di alcuni alti prelati. 
Intanto la relazione finale probabilmente verrà eliminata dalla scaletta e già si pensa di rimandare la discussione sulla comunione ai divorziati risposati a un momento successivo. Intanto la confusione nei fedeli cresce.
 

1 commento :

  1. Caspita ci vai giu' pesante ma in buona parte condivisibile.

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