02 marzo 2016

Il cervello in affitto: per fortuna non ci sarà mai (speriamo)

di Tommaso Pinazzi

Ieri, dopo essermi svegliato, sono andato a leggere le notizie come tutti i giorni e la prima che mi salta all’occhio riguarda Nicola Vendola, o meglio Nichi, ebbene: è diventato papà! Ora che ci penso un attimo, è diventato papà?! Lui e il fidanzato hanno fatto ricorso alla pratica (abominevole) dell’utero in affitto, o maternità surrogata se vi turba la prima nomenclatura, però nel processo, l’ex governatore della Puglia, non ha fatto altro che mettere mano al portafoglio. Infatti il seme è del compagno, Ed.

Partendo dal fatto che il bambino è nato e quindi io, personalmente, gli auguro una vita felice e in salute, non riesco a togliermi dalla testa la mercificazione che vi è dietro. Il compagno Nichi che sborsa più di 100.000 euro per poter avere un figlio! Emancipazione femminile?! Progresso?! Nuovi “diritti”?! No, semplicemente il delirio. Mi fa sorridere il sentire, giornalmente, la solita frasetta dai salotti radical chic del tipo “avere un bambino è un diritto”, soprattutto quando si parla di coppie omosessuali. Questo non perché le ritenga inferiori a quelle eterosessuali bensì per un semplice fatto naturale: due persone dello stesso sesso non possono riprodursi.

Detto questo, non tiro in mezzo adozioni perché non è di questo che sto scrivendo, le risate aumentano se mi soffermo sulla parola diritto. Diritto per chi?! Per te compagno rosso milionario?! Perché mi sembra molto difficile che una coppia di operai omosessuali, magari con grossi problemi economici, possa aver accesso a questa procedura! Egualitarismo cancellato da tutti i vocabolari per saziare le voglie di una persona ricca fuori, e non poco, ma povera dentro. Inoltre penso a tutto il processo dell’utero in affitto, maternità surrogata non la chiamerò mai mi spiace. Apriamo un catalogo e possiamo scegliere tra una serie di “servizi” (che diventeranno inevitabilmente prodotti, anche se bambini, ed è questo la parte più orripilante), come se fossimo su Amazon a scegliere quale pupazzo vogliamo comprare.

Solo ad aprire la pagina del sito in questione mi è venuta la pelle d’oca, non riuscirei mai a fare una cosa simile! Perché oltre a far diventare un bambino una semplice merce, vi è pure lo sfruttamento della donna. Donne che si prestano a queste pratiche soprattutto perché bisognose di denaro, non di certo per senso di altruismo. Dove sono le femministe nel 2016?! Dove sono le donne che lottano veramente per le donne?! E soprattutto: che fine ha fatto il buon senso?! La deriva liberale ha portato a tutto ciò, ad un mondo basato sul “ho diritto di…”, dove tutto è dovuto!

Tornando a Nichi Vendola, caro compagno, tu che hai sempre lottato per i diritti di tutti ora hai portato avanti uno scempio, per un tuo finto diritto. Per una tua voglia. Per il tuo egoismo. Qualcuno molto vicino alla tua area, un tempo disse: “innesto delle ovaie. Una nuova strada commerciale aperta all’attività esploratrice dell’iniziativa individuale. Le povere fanciulle potranno farsi facilmente una dote. A che serve loro l’organo della maternità? Lo cederanno alla ricca signora infeconda che desidera prole per l’eredità dei sudati risparmi maritali. Le povere fanciulle guadagneranno quattrini e si libereranno di un pericolo.” Sai di chi parlo?! Di Antonio Gramsci, uno dei fondatori del Partito Comunista d’Italia, quindi sicuramente non un fascista, omofobo e razzista, come va di moda dire ora!

Anche Marx, nel Manifesto del Partito Comunista, disse “Per effetto della grande industria, si lacerano per il proletario tutti i vincoli familiari, e i figli sono trasformati in semplici articoli di commercio e strumenti di lavoro.” Ma tutto questo non riguarda te, vero, Nichi?! Forse mi sono perso qualcosa, faccio mea culpa, evidentemente è iniziata una nuova lotta di classe, che suona quasi come un gioco di parole: la lotta di lobby. Mi viene in mente quando parlavi di mercificazione del corpo della donna e sbraitavi contro Berlusconi ma, oggi, non vedo più molta differenza. Fortunatamente il cervello in affitto mai ci sarà, nemmeno nel contrabbando, chi lo ha si tenga stretto il proprio e lo utilizzi al meglio, perché prima o poi vorranno anche quello (i compagni miliardari ovviamente!). Concludo replicando i migliori auguri per il bimbo, caro “compagno” Nichi.  

3 commenti :

  1. Premesso che provo una profonda pena per la povera creatura, ad onor del vero, il Nicky non è il padre perché lo sperma è dell'altro, molto più giovane, e non ha nemmeno messo mano al portafoglio, paghiamo noi, come per le operazioni cambio sesso a Casablanca, ultima cosa anche LoGiudice ha fatto la stessa cosa, ma lui non si nomina.

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  2. I genitori qui sono almeno quattro: una donna ha messo l'ovulo, un'altra l'utero, Ed lo spermatozoo mentre Nichi che biologicamente non c'entra nulla sarà dichiarato ope legis papà.

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  3. Non credo che ci sia contraddizione tra il comunismo di Vendola e questo suo gesto: già Lenin sosteneva che «è impossibile essere socialisti, senza chiedere fin da oggi l'intera libertà di divorzio e senza proporsi di esigere l'abrogazione di tutte le leggi che vietano l'aborto, o vietano la pubblicazione di scritti medici riguardanti i contraccettivi» (V.I. LENIN, L’emancipazione detta donna). Del resto non erano stati Marx e Engels in persona ad affermare che: «i comunisti non predicano alcuna morale, aspirano soltanto a rendere possibile il soddisfacimento di tutti i loro bisogni»?

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