07 aprile 2016

Benedetto Croce e il cristianesimo come vero spirito europeo

di Alfredo Incollingo

Il cristianesimo è stato la più grande rivoluzione che l'umanità abbia mai compiuto […] tutte le altre rivoluzioni, tutte le maggiori scoperte che segnano epoche nella storia umana, non sostengono il confronto, parendo rispetto a lei particolari e limitate […] la ragione di ciò è che la rivoluzione cristiana operò al centro dell'anima, nella coscienza morale”.

Così scriveva il filosofo Benedetto Croce, di cui abbiamo festeggiato a fine febbraio i 150 della nascita, all'inizio del suo celebre articolo “Perché non possiamo non dirci cristiani”. Un filosofo laico e non certo clericale riconosceva brillantemente e senza ipocrisie lo spirito cristiano che fonda la civiltà occidentale. Ribadiva così una verità: il cristianesimo non è stato solo una religione, una filosofia o una morale; il cristianesimo è una rivoluzione, la più grande che ci sia stata. Ha cambiato l'umanità, il suo paradigma: un moto intimo che è sgorgato fuori impetuoso e ha trasformato la società e la storia.

Il fulcro di questa rivoluzione è il concetto di “persona”, corpo e anima unite, la completa rivalutazione dell'uomo, non più inteso solo come “psiche” (come facevano i greci), ma come una totalità a “immagine e somiglianza di Dio”: degno di essere amato ed esaltato come Figlio di Dio. La sacralità della “persona” si accompagna con la sacralità della vita in ogni suo aspetto e nella rottura etica con il precedente mondo pagano.

Il corpo è la “prigione dello spirito”, affermava Platone. Il disprezzo del corpo si presenterà costantemente negli autori ellenici e pagani della tardo antichità, ma sarà Cristo stesso che porrà fine a questo “errore”. San Paolo nella Prima Lettera ai Corinzi ricorderà come la materia stessa, imperfetta e corrotta, sia stata riscattata dal vizio. Adesso il corpo è funzionale alla Salvezza. Dio si è incarnato per salvare i suoi Figli. L'Incarnazione ha riscattato dalla dannazione la materia: il corpo è ora il “Tempio dello Spirito”.

L'uomo non è più solo anima, ma anche corpo da preservare in tutte le sue fasi e nelle sue membra. L'antropocentrismo cristiano pone la dignità dell'uomo al di sopra di tutte le cose. La vita è inviolabile e l'umanità è risollevata dalla sua “bestialità”. Lo stesso Croce ricorda nel suo articolo come il cristianesimo sia la sostanza dell'Europa. I valori, anche se laicizzati, sono cristiani. I valori della vita sia chiaro e non il sentimentalismo, tanto disprezzato da Chesterton, che è un fenomeno effimero e decadente. Porfirio accusava i cristiani di negare l'uguaglianza tra l'essere umano e l'ape, ma tra il primo e il secondo vi è una differenza sostanziale: la ragione, lo “strumento” che San Tommaso d'Aquino definiva indispensabile per conoscere il nostro Dio d'amore. Ragione e Corpo, anima e materia, il cristianesimo riconosce e da valore alla totalità umana.

Tuttavia Croce, da anticlericale, dava importanza ad un cristianesimo “movimento”, definendo la Chiesa Cattolica una costruzione capziosa. Lo storico inglese Christopher Dawson nel celeberrimo lavoro “Il cristianesimo e la formazione della civiltà occidentale” ricorda il ruolo di guida svolto dalla Chiesa Cattolica alle origini della civiltà europea. In linea con Jacques Le Goff, in “La civiltà dell'occidente medievale”, l'inglese e lo storico francese ricordano come la sostanziale unità culturale e spirituale esercitata dal cattolicesimo abbia permesso il progredire delle nazioni europee.

La Chiesa Cattolica con le sue istituzioni (università e monasteri in primis) ha permesso la diffusione della cultura, delle lettere, della filosofia, con la progressiva riscoperta del meglio della civiltà greca, e la nascita dello spirito scientifico moderno. Senza la Chiesa Cattolico oggi non esisterebbe un'enclave culturale e spirituale “continentale”, sopra ogni particolarismo. Non esisterebbe lo spirito europeo che il cattolicesimo ha saputo condensare nel corso dei secoli.

Con il prevalere delle forze disgregatrici, quali la Riforma Protestante, si compirono i primi atti di tradimento nei confronti dell'Europa spiritualmente e intellettualmente unita. Sono i primordi di un'Europa che, ponendo la sua fede nel nazionalismo e in ideologie “disumane” alcuni secoli dopo, inaugurerà la modernità “rossa di sangue” e innaturale in cui oggi viviamo.

Benedetto Croce, molto discutibile nel criticare il cattolicesimo, ci ha insegnato però a non aver paura nel definirci cristiani ( e aggiungiamo noi “cristiani cattolici”). Un filosofo “laicissimo” ebbe il coraggio di difendere la verità nel Novecento anticristiano. Il cristianesimo, ricorda il filosofo Giovanni Reale, “crocianamente” parlando, da sostanza alla “persona umana”.

 

1 commento :

  1. Purtroppo a scuola Croce non si studia più, tutta la scolastica medievale salta di cavalleria, pure Kant ed Hegel se la passano maluccio, solo Marx e Popper imperano, il resto è silenzio....

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