21 novembre 2015

Modernità. La persecuzione peggiore contro la Chiesa


Di Riccardo Zenobi
Con la fine del Medioevo vi è la progressiva affermazione di un nuovo soggetto nell’ambito dei rapporti umani; un soggetto che nasce in embrione con la riaffermazione del diritto romano come base per regolare i rapporti legali tra governanti e governati, ma che poi prenderà sempre più piede fino a camminare per conto proprio: lo Stato moderno.
La modernità altro non è che la nascita e lo sviluppo di questo nuovo soggetto, il quale andrà sempre più costituendosi come il fondamento di ogni rapporto umano, sostituendosi sempre più alla religione, la quale precedentemente era la garante dell’agire di ogni uomo. Non potremo comprendere la differenza tra modernità e medioevo se non abbiamo bene in mente che l’uomo dei “secoli bui” aveva un Padre a cui rendere conto, e non un padrone; e quindi il resto veniva in secondo piano ed era strumentale. Con l’affermarsi di una nuova visione del diritto romano (che porterà ad un peggioramento della condizione femminile) il potere è sempre più slegato dall’autorità religiosa, tanto che camminerà con i suoi piedi, schiacciando tutto il resto che incontrerà sul suo cammino: in ambito cattolico nasce così il gallicanesimo (la cui origine è precedente la riforma protestante), mentre nei paesi protestanti sorge la chiesa di Stato. Nascerà così l’assolutismo monarchico, con conseguente accentramento del potere nelle mani di pochissime persone presenti nelle capitali dei diversi stati europei. Tale potere è enormemente superiore a quello di qualsiasi signore feudale del passato, e si estenderà in ambiti sempre più esterni alla politica, fino a legiferare in ambito religioso (emblematico il caso dell’erastianesimo in Inghilterra) e a influenzare la morale e la cultura del popolo, che sempre più diventerà suddito.
Con la nascita dell’assolutismo monarchico la Chiesa si troverà in balìa del volere dei re, i quali avranno sempre il coltello dalla parte del manico: consideriamo che, se non vera, avrà corso di verosimiglianza, all'inizio del settecento, la risposta del cattolico imperatore Leopoldo, data a chi lo rimproverava di aver troppo concesso a Carlo XII, in favore dei protestanti della Slesia: "Rallegratevi che il re di Svezia non mi abbia proposto di farmi luterano, perché non so proprio che cosa avrei deciso". E’ quindi in questo contesto che va considerato l’agire della Chiesa cattolica nella modernità, poiché non vi era spazio di manovra alcuno per una politica realmente e integralmente cattolica. E’ chiaro quindi che d’ora innanzi si cercherà sempre un rapporto “di buon vicinato” con le varie Corone europee, dove l’unica arma della Chiesa sarà solo un richiamo spirituale ai principi del cristianesimo, che nella maggior parte dei casi resteranno lettera morta nelle politiche delle varie corti, le quali preferiranno fare un uso ideologico delle varie confessioni religiose. Ciò che passò alla storia come il periodo delle guerre di religione vide certamente dei massacri inscusabili e inauditi sia da parte dei cattolici che da parte dei protestanti, ma vide anche delle alleanze tra alcuni stati cattolici e alcuni stati luterani, che si trovarono a combattere nella guerra dei trent’anni contro altre alleanze di cattolici e protestanti (basti pensare alla politica della Francia in questo periodo).
Non è un caso che questo compromesso chimerico tra assolutismo statale e Chiesa non durasse a lungo: se consideriamo che cominciò a formarsi con la rivolta protestante (1517) e che si instaurò saldamente con la fine della guerra dei trent’anni (1648), va ricordato che venne travolto e cancellato dalla rivoluzione francese e dallo Stato liberale nato da essa. Per “Stato liberale” va intesa una costituzione politica dove tutta la fonte del potere e dell’autorità statale riposa su ambiti del tutto differenti e separati dall’autorità morale e religiosa. Separazione, non solo distinzione, tra Stato e Chiesa, in ogni ambito legislativo e nelle fonti giuridiche. Dall’epoca della rivoluzione francese ad oggi la Chiesa cattolica ha sempre visto più limitato il suo ambito d’azione nella sfera temporale. E come affermava Fulton Sheen “una religione che non interferisce con l’ordine secolare scoprirà ben presto che l’ordine secolare non avrà problemi a interferire con essa”. 
Oggi i cristiani sono il gruppo religioso più perseguitato al mondo, basti pensare a ciò che accade in Siria, in Iraq e in generale in molti paesi del continente asiatico, tra cui paesi a maggioranza islamica come il Pakistan, a maggioranza induista come l’India, a maggioranza buddhista come lo Sri Lanka o i paesi del sud est asiatico, oppure nella laicista Cina, dove esiste una “chiesa” ufficiale di stato. Ma anche in Sudan la situazione non è differente. Ma è in generale la situazione cristiana a non essere per nulla tranquilla, in moltissime parti del mondo, esplicano bene le immagini degli immani massacri. La storia contemporanea è piena di martiri cristiani, basti pensare alla guerra civile spagnola, che sterminò molta parte de clero cattolico e se la prese anche con i comuni fedeli; alle persecuzioni dei paesi comunisti, eccetera.
In definitiva, la storia della Chiesa cattolica non assomiglia per nulla a quella di un impero trionfatore, ma ad una continua carneficina operata dai suoi nemici per eliminarla del tutto. Il colore del cristianesimo è il rosso: nato dal sangue sparso da Cristo sulla Croce, continua ad essere completato dal sangue dei martiri uccisi in odium fidei.
 

1 commento :

  1. se il problema è la modernità allora non c'è alcuna speranza di tornare indietro

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