30 gennaio 2016

La storia siamo noi. Potenti perché liberi

di Giuliano Guzzo
Poltrone. E’ con poltrone che il Presidente del Consiglio, addomesticando il Nuovo Centro Destra, conta di far passare definitivamente il disegno di legge Cirinnà. Fregandosene dell’iter previsto (le unioni civili non hanno mai ultimato il passaggio in Commissione), fregandosene dei sondaggi, che da tempo registrano un forte calo di interesse degli italiani che – pur bombardati mediaticamente – iniziano a sentire puzza di bruciato. Fregandosene di tutto.

Purtroppo il Premier, quei parlamentari che già esultano e le sveglie in piazza sabato scorso, non hanno fatto i conti con una cosa: il popolo. Quello cattolico ma non clericale, quello laico ma non laicista, apparentemente povero perché senza gran rappresentanza parlamentare, ma potentissimo perché libero.

Per questa ragione, insieme a tantissimi amici, oggi vado al Circo Massimo. Vado perché l’arroganza politica è già insopportabile, ma quando pretende di sfigurare l’istituto familiare confondendolo con unioni che famiglia non sono, deve essere fermata. Vado perché i bambini – tutti – hanno diritto ad un padre ed una padre, ed uno Stato che per legge vuole indebolire questo diritto non solo è ingiusto, ma è il più ingiusto di tutti perché fa pagare ai piccoli i desideri dei grandi. Vado perché non voglio vivere in un Paese che afferma di tutelare le donne, ma poi elargisce diritti a chi, all’estero, le donne le sfrutta, violando la loro maternità e spezzando quel legame madre-figlio tutelato per i cuccioli animali ma non per i neonati, e poi hanno pure il coraggio di parlarci di “amore”.

Oggi quindi vado, anzi andiamo al Circo Massimo perché se non lo facciamo ora, non avremo più scuse. Andiamo ora perché scherzare con la famiglia significa scherzare col futuro, e chi se ne frega – ho scritto proprio così: chi se ne frega – se diranno che siamo arretrati, bigotti e medievali. Se il futuro e il progresso hanno la faccia di Barack Obama, il pacifista bombardiere, oppure quella di Elton John, capite anche voi che se ne può fare spensieratamente a meno.

Non per arroganza, ma perché i bambini meritano di meglio della filastrocca del “LoveisLove” e perché gli uomini e le donne di domani – a prescindere dalle loro tendenze sessuali – hanno tutto il diritto di continuare a sapere che cos’è una famiglia. E se ripetere questa elementare verità costa, ben venga il conto: qualunque esso sia. Coraggio, Amici. La storia siamo noi.

giulianoguzzo.com  

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