08 dicembre 2015

L’Immacolata inizio della nostra salvezza e Madre di Grazia e Misericordia


di Roberto de Albentiis

Oggi si celebra, prima festa mariana del nuovo anno liturgico e una delle ultime dell’anno civile, la grande solennità dell’Immacolata Concezione, una delle più belle, delle più importanti e delle più care al popolo cristiano (e non solo; quanti sanno che i musulmani credono nell’immacolato concepimento di Mariam, la Madre del loro più grande Profeta Issa?); questo è l’inizio della nostra salvezza, come canta la Chiesa d’Oriente, perché così fu promessa da Dio ai Progenitori: chi è Colei che al demonio “schiaccerà la testa”, come leggiamo nella Genesi, se non la Vergine Immacolata? E chi è la Donna vestita di Sole, come leggiamo nell’Apocalisse, se non sempre la Vergine Immacolata?
E’ in previsione della divina missione redentiva di Cristo che Maria è stata preservata dal peccato originale (una macchia, una sciagura da cui nessun uomo, neanche il più santo, è potuto scampare, e la cui gravità e, più ancora, la cui assenza, potremo capire pienamente solo dopo la nostra morte, quando tutto ci sarà svelato), e solo per l’Immacolata Concezione sono potute avvenire l’Annunciazione, la Divina Maternità, l’Assunzione, la Regalità e la Mediazione di Maria Santissima: i Profeti l’hanno annunciato, i mistici l’hanno contemplato, i Dottori e i teologi l’hanno, per quanto possibile, descritto, i semplici fedeli l’hanno sempre creduto e amato; e certo, per primi, i Progenitori, Adamo ed Eva, che se sentirono da Dio il castigo per la loro trasgressione, sentirono però, sempre da Dio, la grande promessa di un Redentore e di una Donna che avrebbero schiacciato definitivamente la testa all’antico serpente, e per questo vissero, secondo i Padri, in espiazione il resto della loro lunga vita, tanto da venire considerati e venerati come santi al 24 dicembre, Vigilia di Natale.
E’ San Francesco, il Serafico Patriarca, a chiamare Maria Immacolata, e dopo di lui vennero i suoi illustri figli (Antonio, Duns Scoto, Leonardo da Porto Maurizio, Massimiliano) che, con la speculazione teologica, la preghiera e la predicazione, diffusero la devozione all’Immacolata, devozione tutta francescana, dimostrata, in ultimo, da quel capolavoro di vita religiosa che è la famiglia dei Francescani dell’Immacolata, e che proprio sta subendo, ad opera del demonio, primo nemico dell’Immacolata, una dura persecuzione; è il popolo, semplice e devoto, che accoglie con fede e amore questa verità, prima ancora che venisse definitivamente adottata; ma è soprattutto Maria che, con le Sue Apparizioni a Rue du Bac, Roma e Lourdes, conferma quanto questo titolo Le sia gradito e, soprattutto, sia vero.
Maria è Madre e Mediatrice di Grazia: lo è in quanto Madre di Dio, lo è in quanto ha dato la vita all’Autore della Vita e della Grazia, Nostro Signore Gesù Cristo, che, sotto la Croce, ce l’ha data come Madre; e ogni giorno, nell’Ave Maria e nell’Angelus, riconosciamo ciò: “Ave Maria, Gratia plena, Dominus Tecum”.
Maria è Madre di Misericordia, perché Madre di Cristo, che è Divina Misericordia, e perché solo la Misericordia del Padre, per venire incontro all’umanità sofferente e corrotta dal peccato originale, poteva approntare la Redenzione operata da Cristo e l’Immacolata Concezione che l’ha permessa (poteva forse una creatura peccatrice dare la vita al Figlio di Dio e al Redentore?). E sempre il Padre, per salvare il mondo, quasi 100 anni fa, a Fatima, volle offrire all’uomo peccatore, sempre più lontano da Lui, il rimedio della devozione al Cuore Immacolato di Maria.
Chiediamola, questa Misericordia, a Maria: il mondo ha un disperato bisogno di Misericordia, e solo in Gesù (nel Suo Sacro Cuore) e solo nella Chiesa la possiamo trovare, nella Coroncina che Gesù ha dato a Santa Maria Faustina Kowalska e soprattutto nel Sacramento della Confessione; ogni volta che ci confessiamo è come se fossimo, anche se certo per breve tempo, immacolati anche noi. Perché non ricorrere, oggi, a questo divino rimedio? Perché, anzi, non ricorrervi, spesso, meglio ancora, sempre? (e proprio oggi Papa Francesco ha voluto aprire il Giubileo straordinario della Misericordia)
Maria, apparendo a Montichiari come Rosa Mistica, chiese, per solennizzare ancora di più la giornata di oggi, l’Ora di Grazia Universale, un’ora particolare di adorazione e riparazione eucaristica; perché, potendolo, non praticarla? Amando Maria, si ama ancora di più Gesù, che è la cosa più grande che possiamo fare su questa terra; e cosa c’è di più gradito a Gesù di ricorrere a Lui nell’Adorazione Eucaristica, nella Confessione e, soprattutto, nella Comunione?
Chiediamo certo grazie temporali e materiali a Maria, se sono per il bene nostro e se non sono sconvenienti, ma, soprattutto, chiediamo a Maria un supplemento di fede, un più grande amore al prossimo e soprattutto a Dio, chiediamo, specialmente, la conversione, il perdono dei peccati e la salvezza eterna: questa è la Grazia e questa è la Misericordia, di cui è Madre, e solo queste cose contano e servono, in questa vita e soprattutto nell’altra.
E come canta la Chiesa d’Oriente, con il magnifico inno “Agni Parthene” (moderno e nemmeno liturgico!):
O senza macchia pura, o Vergine Signora
Salve sposa non sposata!
O Madre Regina, O rugiadoso vello
Salve sposa non sposata!
O trascendente cielo, o raggio più lucente
Salve sposa non sposata!
T’invoco con forza, O sacro Tempio
Salve sposa non sposata!
Aiutami, proteggimi dal nemico
Salve sposa non sposata!
E rendimi erede della vita eterna
Salve sposa non sposata!

 

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