12 febbraio 2016

L'unico scopo del ddl Cirinnà è l'utero in affitto

Dopo qualche giorno di pausa, in vista dei primi voti al Senato riguardanti il ddl Cirinnà, ricominciamo a pubblicare analisi che ne dimostrano gli aspetti surreali.

di Federico Baldelli Purrone

Scrivo per la prima volta e lo faccio anche in una condizione “disperata”: sono studente e a breve avrò due esami importanti, tra cui quello di diritto privato.
Perché ve ne parlo? Non mi interessa narrarvi la mia vita privata, lo faccio perché, vuoi per la concentrazione dovuta allo studio negli ultimi giorni, vuoi per la tensione socio-politica sul dll Cirinnà, mi sono messo a studiarlo, Costituzione e Codice Civile alla mano, con l’intento di dare il mio contributo al dibattito producendo un’analisi critica il più possibile tecnica ma sempre considerata in relazione alla società ed ai suoi dati.

Questo è il risultato.

Le coppie omosessuali, seppur non ritenute idonee ad essere ammesse al matrimonio, attualmente godono dei diritti che riguardano quella formazione sociale, come le visite e le decisioni di ambito sanitario, fino alla donazione degli organi dopo la morte, come la possibilità di visitare il partner in carcere, di prendere il figlio del partner a scuola o in altra sede, di adottare perfino il figlio del partner deceduto se la moglie è anch'essa deceduta, poiché in tali circostanze il diritto di prelazione nell'adozione viene dato alla persona affettivamente più vicina al bambino.
Su questo c’è poco da discutere, gli strumenti giuridici per ottenere il declamato fine ci sono quasi tutti, disponibili nell'ordinamento giuridico italiano da parte dei soggetti di qualsiasi orientamento sessuale. L'unico aspetto che deve ancora essere regolamentato è quello relativo alla successione.
Da questo fatto inizia ad emergere la motivazione forzatamente ideologica di questo ddl, immotivato nella sua portata, una porcheria dal punto di vista sia logico che giuridico.

In primis bisogna considerare uno dei princìpi costituzionali che regola il modo della legge ordinaria di porsi nella sua attività di regolamentazione dei soggetti giuridici: situazioni uguali vanno trattate in modo uguale, situazioni diverse vanno trattate in modo diverso. Questo principio spazza via la pretesa discriminazione nei confronti delle coppie omosessuali.
La discriminazione infatti non sussiste perché, tra coppie omosessuali ed eterosessuali, benchè la dignità delle persone che le compongono sia pari, è inconfutabile una differenza insita nella stessa natura delle due formazioni sociali, una tutelata di diritto, l’altra di fatto: la coppia eterosessuale, prescindendo da condizioni accidentali, dunque non determinate a priori, come la sterilità, possiede il potenziale di generare figli, nuovi soggetti giuridici che sono meritevoli della tutela dell'ordinamento in quanto rappresentano il futuro della società, la tutela particolare dei potenziali figli è effettuata ponendo a priori princìpi che dettano gli obblighi dei genitori nei confronti dei figli, obblighi che, fatto salvo il caso straordinario di adozione, derivano dalla paternità e dalla maternità biologica, determinando esse gli status rispettivamente del padre e della madre.

La coppia omosessuale, proprio in quanto tale, è incapace per sua natura di generare figli, e nei fatti ha soltanto due modalità per "acquisire" nella sua formazione sociale di fatto un bambino:
la prima consiste nell'adozione , che nell'ordinamento non è presente, e ciò è da imputare a due cause, ossia alla prudenza da parte dell'ordinamento verso la scissione tra genitorialità e complementarietà sessuale (è un tema assai delicato che sta rivelando che i dubbi al riguardo sono espressi da tutte le parti, di ogni orientamento sessuale, politico, religioso, dovuti all'impatto di una tale regolamentazione su uno degli aspetti più intimi della natura umana) e ai dati relativi alle procedure di adozione che mostrano la presenza di 2.000 bambini attualmente adottabili "contesi" da 30.000 coppie eterosessuali richiedenti;
la seconda consiste nella procedura dell'utero in affitto, procedura che presenta problemi di natura primariamente costituzionale e bioetica, secondariamente di regolamentazione giuridica, e contro essa sta insorgendo un fronte compatto, numeroso ed eterogeneo composto prevalentemente, ma non solo, da donne che a Parigi, col patrocinio di varie autorità e di enti ed associazioni anch’essi vari, hanno firmato una petizione internazionale per inasprire l’opposizione ad una pratica che non può che essere considerata barbara. Tertium non datur, a livello fattuale non esistono altre modalità.

Dunque l'articolo 5 del ddl Cirinnà quali circostanze regolerebbe nei fatti?
Visto che l'adozione da parte delle coppie omosessuali in Italia non è prevista - le cause sono espresse sopra - rimangono soltanto le situazioni che prevedono l'adozione in caso di morte del partner e dell'ex coniuge del partner, già regolamentate dall'ordinamento come spiegato in incipit, e le situazioni in cui il figlio adottando del partner è nato tramite la procedura dell'utero in affitto.

Quest'analisi dimostra che la step child adoption è esclusivamente indirizzata (e volontariamente, dovendo dedurre con logica e competenze tecniche l’intenzione del legislatore) a dare rilevanza e tutela, in ambito giuridico, alla pratica dell'utero in affitto e al concepimento – assurdo da parte dell’ordinamento per come lo regola la Costituzione- di un presunto “Diritto al figlio” di tutte le coppie, eterosessuali e omosessuali, che altro non è se non la base della pratica sopra citata.

Una semplice rappresentazione utilizzata dal Ministro Lorenzin spiega il quadro giuridico che deriverebbe dall’approvazione del ddl Cirinnà: una finestra aperta ai deleteri effetti di una pratica che si è voluto tener fuori con la porta chiusa.
Uno dei cavalli di battaglia per la legge sarebbe costituito dalla presunta mancanza di tutela nei confronti dei circa 530 bambini, censiti dall’Istat, i quali, a quanto si può dedurre, non soffrono certo problemi economici in merito alla loro crescita, essendo stati commissionati dietro lauto pagamento da coppie necessariamente caratterizzate da un certo elevato grado di agiatezza, ma presentano problemi di tutela sotto il punto di vista della loro origine biologica, a cui sono collegati da nove mesi di gestazione, nonostante la successiva separazione coatta.

Tutta la rimanente regolamentazione prevista per le unioni civili delle coppie omosessuali è costituita da un link diretto e quasi totale alla vigente disciplina del matrimonio, fatta eccezione ovviamente per il nome e per l’obbligo delle pubblicazioni, dato questo che caratterizza l’unione civile come privilegiata.
Inoltre emerge un altro problema relativo al titolo II della legge, quello che disciplinerebbe le coppie di fatto: il ddl infatti prevedrebbe la giuridicizzazione forzata di queste formazioni sociali, imponendo, sebbene non come nel matrimonio, un regime di regole non determinato dalla volontà delle parti.

Una simile impostazione rappresenta un abominio per l'autonomia dei soggetti giuridici, condizione aggravata dalla possibilità, come scritto in incipit, delle coppie di qualsiasi tipo di disporre autonomamente, in modo parziale e quindi anche privilegiato, dei diritti di cui a gran voce si reclama.
Se ciò non bastasse è possibile anche analizzare i fatti relativi all'iter legis: una prima stesura della legge è stata consegnata in Senato e assegnata alla Commissione Giustizia, come previsto dalla Costituzione, ma alla Commissione, tramite piccole mosse, è stato di fatto impedito lo svolgimento dell'analisi, e il testo è stato quindi presentato in aula senza che vi fosse un relatore della Commissione che rendesse informata l'aula sulla natura della legge, in modo tale da consentire le discussioni e le votazioni pertinenti su un’analisi tecnica, dunque oggettiva e imparziale, come previsto dall'articolo 72 della Costituzione e dal Regolamento del Senato, violati senza alcuna opposizione, anzi con tacito ma clamorosamente palese via libera da parte del Presidente del Senato Pietro Grasso.  

1 commento :

  1. Sul mio blog ho scritto questo: http://thecandelabra.blogspot.it/2016/02/lo-scopo-del-ddl-cirinna-non-e-dare.html.
    Cordiali saluti

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