18 novembre 2015

Dei gesta per Francos: la Francia epicentro spirituale d'Europa/2


di Franciscus Pentagrammuli

La liberazione della Francia sotto la spinta di Jeanne, vista da un occhio provvidenziale, permise, appena un secolo più tardi, di evitare che il paese diventasse, sotto un eventuale dominio di Enrico VIII Tudor, protestante: fu così possibile il rifiorire, nel XVII secolo, della vita religiosa, alla luce degli insegnamenti di san Francesco di Sales, san Vincenzo de Paoli, san Giovanni Eudes, san Claudio de la Colombière. In tale clima di fervidissima devozione nacque il culto al Sacro Cuore di Gesù, e dove esso fu più vivo, si ebbe poi, nel XVIII secolo che perse la Fede, la più eroica resistenza contro la modernità atea e giacobina: la Bretagna e le altre regioni dell'Ovest che avevano visto la ardente predicazione di san Luigi Maria Grignion de Monfort seppero sollevarsi all'antico grido di “Dieu et le Roi” e, armatisi di fucili nella mano e dell'insegna del Sacro Cuore di Gesù sul bavero della giubba, mossero una lunga, eroica ed infine disperata guerra contro lo stato rivoluzionario, riuscendo però a conservare quella fede che, dopo il tremendo castigo della Rivoluzione, riprese piede nella nobiltà e nel popolo francesi durante il XIX secolo. Risorsero le chiese e le processioni, in piena Parigi fu eretta la cappella espiatoria per le vittime della rivoluzione, la regalità fu restaurata e Carlo X fu consacrato, come i suoi antenati, a Reims, gli ordini religiosi furono reintrodotti, vennero aperte scuole cristiane e si ebbe un forte slancio missionario in tutto il paese.
Tutto questo fervore di studi e di iniziative apostoliche, tuttavia, dovette scontrarsi con nuovi tradimenti e persecuzioni, la monarchia legittima fu esiliata, e sotto il Secondo Impero il ruolo di difensori della Sede Apostolica venne rinnegato, lasciando Roma ed il Papa in balìa degli eserciti piemontesi. Venne presto il castigo, con l'invasione prussiana e la Comune di Parigi, le stragi legate ad essa.
Ancora oggi, vediamo nei campi spirituali di Francia scontrarsi ferocemente le forze di Dio e quelle di Satana: al Voto nazionale per l'erezione della basilica del Sacro Cuore a Montmartre e alla straordinaria santità di Teresa di Lisieux risposero le leggi anticlericali che espropriarono i conventi e le scuole cattoliche, allo slancio spirituale dei cattolici durante la Grande Guerra, che combatterono sotto la bandiera del Cuore di Gesù, risposero i governi socialisti del dopoguerra.
Tutta la storia della Francia, che abbiamo sommariamente tratteggiata, ci mostra come tale paese, prima monarchia cristiana dopo la fine politica di Roma, sia stato il primo a subire, cronologicamente, i sintomi della Rivoluzione, l'azione di Satana nel campo sociale, sotto tutte le sue forme, ma anche quello che più energicamente ha sempre saputo, con l'aiuto di Dio, rispondere a tale azione: rivoluzione e controrivoluzione, ateismo e cattolicismo, ortodossia e arianesimo, monarchia legittima ed usurpazione, eresia modernista e neomodernista potentissima e reazione lefebvriana, Maggio 1968 e recupero del pensiero di destra, bene e male sempre si scontrano, innanzitutto, in Francia. Essa è l'epicentro spirituale d'Europa, in ragione della speciale missione che Dio, per il proprio trionfo nelle anime e nei popoli, ha voluto affidare a questa “fille aînée de l'Église”.
Ultimamente, nella primavera del 2013, abbiamo visto come all'imposizione omosessualista del governo socialista la società francese ha ostinatamente, coraggiosamente, vivacemente e seriamente reagito con ripetuti e spettacolari atti di disobbedienza civile e spirituale, guidati dai cattolici e da rappresentanti della vecchia nobiltà, primo caso in Europa di una tanto cavalleresca resistenza al genderismo istituzionale.
La decennale invasione di islamici nelle periferie ormai fuori controllo, e gli attentati di cui siamo testimoni non possono non rientrare nel fitto scontro che sempre ha luogo nelle Gallie, e come in passato qui fu più crudele e pervasiva la persecuzione della Chiesa, come dovette morire martire il Re Luigi XVI, così, probabilmente, alla Francia spetta più che a tutti fronteggiare il castigo islamico per i peccati suoi e dell'Europa.
Ma, per quanto disperata sia la situazione per le sole forze umane, bisogna aspettarsi l'aiuto divino, tanto più magnifico quanto più insperato: dobbiamo sperare e pregare che una nuova Geneviève, una nuova Jeanne d'Arc, possano sorgere a liberare la Francia e con essa l'Europa, e allora sarà, in accordo con le profezie di Fatima, di Paray-le-Monial, della Rue du Bac, di La Salette e di Lourdes, la restaurazione della civiltà cristiana, ed il trionfo dei Cuori di Gesù e Maria. 
 

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