22 dicembre 2015

Un referendum boccia le nozze gay? Niente prima pagina


CorriereLa prima è lo spazio – questo sì in prima pagina – riservato, nello scorso mese di maggio, all’esito di un altro referendum sul medesimo argomento: quello in Irlanda che, com’è noto, ha visto un Paese tradizionalmente ritenuto cattolico (dove le unioni civili c’erano comunque già dal 2010), introdurre a furor di popolo i cosiddetti “matrimoni egualitari”. La seconda ragione che porta a stupirsi per la mancata sottolineatura, da parte della stampa, della svolta determinata dal referendum sloveno deriva, banalmente, dalla rilevanza del fatto stesso: la maggioranza dei cittadini ha infatti votato non solo andando controcorrente ma in modo opposto a quanto sperato dal proprio governo, quello di centro-sinistra, con primo ministro Miro Cerar.

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Soprattutto, con la notevole maggioranza emersa alle urne – pari ad oltre il 63%, più ancora del 62,1% del sì irlandese alle nozze gay –  la Slovenia è ora, in assoluto, uno dei primi Paesi al mondo che, dopo aver approvato una legge sui matrimoni sullo stesso sesso, fa marcia indietro. La notizia, insomma, c’era: eccome; eppure una manina invisibile, curiosamente attiva nelle redazioni di tutte e tre i principali quotidiani italiani, dalla prima pagina – dove sarebbe stato naturale aspettarsela – l’ha confinata, dove la censura non è stata totale, in quelle interne: casualità, propaganda da Pensiero Unico o azione di lobby? Difficile dirlo. Di certo c’è che alcune notizie, benché importanti, vengono messe da parte. E sarebbe francamente superficiale liquidare tutto ciò come normale.

http://giulianoguzzo.com/2015/12/22/un-paese-dice-no-alle-nozze-gay-niente-prima-pagina/  

2 commenti :

  1. onestamente non leggo molto i giornali cartacei. Ma in quelli online la notizia è stata data, e pure con risalto

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    1. Considera però che chi si informa online è una minoranza poco influente

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