15 dicembre 2015

Sul concetto di Chiesa nell’era franceschiana


di Satiricus

L’attacco all’empio spettacolo di Castellucci, “Sul concetto di volto nel Figlio di Dio”, i cui sviluppi peraltro si sono confermati ancor più truci del previsto, mi aveva impegnato per sei lunghi articoli, in tempi non sospetti di facili schieramenti, incluso un affondo a quell’Antonio Socci che dal 2013 in qua ha invece cambiato e volto e toni (https://satiricus.wordpress.com/2012/03/08/castellucci-e-cattolicucci-versione-integrale/). 
Per chi non ricordasse, Castellucci aveva inscenato un teatro in cui una colata di feci simboliche scendeva sulla gigantografia del Cristo di Antonello da Messina; gli sviluppi turpi, dei quali peraltro sono poco informato, includerebbero schiere di bambini invitati a gettare sassi contro al medesimo Volto. Sei articoli, ovviamente datati ai tempi dell’Università, quando avevo più spazio per certe imprese. Oggi vorrei ritrattare, vorrei accodarmi a Socci che definiva autentica arte, potente espressione dell’umano, quelle regie estreme di Castellucci. Devo farlo, altrimenti non saprei come giudicare lo spettacolo kitch dell’8 dicembre in cui, per dirla con un parafrasi condensata, la Chiesa si è lasciata sodomizzare dagli illuminati: fiat lux, un sequel di icone selvatiche, inneggio all’animalismo, spregio del principio antropico, negazione dell’Immacolata, sottomissione del teologico al politico, finanziate da enti abortisti e mondialisti, proiettate sulla facciata di San Pietro (http://www.corrispondenzaromana.it/spettacolo-animalista-proiettato-sulla-basilica-di-san-pietro/). Meglio la merda di un artista ateo sul volto di Nostro Signore; non bene, ma meglio. Il fumo di satana, entrato nella Chiesa, ora sembra fuoriuscirne da ogni stipite, fino ad avvolgerne e ad abbracciarne l’intera facciata. 
Avrei provato disgusto anche se si fossero proiettate le opere di qualche artista classico del sacro, San Pietro è simbolo di fede, non supporto per spettacolini. Che poi, ancora s’odono le risate di chi denuncia la partecipazione flebile del popolo agli eventi di Chiesa dell’8 mattina; riteniamo forse di supplirvi con mega-show pubblicitari da salotto? L’abominio: sui social amici di ogni tipo, inclusi quindi i molti moderati che neppur sospettano la mia anonima partecipazione ai blog del dissenso, mi contattano e definiscono così la pagliacciata vaticana, riferendosi all’abominio della desolazione. L’abominio però non sarebbe lo spettacolo, ma la situazione di totale resa culturale della Chiesa contemporanea, l’abominio sarebbe chi la sta mettendo in tale vergognoso stato, a partire dal popolo emotivo e dai preti da applauso. 
Dopo il vilipendio del pretorio mistico, vissuto da Benedetto XVI, sembra stiamo entrando nella fase dei tradimenti e delle flagellazioni. Benedetto XVI ci aveva avvisati, serviva una critica umile e profonda della Chiesa dal Concilio in qua. Non l’abbiamo voluta, non l’abbiamo voluto, il resto era tutto già scritto e ci avvilirà per molto ancora. Siamo solo all’inizio, temo. Morale della favola: i grandi maestri spirituali insegnano a fuggire con orrore le tentazioni, io fino a data da precisarsi, ritengo di fuggire con orrore il Vaticano e le sue non angeliche coorti. Di certo la soglia di San Pietro, la San Pietro di scimmie e fere, non vedrà il mio passaggio in quest’anno; vedrà invece il mio contributo l’impegno ad impetrare Misericordia da Dio, sulla mia fede fragile e incoerente anzitutto, e poi sulla Chiesa delle scimmie, che nemmeno più distingue, né tantomeno sa fuggire, atti di materiale apostasia. 

 

4 commenti :

  1. Tralasciando le castellucciate, c'era stato un altro precedente, l'affitto, e non per pochi spicci, della Cappella Sistina a nota marca di auto per una cena ultra radical chic e non s'era sentito granché, lo show delle luci sarebbe stato splendido sul Colosseo, stop, ma, visti i tempi correnti, viste le false pergamene benedicenti stampate per lucrare sul falso/ario anno santo, che tale non sarà mai, mi tornano in mente le parole del monaco sassone ribelle, che diceva che Roma allargava le gambe davanti a tutti, adesso, seguendo il politically correct, offre le terga.....il pugno alzato a mo' di vittoria di una delle scimmie proiettate mi ricorda il film Il pianeta delle scimmie, ecco a cosa siamo ridotti.

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    1. Citare Lutero, per un tradizionalista cattolico, è sicuro indizio di disperazione e smarrimento: se aveva, e l'aveva, ragione Martino 5 secoli fa sulla guida provvidenziale dello spirito per il cattolicesimo, se l'aveva Lefebvre sul Vaticano II, se ce l'hanno questi clown di socci and satiricus dovrete fare un'ennesima setta passatista tradizionalista proratzingeriana e antibergogliana contraddicendo il vostro Paolo: "ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo», «Io invece sono di Apollo», «E io di Cefa», «E io di Cristo!». Cristo è stato forse diviso? Forse Paolo è stato crocifisso per voi, o è nel nome di Paolo che siete stati battezzati?" State messi male, secondo Paolo.

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    2. Pancio parente del Pancio argentino?......Allora si capiscono i suoi interventi, Paolo non mi giudicherà, ma lo farà un Altro, si applichi di più nello studio, io non sono tradizionalista, non appartengo a nessuna setta.KM.

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  2. In sé la proiezione su San Pietro non mi è sembrata così blasfema: semplicemente non c'entrava nulla con il giubileo. L'immagine desolante è quella di una Chiesa che non ha più niente di suo da dire e pur di dire qualcosa prende a prestito i linguaggi altrui. Senza nemmeno cercare di contaminarli con qualche elemento cristiano.

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