22 dicembre 2015

La pianeta delle scimmie (babbuini mandrilli e macachi di tutto il mondo unitevi)


di Matteo Donadoni 

E Gesù, avvicinatosi, disse loro: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». (Mt 28,18-20)
Non si tratta di fantascienza, nemmeno nei giorni di Star Wars, non stiamo disquisendo de forma paramentorum, né di una delle maggiori preoccupazioni del Vescovo di Roma, come ama definirsi, e cioè del clima, ma del clima di smobilitazione, se non di abrogazione di un intero mondo, ovvero dell’intero orbe cattolico. Ci avevano spiegato, scienziati presuntuosi, che l’uomo discende dalla scimmia, ora mi sorge il dubbio che non sia la scimmia a discendere dall’uomo, dato che sulla facciata più sacra della cristianità si proiettano scimmie giganti – e da allora non faccio che pensare a cosa ha visto la Emmerick – nella sera dell’Immacolata, il giorno in cui è stata aperta la Porta Santa per il Giubileo. Aperta o riaperta, inaugurando o re-inaugurando un Giubileo anomalo, resta il fatto che, come accade nella Chiesa cattolica ultimamente, tutto viene fatto con superficialità (lo si inaugura a Roma, no, non è abbastanza pop, lo si inaugura a «Bangui la capitale spirituale del mondo»… ma perché non ripartire con nonchalance anche a Roma), in un clima di rimozione del sacro e smantellamento della dottrina dalla vita e dal cuore. Così, tutto appare sciapo, e la cifra di ciò, secondo me, è un Bergoglio che, entrando dalla Porta Santa con fare distratto, si ferma un po’, il tempo di un “buonasera” a Dio forse, e poi, con estremo stridore a confronto della fede crocifissa testimoniata da San Giovanni Paolo II quindici anni fa, se ne va da una parte. Ecco, una Chiesa che se ne va da una parte, la chiesa bergogliana: una chiesa alla deriva fra proiezioni stile Quark, qualunquismo dottrinale, schiamazzi a Messa e “pensierini al bacio”. E un Papa che non si inginocchia mai. Non davanti alla Sacra Sindone e nemmeno alla Consacrazione.
Caddi in ginocchio, invece, io in lacrime, vedendo il cardinal Bergoglio pronunciare quel famoso “Buonasera”, profezia di un’infelice sequela di insulti, recentemente raccolti in un Libellus - “fondamentalisti”, “Farisei”, “Pelagiani”, “trionfalisti”, “Gnostici”, “Cristiani superficiali”, “banda degli scelti”, “pavoni”, “moralisti pedanti”, “orgogliosi, autosufficienti”, “intellettuali aristocratici”, “cristiani pipistrelli che preferiscono le ombre alla luce della presenza del Signore,” e così via – a quei cattolici che vorrebbero ancora morire tali, dalle “sacre trombe” di Santa Marta.
E così, sapendomi cattolico, mi interrogano eretici di ogni tipo: “Hai fatto gli auguri al Papa?”, loro sì, non vanno a Messa mai, ma “questo Papa…eh.. era ora che aprisse!”, e io devo stare zitto, pipistrello dottrinario, mi strozzo in gola un “ma se non ti fai il segno della croce dal giorno della Cresima!”. Ovviamente guai a voi se segnalate la petizione del Newspaper americano The Remnant, sarete dei maledetti retrogradi, integralisti fanatici, califfi cattolici, insabbiatori sessuali. Avevano ragione Gnocchi e Palmaro: questo Papa piace troppo…
Sono onesto, ho cercato di amarlo quel Bergoglio che non volevo – volevo Dolan –, poi, quando chi era lui per giudicare un gay, questo Francesco ho cercato di farmelo andar bene; poi, dato che “non esiste un Dio cattolico”, ho perfino tentato di sopportarmelo, il Papa inflitto da Dio. Darò l’esempio, ma se qualcuno, vedendomi docile, si convertisse? «Il proselitismo è una solenne sciocchezza». Eh sì, pare che «educare cristianamente non è solo fare catechesi e proselitismo. Mai fate proselitismo nelle scuole». Ma, Santità, non dovevamo evangelizzare tutti i popoli? «Contrordine compagni! Invece di “nazioni” leggasi “gabbioni”», direbbe forse Giovannino Guareschi.
Come è stato giustamente scritto su queste pagine: «Dopo il vilipendio del pretorio mistico, vissuto da Benedetto XVI, sembra stiamo entrando nella fase dei tradimenti e delle flagellazioni. Benedetto XVI ci aveva avvisati, serviva una critica umile e profonda della Chiesa dal Concilio in qua. Non l’abbiamo voluta, non l’abbiamo voluto, il resto era tutto già scritto e ci avvilirà per molto ancora. Siamo solo all’inizio, temo». Ce la siamo andata a cercare.
Ma, in fondo, anche io devo ringraziare Bergoglio: il risultato delle martellanti omelie quotidiane in Santa Marta sulla mia persona è che ho finalmente acquistato il Catechismo Maggiore di San Pio X, cosa che sotto Ratzinger non avrei mai fatto.
Buon Natale, Santità.
 

3 commenti :

  1. Sotto Ratzinger non occorreva, lui spiegava tutto benissimo nelle sue splendide e mai troppo rimpiante omelie....dicono essere i pipistrelli animali solitari, ebbene siamo in due ed è già qualcosa, io personalmente ho ancora i brividi gelati, tipo azoto liquido, lungo la spina dorsale, dalla fatal sera, non riuscii nemmeno a piangere, già avevo pianto, e tantissimo, l'11 febbraio, anche a vedere il fulmine squarciare il cielo nero, e schiantarsi sul cupolone, adesso ho trovato una certa fragile stabilità, non lo seguo, evito di parlarne, controllo la salivazione, ed ingoio con dignità, spero e prego che questo incubo finisca presto.P.S. Io non riesco a fargli gli auguri, li faccio al Papa monaco, ed a lei, di cuore.KM.

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  2. Grazie di cuore!
    PS: e chi se lo toglie più dagli occhi quel fulmine? Preghiamo che l'incubo finisca.
    Buon Natale

    MD

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  3. Condivido in larga parte, anche se il problema - come tutti, tutti sanno, anche se molti non lo ammetteranno mai, manco sotto tortura - non è iniziato con Bergoglio, non era reso meno pressante da Ratzinger, non dipende da nessuna ermeneutica.
    Comunque, il Catechismo di SPX potrebbe fare miracoli.

    ilaria

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