21 gennaio 2016

Il bestiario dei no-family-day


di Alessio Calò

Mentre ci prepariamo al Family day del 30 gennaio, sono molti i compagni che si stanno - come dire - agitando per un eventuale successo della manifestazione. La reazione è sempre quella: oltre a proporre sfilate "riparatorie" con l'hashtag #svegliatiitalia (la cosa divertente è che la - letteralmente - "grande proletaria" si sta effettivamente svegliando), i loro giornali si stanno sbizzarrendo nel produrre menzogne, richiami a civiltà-progresso-soldellavvenire, accuse di bigottismo-medievalismo-oscurantismo-papismo (ma Francesco nun ve piace più?), fuffa insomma. Noi chestertonianamente, li pijamo un po' pe'cculo (in senso letterale s'intende), presentando un bestiario (sì, siamo pure antispecisti).
Apro una parentesi. Le reazioni più divertenti sono quelle dei cattoadult(er)i che condividono su fb articoli sempre più sinistri (hanno abbandonato persino Avvenire e Vatican Insider, porelli), vedendo che ormai la CEI si è allineata al popolo (considerazione sociologica che andrebbe approfondita). Ma come - dico io -, tutti conciliovaticanosecondisti, e appena un gruppo di laici si muove da solo, questi chiedono l'intervento del vescovo-pilota? Inqualificabili.

Avanti col bestiario allora!
Partiamo con il fatto quotidiano, che riesce nell'impresa impossibile: "Francesco zittisce il Cardinale Bagnasco". Cioè, Raga, perfino Tornielli (cioé, Tornielli!!!) disintegra le recenti ricostruzioni fantasiose secondo le quali il papa non avrebbe ricevuto Bagnasco per sconfessarlo. In realtà, come ormai sappiamo da qualche anno, la strategia di Papa Bergoglio è quella di ribadire i principi cattolici validi per tutti e delegare alle Conferenze Episcopali e ai credenti la soluzione dei problemi.
Come punizione lo rinominiamo il fallo quotidiano. Moscetto nel travaglio.

Citiamo anche l'espresso per la poca fantasia: definirci solo ultrà cattolici è quantomeno ripetitivo. "Non basta la piazza di San Giovanni a Roma, il comitato organizzatore cambia la location per il raduno degli ultrà cattolici contrari al disegno di legge Cirinnà e si sposta al Circo Massimo. Un grande sforzo organizzativo con raccolta fondi, petizioni online e viaggi da tutto il Paese contro «le unioni omosessuali che gridano vendetta al cospetto di Dio.»"
Punizione: nonostante l'espresso ci piace corretto, grappa dimezzata fino al 30 gennaio (una piccola mortificazione - da un giornale mortifero la pretendiamo!!! - che tra l'altro aiuta l'ora di guardia).

A seguire, il plurifallito manifesto ha sfoderato vari titoloni in questi giorni "Gli ultrà della famiglia" "Stadio di famiglia" "La famiglia mummificata". Proprio loro, che fanno tanto i progressisti e negli ultimi vent'anni hanno svenduto i diritti economico-sociali delal famiglia proletaria in cambio dei diritti civili di qualche elite. Politicamente commenterei con un Zero tituli (e molta prostituzione intellettuale).

Non poteva mancare microcefa, ormai bidone dell'organico, che non sa più come offendere. Uno a caso, Rodotà (per l'occasione, Roderà): "La discussione sulle unioni civili avrebbe bisogno di limpidezza e di rispetto reciproco, invece d'essere posseduta da convenienze politiche, forzature ideologiche, intolleranze religiose". Posseduto sarai te, o radicale!

La chicca finale è il fuffington post, con un prete che dice: "La famiglia cristiana non esiste, neanche nel Vangelo. [...] Mi si perdoni la lunghezza ma i temi affrontati e gli stereotipi di un certo "cattolicesimo" che vengono puntualmente contestati meritano anche più che un po' del nostro tempo!". Pura follia.

Cosa dire?
Ci risentiamo il 31 gennaio.

 

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