04 febbraio 2016

Sposi, non contraenti. Abolire il matrimonio concordatario



di Francesco Filipazzi

Con la probabile approvazione della legge sulle unioni civili (speriamo il più tardi possibile), con annessi e connessi, viene spontaneo chiedersi a cosa serva il matrimonio concordatario nell'Italia del 2016. Già dopo l'approvazione della legge sul divorzio ci si trovò di fronte a due realtà totalmente diverse, quella del matrimonio cristiano indissolubile e quella del negozio giuridico burocratizzato e dissolubile con un procedimento giudiziario di qualche mese, visto il divorzio breve recentemente introdotto.

Però i coniugi cristiani hanno continuato a contrarre, contestualmente all'unione sacramentale, anche quella civile, come prevede il Concordato. Il che ha generato un cortocircuito mentale in molti, secondo cui il matrimonio religioso sarebbe validato dalla firma apposta, come se il sacramento fosse valido solo se riconosciuto dallo Stato. Purtroppo questa porcheria è instillata anche nelle teste di molti preti, che per timore di offendere la divinità civile mai accondiscenderebbero a celebrare un matrimonio senza gli adempimenti burocratici. O tempora o mores.

E dire che, se volessimo provocare una riflessione, potremmo sostenere che contrarre il matrimonio civile contestualmente a quello religioso potrebbe essere causa di nullità, perché associare qualcosa di dissolubile al matrimonio cristiano vorrebbe dire credere o concepire anche quest'ultimo dissolubile. Sicuramente l'introduzione del divorzio ha instillato nelle teste delle persone che, nonostante la promessa davanti a Dio, esista una buona uscita, e quindi ha "depotenziato" il matrimonio religioso. Molte delle discussioni sinodali sono frutto di questa commistione.

Arriviamo dunque alle unioni civili, con le quali una coppia eterosessuale (non parliamo di quelle omosessuali perché al momento non sembra che qualcuno voglia farle sposare in chiesa) acquisisce gli stessi diritti, fra cui la reversibilità della pensione, di una coppia sposata ma con molti meno doveri di fronte all'autorità civile. Un vero affare. Di fronte a uno scenario del genere ci chiediamo a che cosa serva mai un Concordato fra la Chiesa e uno Stato che fa carne di porco della famiglia e del matrimonio. Ci sfugge quale sia l'oggetto che concorda, in tutto questo.
Va però detto che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Siamo sicuri che qualche imbecille di prete satanico proverà a "sposare" in chiesa le coppie gay, facendo loro firmare le carte delle unioni civili al posto di quelle matrimoniali. Stiamo pronti a denunciarlo dunque, poiché contravverrebbe al Concordato. E se invece si scoprisse che per lo Stato il prete può far firmare le unioni civili (etero o gay) in quanto ufficiale di stato civile, avremo la riprova che la Cirinnà è un matrimonio gay sotto neanche troppo mentite spoglie. Prepariamo quindi i ricorsi alla Corte Costituzionale.

Tornando semi-seri per un attimo, sarebbe ora che i cristiani e la Chiesa si interrogassero sul valore del Concordato. Il matrimonio religioso non è più compatibile con quello civile. Si torni alla cerimonia in chiesa separata da quella in comune, per ridare agli sposi la dignità di Sposi cristiani e non di contraenti.

 

16 commenti :

  1. Se non sbaglio le unioni civili, contrariamente a quanto indicato nell'ultimo paragrafo dell'articolo, nel ddl Cirinnà sono destinate SOLO a coppie dello stesso sesso. Non si applicano quindi a coppie eterosessuali. Nella seconda parte del ddl invece, sono regolate le convivenze, la cui disciplina riguarda entrambi i tipi di coppie.

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    1. In generale si parla dell'andazzo dell'istituto matrimoniale partendo dal divorzio.

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  2. Per contrarre matrimonio solo religioso, che non sia concordatario, c'è bisogno del permesso del Vescovo. Il ragionamento è semplice: la Chiesa ha una visione dell'uomo totale, così pure del matrimonio, perciò, affinché questo concetto sia conservato, non permette, in linea generale, che vi possa essere un matrimonio che non abbia anche risvolti civili. D'altra parte, la Chiesa chiede ancora il matrimonio concordatario nonostante esista il divorzio, perché non può rinunciare a questa visione più "alta", perché devono essere gli stessi fedeli che si sposano dei testimoni autentici del Sacramento nuziale. E l'importanza di questa visione è testimoniata anche dal fatto che, mentre per lo stato non esiste alcun matrimonio che non sia stato contratto dentro le sue norme (a parte quelli esteri) per la Chiesa il matrimonio solo civile ha comunque una sua validità all'interno della sua giurisprudenza. Quindi, anche se all'interno dei vari stati si sono sviluppate idee distorte del matrimonio, la Chiesa chiederà sempre che i matrimoni da estetista celebrati abbiano una efficacia anche civile e, se un concordato non c'è, chiederà direttamente agli sposi di regolarizzare la loro unione sacramentale dinnanzi alla pubblica autorità.
    P. Francesco Solazzo, passionista

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    1. Carissimo, intanto la ringrazio per il suo commento. Ciò su cui vorrei mettere l'accento è però che mentre quando vennero stipulati i patti lateranensi, Stato e Chiesa avevano la stessa idea di matrimonio. Gli effetti benefici del matrimonio religioso si potevano riflettere su quello civile senza problemi.
      Con l'introduzione del divorzio, il matrimonio civile è diventato una "cosa" dagli esiti incerti, i cui effetti nefasti hanno un riflesso anche sul sacramento, in quanto ormai molti coniugi, pensando alla possibilità di divorziare "se va male", inficiano sin da subito la validità del sacramento. E' quasi una presa in giro a Dio.
      Con le unioni civili e via dicendo, il tutto diventa ancora di più una burletta. Associare le unioni riconosciute dallo stato al matrimonio cattolico diventa sempre più pericoloso.

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    2. da notare che anche la CC è molto più "elastica" nel riconoscere la nullità del matrimonio religioso

      ok, non è la stessa cosa del divorzio per questo, questo e quest'altro motivo, però:

      1) questo, questo e quest'altro motivo sono sconosciuti alla stragrande maggioranza delle persone

      2)spesso pazienza, soldi e un buon avvocato con tanta fantasia riescono a sciogliere ciò che dovrebbe restar legato

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  3. Appena approvano le unioni omosessuali io mi separo. Concordato o no..

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    1. e ti sposi (pardon, unisci) con uno (o una) del tuo stesso sesso?

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    2. No, ma si piglia un sacco di benefici fiscali e non che vengono negati alle famiglie

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    3. http://www.acli.it/le-notizie/news-locali/8151-brescia-il-fisco-ostacola-la-famiglia

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    4. sì, ma che c'entra con il commento del primo anonimo? al massimo con le unioni civili si perdono i vantaggi fiscali di esser "solo" conviventi..

      se ti vuoi separare per i benefici fiscali (alcuni dubbi, secondo me) perché non farlo subito senza aspettar le unioni civili?

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  4. Sicuramente c'è già qualche prete ben disposto. Provate a leggere in questo link:
    http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/16_febbraio_02/empoli-battezzate-gemelle-due-papa-caa28b26-c98a-11e5-83c9-7a5b846c7561.shtml

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  5. I bambini non hanno colpa, vanno battezzati comunque....sui 2 papà c'è da discutere e parecchio....

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    1. Ma io non metto in discussione il battesimo ai bambini ne il fatto che sui due papà c'è sicuramente da discutere parecchio. Io pongo l'attenzione sulle dichiarazione del sacerdote che mette in discussione il Catechismo della Chiesa Cattolica sull'omosessualità, è questo che mi scandalizza al di la del fatto che l'omosessuale come persona va sicuramente rispettato.

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  6. Grazie Francesco bellissimo articolo hai fatto centro e vedi lontano.

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  7. Il matrimonio civile probabilmente scomparirà nel giro di poco tempo con l'introduzione delle unioni civili. Se possono avere gli stessi (pochi) diritti ed evitare spese e attese in caso di separazione, non si vede perché i sani di mente dovrebbero contrarre un matrimonio civile. Questo naturalmente in una prospettiva puramente materialistica in cui un matrimonio è solo un contratto.

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