28 aprile 2016

L'Europa sempre più a destra. I successi elettorali degli identitari

di Alfredo Incollingo

La vittoria del Partito delle Libertà in Austria il 24 aprile riconferma lo spessore elettorale delle destre identitarie europee: il candidato Norbert Hofer con il 35% di preferenze vince a scapito degli sfidanti popolari e socialisti. Il secondo turno vedrà il confronto tra i verdi e i nazionalisti, ma i sondaggi danno per certa la vittoria di quest'ultimi.
Il successo di Hofer è naturalmente la risposta degli elettori all'emergenza profughi: i recenti fatti del Brennero confermano la volontà del governo e della popolazione di difendere la propria integrità nazionale. Non possiamo poi non constatare come il voto concesso al Partito della Libertà sia una forma di protesta per la superficialità con cui Bruxelles affronta la questione mediorientale: la paura del terrorismo islamico, le ripercussioni del multiculturalismo e della crisi economica hanno dato visibilità a quei movimenti che si pongono in antitesi all'attuale sistema.
Ma l'Austria è solo un esempio, dato che in molti stati europei i partiti populisti nelle singole elezioni  nazionali riescono ad ottenere risultati stupefacenti: i consensi maggiori provengono da quell'elettorato che rigetta un'Europa avvertita come un'entità astratta e autoritaria, negatrice delle singole identità e delle fondamenta antropologiche della società.
La confusione socio – economica imperante ha quindi spinto anche l'elettorato tradizionalmente di sinistra a scegliere la destra. La sinistra europea ha da decenni abbandonato le classiche battaglie sociali e non ha saputo reagire all'arretramento dei diritti sociali, cosa che invece hanno fatto i partiti nazionalisti, portando avanti quelle battaglie che negli anni precedenti erano condotte da socialisti e comunisti.

La cattiva gestione dell'immigrazione e una degenerata assimilazione ha causato violenza urbana e degrado, fino a permettere al terrorismo islamico di fare ciò che ha fatto. La risposta dei movimenti nazionalisti è stata quindi decisiva e alternativa ad un sistema fallimentare. Il vento del cambiamento spira sull'Europa e minaccia la sua (presunta) unità.
I primi timidi successi elettorali hanno poi riscosso una “valanga” di preferenze negli ultimi anni. Il Front National ha surclassato in alcune regioni francesi i socialisti e i popolari; in Germania e nei Paesi germanofoni i nazionalisti ottengono ottimi esiti; in Polonia un partito conservatore è al governo.
L'Europa delle nazioni va a destra, a quanto pare. Reagisce così ad un'Europa dei tecnocrati che ha negato sé stessa e i suoi principi cooperativi. In Francia il Front National di Marine Le Pen stravince e, di fronte agli ultimi fatti di terrorismo islamico, ha ampi consensi. Non possiamo definirlo un partito anti-europeo, ma anti Unione Europea di cui chiede una ristrutturazione, e si pone per il blocco dell'immigrazione e per una marcata inclinazione sociale.
Anche in Germania Alternativa per la Germania ha registrato ottimi risultati, specialmente in Baviera. Le elezioni regionali hanno mostrato così il regresso dei democratici cristiani e dei socialisti. E' un partito che si dichiara nemico dell'Unione Europea specialmente per le sue politiche di salvataggio degli Stati europei meridionali che, secondo il leader Frauke Petry, avrebbe causato danni irreparabili all'economia tedesca.
Il caso più eclatante naturalmente è la Polonia della premier Beata Maria Szydlo e del presidente Andrzej Duda. Il partito conservatore Diritto e Giustizia ha così dato adito all'ondata nazionalista europea divenendo il principio di questa rivoluzione che potrebbe mettere in pericolo la stessa Unione Europea.  

1 commento :

  1. Comunque sono segnali inquietanti perché dietro a questi partiti nazionalisti ci sono sempre figuri sospetti, dall'Austria poi, viene mai nulla di buono, mentre la inutile, costosa e stupidamente supina Bruxelles balbetta sommessamente......speriamo che l'UE vada in malora, basta ricatti economici e basta accogliere fancazzisti maschi, giovani, islamici e tutt'altro che in fuga da guerre, basta bugie!

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