31 marzo 2016

Pillola del giorno dopo come aspirina (e senza obiezione)

di Francesco Filipazzi

Pillola del giorno dopo come l'aspirina? A quanto pare il legislatore e i soliti radicali la pensano così ed è per questo che, senza troppo clamore, nelle farmacie italiane i farmaci a base di levonorgestrel, detti contraccettivi di emergenza, verranno venduti liberamente come farmaci da banco senza ricetta, come accade già per altri farmaci dello stesso tipo.
Fra gente che canta vittoria e case farmaceutiche che si fregano le mani (e qui possiamo ancora una volta capire cosa ci sia dietro alle campagne di liberazione sessuale degli ultimi 50 anni), ancora una volta chi ci va di mezzo è la persona umana.

Attorno alla cosiddetta contraccezione di emergenza ovviamente è stato costruito il solito cordone sanitario di menzogne e mezze verità, che contraddistingue i proclami a base di diritti farlocchi e di "battaglie di civiltà".
Ma andiamo con ordine. La prima bugia che viene generalmente associata alla somministrazione di questi farmaci è che non siano abortivi e quindi si possano assumere a cuor leggero. In realtà queste pillole, nel caso sia iniziata una gravidanza, possono impedire l'impianto dell'ovulo fecondato, il quale però è appunto fecondato e per una persona di buon senso (che negli ultimi tempi coincide con il cattolico) è già un individuo finito. Quindi il rischio che si comporti come un farmaco abortivo c'è e va per questo evitato senza sconti.

Anche ponendo il caso che non agisca come un farmaco abortivo, le riserve rimangono molteplici perché questi farmaci sono di natura ormonale e hanno quindi effetti devastanti sul fisico della donna. Sappiamo già che la realizzazione femminile, per i suoi fautori, passa in realtà per la distruzione del suo corpo, ma sarebbe il caso di avvisare le utilizzatrici di queste pillole della perniciosità di ciò che assumono. Sembra che molte adolescenti siano abituate ad ingerirla tutte le domeniche mattina, per cercare di eliminare gli effetti dei sabati sera a base di alcool e promiscuità, ma esse non sono consapevoli che si stanno rovinando l'apparato riproduttore in modo irreparabile.
Chi garantisce a queste ragazzine che in un futuro non avranno conseguenze? Certo la propaganda che ammorba il mondo scientifico nega eventualità come sterilità, tumori o disfunzioni, ma si tratta appunto di propaganda. D'altronde anche la spirale, altro strumento demoniaco, è appurata come causa di sterilità, ma a quanto pare nessuno se ne cura e anzi gli effetti di questi metodi anticoncezional-abortivi sono minimizzati (anche la spirale non permette l'annidamento ma la fecondazione sì, quindi è potenzialmente abortiva). Il risultato paradossale è che molte donne "libere" prima si bombardano di farmaci per non avere figli, poi, una volta che il loro sistema riproduttivo è compromesso, si bombardano di farmaci per avere figli, quando non ricorrono ad altre tecniche "procreative".

Ma poniamo il caso che non siano né abortivi né dannosi per il corpo della donna. Siamo sicuri che la promiscuità indotta dalla diffusione di questi prodotti, assieme alla diffusione del funesto preservativo, sia una base solida per la nostra società? Evidentemente la risposta è no e gli effetti della cosiddetta liberazione sessuale gravano come una maledizione sul mondo moderno ormai da decenni, come tutti possono constatare.

Dunque, un prodotto che non dovrebbe neanche essere messo in commercio viene ora ridotto al rango di aspirina, con l'aggravante che, siccome non è considerato abortivo dal Servizio Sanitario, non è ammessa obiezione di coscienza per i farmacisti. Siamo di fronte all'ennesima prevaricazione dittatoriale nei confronti di tutti coloro che vogliono condurre un'esistenza retta, in particolare dei cattolici.

 

1 commento :

  1. Senza contare che rimane la contraddizione di come l'autodeterminazione, intesa come volontà di dominio e indipendenza, affinché si realizzi deve costantemente sottoporre la volontà a seguire regole precise e dettagliate (quali quelle imposte dalla tecnica farmaceutica): all'autonomia del volere subentra la tecnica come vero potere. Subire infinite regole per liberarsi da ogni regola ed essere regola a se stessa: questo il destino aporetico dell'autodeterminazione.

    Michele

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