19 dicembre 2015

Natale: donare o essere?


di Satiricus 

La storia di Jahi McMath è un’ottima meditazione di Avvento, particolarmente sul tema del rapporto tra vita e morte, amore e denaro, e sul paradosso della sapienza degli ultimi, e sulla dialettica tra donare qualcosa o riconoscersi persona. Questo e molto di più nell’avventura di una ragazza nera data per morta, ma che sembra tornare a mostrare segni di vita.

“Il caso «soddisfaceva tutti i criteri standard per la diagnosi di morte cerebrale (…) non c’è mai stato un paziente con una diagnosi di morte cerebrale corretta che poi ha sviluppato un processo neurologico funzionante». Sopratutto, se i genitori non avessero insistito nonostante la contrarietà della maggioranza, «non avremmo mai saputo che esiste questa possibilità»… Gli scenari che si aprono ora sono incerti e potrebbero crescere i casi in cui i parenti decidano di non arrendersi nemmeno di fronte a una morte cerebrale, abbassando il numero delle donazioni di organi, come ha ricordato il professore di legge della Hameline University Thaddeus Pope. A difendere la famiglia sin dall’inizio era stato Bobby Schindler, fratello di Terri Schiavo, la donna che morì di fame e di sete dopo una lunga battaglia legale del marito contro i parenti. Schiavo ha ribadito che il mercato della donazione di organi è milionario: «È un grande business (…) e quello che vediamo conferma ciò che i famigliari dicono dall’inizio»”.

Ringraziamo Benedetta Frigerio e Tempi per la segnalazione puntuale. Mi piacciono le notizie bomba, mi piacciono i casi che mettono in discussione teorie e prassi di moda, soprattutto quando si tratta di prassi mortifere, mi piace l’idea che i parametri relativi alla morte cerebrale possano essere nuovamente questionati da scoperte sul campo, mi piace che la scienza e la verità ostacolino la rincorsa al fare (e al guadagnare). In fondo, a ben pensarci, la via di uscita da esperienze tragiche - penso ai grandi temi della stregoneria e della schiavitù, per restare sul banale - si ha quando vengono sondate nuove piste di riflessione, quando vengono messi in luce le criticità del mainstrem, quando la schiera dei dotti allineati viene rovesciata da qualche imbecille, dotato di sufficiente ostinazione e sfacciataggine da rilanciare e scommettere sull’indifendibile: un beduino, un re fulvo, un galileo, un ebreo visionario, una negra morta che muove l’alluce.

 

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