23 gennaio 2016

23 gennaio. Sposalizio di Maria e Giuseppe

di Roberto De Albentiis

In alcuni antichi calendari (prevalentemente locali, soprattutto ispanici) si trova, al 23 gennaio, la festa dello Sposalizio di Maria e Giuseppe; dopo aver celebrato le Nozze di Cana al 6 e all’8 di gennaio (e nella seconda Domenica dopo l’Epifania), la Chiesa fa oggi celebrare il ricordo di altre nozze, quelle tra la Madonna e il Suo casto sposto San Giuseppe. Se alle Nozze di Cana celebriamo l’inizio dei miracoli (anzi, dei segni) di Gesù, la fine dell’Antica Alleanza e l’inizio della Nuova - il vino “nuovo” e “buono” - , nello Sposalizio di Maria e Giuseppe celebriamo l’inizio della nostra salvezza: in una famiglia, in una pia (Sacra) famiglia di nobili ebrei discendenti degli antichi Patriarchi Cristo volle nascere e crescere!
Se a carattere liturgico questa festa non ha avuto una forte diffusione, non così nell’ambito artistico: da Giotto al Perugino, passando per Pinturicchio e Raffaello, fior di artisti hanno amato raffigurare, nelle loro opere, il magnifico momento delle nozze dei santi genitori di Cristo; questo avvenimento, citato indirettamente dalle Scritture canoniche, era stato invece ben descritto nel ProtoVangelo di Giacomo (testo apocrifo, ma non eretico o gnostico, e che era stato accettato nella Tradizione da parte della Chiesa sia d’Oriente che d’Occidente), e successivamente la fantasia e la pietà popolari arricchirono tale evento di particolari.
Questa festa, come detto, non ebbe una grande diffusione, ma sarebbe bello, oggi, vederla inserita con tutti i crismi nei calendari e nei messali; di più, sarebbe necessario, con tutte le idee balzane e sovvertitrici che si hanno, oggi, nella società e perfino nella Chiesa, del matrimonio e della famiglia. Dio ha creato l’uomo sessuato, diverso e complementare, e ha creato il matrimonio per renderlo felice e partecipe della salvezza; Cristo ha scelto una famiglia (la Sacra Famiglia) per venire al mondo, ha scelto un banchetto di nozze per manifestare la sua gloria e far credere in Lui i discepoli, ha fatto il Suo discorso più lungo con una donna, la Samaritana, parlando anche di matrimonio; la Chiesa, su esempio di Cristo e su insegnamento di Paolo, ha elevato il matrimonio a sacramento, ordinanza e strumento di salvezza, e ha canonizzato numerosi sposi e figli di sante famiglie (esemplare fu quella di San Basilio; come, poi, non farsi venire in mente gli esempi dei coniugi Martin e Beltrame Quattrocchi?). Oggi la famiglia è insidiata: è insidiata dalla povertà e dall’assenza di politiche sociali e di supporto; è insidiata dal vuoto dell’egoismo e dell’individualismo; è insidiata, soprattutto, da chi la vuole banalizzare, relativizzare, parificare ad altre cose. Ma “Non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione”, come ha recentemente ribadito Papa Francesco nel suo discorso alla Rota Romana del 22 gennaio.
Oggi, in molte piazze italiane, si vedranno manifestazioni arcobaleno in sostegno delle c.d. unioni civili e del c.d. matrimonio egualitario, con tutto ciò che queste due cose significano e comportano; siamo tenuti, umilmente e caritativamente, ma fermamente, a dire no a questo progetto sovversivo. E, più ancora, a dire un sì, un sì alla famiglia e alla vita, e quindi un sì a Dio. Possano l’esempio e l’intercessione di Maria e Giuseppe, di cui oggi festeggiamo le nozze (e, quindi, auguri, Sacra Famiglia, buon anniversario di matrimonio!), esserci d’aiuto, in tempi difficili come questi!
 

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