16 gennaio 2016

Sorpresa Maradiaga. Parole nette sui matrimoni gay. La Cei prenda spunto

di Francesco Filipazzi

"Quando il Papa ha avuto qualche espressione per i gruppi gay e lesbiche, questi sono arrivati a considerare che il Papa stava mettendo in agenda la possibilità che la Chiesa avallasse il matrimonio tra persone dello stesso sesso. No, dobbiamo capire che ci sono cose che possono essere riformate e altre no. La legge naturale non può essere riformata".
Queste frasi non sono state pronunciate dal bieco Mons Luigi Negri, dall'antico Card Martini o dall'orribile avv. Amato, ma dal Cardinale Maradiaga, l'arcivescovo di Tegucigalpa, attualmente a capo della commissione di cardinali che deve occuparsi di riformare la struttura della Chiesa, nei piani di Papa Francesco, di cui l'honduregno è un amico e collaboratore.
Frasi molto nette, rilasciate a un quotidiano dell'Honduras, che non lasciano adito a doppie interpretazioni e, proprio quindici giorni prima dell'ormai programmato Family Day contro la legge Cirinnà, sembrano di segno totalmente opposto a quelle pronunciate da alcuni improvvidi prelati italiani.
Mentre dunque Mons Galantino e compagnia, come dicevamo pochi giorni fa, si sono adeguati all'onda, un cardinale notoriamente inquadrato fra i progressisti, ribadisce a sorpresa la dottrina millenaria. Al contrario di quanto fece riguardo alla comunione ai divorziati, di cui purtroppo è fra i massimi promotori. Ma a quanto pare a tutto c'è un limite.

"Noi vediamo come Dio ha disegnato il corpo umano, il corpo dell’uomo e il corpo della donna, per integrarsi e trasmettere la vita, il contrario non è il piano della creazione, ci sono cose nelle quali non si può cambiare", spiega dunque Maradiaga, con una frase che anni fa era banale per un qualsiasi cattolico e oggi ci tocca salutare come clamorosa. Le foglie sono ancora verdi in estate dunque e a quanto pare lo rimarranno, se come dice il cardinale, la riforma della struttura ecclesiastica voluta da Francesco è solo una riforma economica e burocratica, che non dovrebbe toccare alcun dogma. Perché, ricorda sempre Maradiaga, la Chiesa ha una componente sovra umana, e quindi l'uomo non ne è proprietario. Sarebbe meglio che anche lui se ne ricordi.
Una boccata di ossigeno inaspettata, per un mondo cattolico disorientato e in molti casi avvilito dalle uscite dei vescovi italiani e dalla remissività del quotidiano di riferimento.

Un mondo cattolico che però non si è arreso e andrà al Family Day del 30 gennaio a ribadire il proprio no alla distruzione della famiglia in Italia.  

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