08 marzo 2016

Utero in affitto, ovvero la tecnica al di sopra della natura umana

di Saba Zecchi
Ho iniziato la collaborazione su questo blog ai suoi albori e con un articolo sull'ecologia umana a ridosso del discorso di Benedetto XVI agli ambientalisti tedeschi che spiegava molto meglio di me il nodo del problema e gli strumenti di difesa che avevamo e abbiamo tuttora. Si potrebbe riprendere testualmente quel discorso e cucirlo sul dibattito riguardo eterologa, utero in affitto e adozioni gay. So che molti amici, addetti ai lavori e cittadini si pongono onestamente il problema, fuori dagli schemi ideologici e degli slogan politici. Anche per la mia formazione scientifica mi sento di riproporre il tema dell'ecologia umana, riaffermare il principio di natura, la superiorità della scienza sulla tecnica, l'importanza di un'ecologia che includa l'uomo e non proceda a balzelli, invocando la cura del creato e dei processi naturali per scongiurare il surriscaldamento globale, per poi trascurare la natura dell'uomo nell'atto creativo della vita, come se questo non avesse conseguenze.

Contrari a congelare le zucchine, ma favorevoli a congelare un embrione? Sembra che per contestare la maternità surrogata -che con la tecnica produce vita dove la natura non sarebbe arrivata- occorra individuare gli sprechi di materiale plastico o i centri di eccessivo consumo energetico. Scopriamo se la clinica per l'impianto degli ovuli lavora con pannelli solari o con corrente ad alto consumo, per poterci ribellare! figuriamoci se non fa la differenziata che grande contestazione possiamo tirare su! Su questi problemi ecologici si può radunare consenso trasversale, ma sull'impiego della tecnica per commissionare una persona il consenso cambierebbe un pochino. Quali applausi avrebbe avuto Leonardo di Caprio se avesse incentrato il suo discorso di accettazione dell'Oscar sul rispetto della Vita, e non (solo) sul rispetto dell'ambiente?

Purtroppo anche una certa propaganda tradizionalista non convince, e allontana chi vuole costruirsi un'opionione seria. Non mi sembra vero che si privi una madre di suo figlio, argomento molto sentito perchè “la mamma è pur sempre la mamma”. Il figlio non viene strappato a nessuno nella pratica di “gestazione per altri”, la gestante non lo vuole come figlio suo fin dal primo momento in cui l'embrione cresce. Sfido a dire che questo sentimento contraddittorio venga trasmesso senza conseguenze al figlio, “ti cresco ma non ti voglio con me”, ma si apre un altro capitolo e non sono madre, né psicologa o medico per affrontarlo, inoltre la pratica clinica è quantitativamente troppo limitata per parlare di casistiche attendibili.

Lo slogan che leggo da molti amici cattolici, che il figlio viene privato della mamma, è contestabile e sicuramente alle madri non viene tolto nessun figlio. Il figlio non nasce neanche orfano, ha solo una gestante disgraziata per madre (e idem la donatrice dell'ovulo), e sebbene la cosa non vada istituzionalizzata, è una condizione che esiste da sempre. Il punto è antropologico ed ecologico, e chi scrive è una tendenzialmente a favore degli ogm, che la tecnologia la conosce e la benedice. Il punto è che la vita umana è sacra, anche per un ateo, ogni vita è una benedizione, inclusi quei figli di surrogati. La deviazione della gestazione per altri come dell'inseminazione artificiale non è tanto dare la possibilità a un omosessuale di diventare padre, quanto piuttosto di creare esseri umani a comando, stabilendo una superiorità della tecnica sulla natura umana.

Certo, per un cristiano non è quella omosessuale una condizione educativa accettabile per una creatura, e ci si può e deve opporre legittimamente anche a questo. Ma per chiunque deve valere il rispetto della condizione umana, che è finita e legata a doppio nodo con la natura. Neanche la natura animale o vegetale si può comandare, al massimo si può regolare e dominare, tanto più questo vale per l'essere umano. La storia ci insegna che a comandare senza rispetto la natura non si è ottenuto mai nulla di buono.  

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