18 gennaio 2016

Francesco: Geremia o Anania?


di Satiricus

Della visita del Papa alla sinagoga ebraica - momento delicatissimo riguardo al quale attendo qualche commento da chi l'ha seguita meglio del sottoscritto - mi limito a far notare un dettaglio curioso.
Tralascio il problema del corso teologico contemporaneo, che sembra voler desistere dalle preghiere di conversione per gli ebrei (come da ogni preghiera di conversione, del resto, Scalfari docet). L'elezione primo-testamentaria non è decaduta, su questo concordiamo, ma ciò significa che gli ebrei si salveranno a prescindere dalla mediazione di Gesù Cristo? Non dico di Gesù il Nazareno, dico di Gesù Cristo. Va bene, anche su ciò soprassiedo, compiacendomi però del fatto che il Pontefice stesso ha pubblicamente ammesso che il discorso teologico è ancora aperto. Aggiungo: potenzialmente aperto in entrambe le direzioni.
Mi limito alla seguente. Papa Francesco ha concluso con una chiara affermazione di speranza e serenità:
“Dio ha per noi progetti di salvezza, come dice il profeta Geremia: «Io conosco i progetti che ho fatto a vostro riguardo – oracolo del Signore –, progetti di pace e non di sventura, per concedervi un futuro pieno di speranza» (Ger 29,11)”. (SIC)
Interessante. Però proprio al capitolo precedente lo stesso Geremia ci presenta una situazione più complicata:
“[6] Il profeta Geremia disse: "Così sia! Così faccia il Signore! Voglia il Signore realizzare le cose che hai predette, facendo ritornare gli arredi nel tempio e tutti i deportati da Babilonia in questo luogo! [7] Tuttavia ascolta ora la parola che sto per dire ai tuoi orecchi e agli orecchi di tutto il popolo. [8] I profeti che furono prima di me e di te dai tempi antichissimi predissero contro molti paesi, contro regni potenti, guerra, fame e peste. [9] Quanto al profeta che predice la pace, egli sarà riconosciuto come profeta mandato veramente dal Signore soltanto quando la sua parola si realizzerà". [10] Allora il profeta Anania strappò il giogo dal collo del profeta Geremia e lo ruppe; [11] Anania riferì a tutto il popolo: "Dice il Signore: A questo modo io romperò il giogo di Nabucodònosor re di Babilonia, entro due anni, sul collo di tutte le nazioni". Il profeta Geremia se ne andò per la sua strada. [12] Ora, dopo che il profeta Anania ebbe rotto il giogo sul collo del profeta Geremia, la parola del Signore fu rivolta a Geremia: [13] "Và e riferisci ad Anania: Così dice il Signore: Tu hai rotto un giogo di legno ma io, al suo posto, ne farò uno di ferro”.

I cattolici sanno, insieme agli ebrei, che i castighi del Signore non sono per sempre. Sanno anche però che il Signore castiga, soprattutto, se non solo, chi pretende di costruire la pace e la sicurezza prescindendo da Lui. La domanda mia è dunque una sola: siamo già al capitolo 29 di Geremia o siamo ancora al 28?  Il Santo Padre sta facendo la parte di Geremia o quella di Anania?
 

2 commenti :

  1. Sta gesuiticamente gesuitando da ambo le parti, senza mai prendere posizione, ma alla lunga il giocattolo si romperà, attento, non si può sempre piacere a tutti facendo il piacione a destra e a sinistra.....temo assai il giogo di ferro, non so loro.....

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  2. Scena vista proprio ieri sera su emittente cattolica.
    Bella domanda. E' possibile che il Signore usi anche oggi gli eserciti mesopotamici per manifestare la Sua giustizia...
    Bella domanda, bella domanda...

    MaD

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