05 febbraio 2016

"La profezia finale" di Antonio Socci


di Giovanni Donini

Questo ultimo libro di Antonio Socci è un accorato appello al Pontefice affinché, in questa ora funesta per la Chiesa cattolica e per il mondo intero, dissipi l’incertezza e prenda una posizione chiara, ferma e decisa non sui “temi caldi” – i quali cambiano temperatura ogni volta che apre bocca un giornalista – ma proprio sulla dottrina cattolica. Può sembrare assurdo che al Papa venga rivolta una richiesta del genere, poiché lo scopo preciso del papato è di essere la roccia ferma e ultimo appello non solo per la purezza dottrinale, ma anche per la coscienza stessa del credente; ma è sotto gli occhi di tutti che questo pontificato non brilla per chiarezza espositiva o per rigore dottrinale.

Il libro è diviso in due parti; nella prima si passano in rassegna alcune delle diverse apparizioni mariane avvenute dal 1830 ad oggi, non solo in Europa ma anche in Brasile e in Ruanda, le quali rappresentano una concentrazione di messaggi senza precedenti nella storia della cattolicità, cosa questa che l’autore – e anche chi scrive – interpreta come il segno che siamo in tempi davvero molto importanti (per usare un eufemismo) per il destino del mondo e dell’umanità intera. Infatti Socci fa riferimento ad una “terza guerra mondiale”, condotta “ad episodi”, per usare le stesse parole del pontefice (il quale nel libro è sempre riconosciuto come tale, ndA), parole a cui però non seguono dei fatti degni di nota da parte del Papa.
La seconda parte dello scritto è infatti una lettera aperta a Sua Santità, nella quale parla il cuore di un uomo profondamente credente, che vorrebbe essere filialmente confortato nella sua fede dalle azioni e parole di chi dovrebbe “confermare i suoi fratelli” (Lc, 22, 32), ma che a livello pratico sta facendo delle scelte del tutto sbagliate. Ed è appunto questo il fine dell’intero libro di Socci: segnalare a Pontefice che molte delle sue azioni sono incomprensibili in un’ottica di fede, e che i suoi discorsi sono più che mai fumosi e poco chiari. La richiesta di chiarezza, del parlare “Sì sì, no no” evangelico tocca moltissimi punti del pontificato, che non intendo elencare, poiché sono presenti nella lettera, all’interno della quale sono spiegate tutte le perplessità di fronte a certi atti pontifici, senza mai scadere nella retorica o nella polemica sterile e fine a sé stessa.
Ed è una richiesta che personalmente faccio anche mia, come si è potuto notare dai post che ho pubblicato in passato, perché – per usare una frase non mia – in tempi di rivoluzione il problema peggiore è capire quale sia il proprio dovere. Ed è appunto a partire da questo smarrimento che faccio mia la supplica rivolta da Antonio Socci al Pontefice.  

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